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Art. 182 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

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64 provvedimenti

Altri anni per Art. 182 Codice di Procedura Civile

Patrocinio autorizzato: l’ente vince contro il no dei giudici
Un contribuente impugna un fermo amministrativo. La Commissione Tributaria Regionale dichiara inammissibile l'appello dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione, ritenendo che l'ente non potesse farsi difendere da un avvocato del libero foro ma dovesse necessariamente ricorrere all'Avvocatura dello Stato. L'Agenzia propone ricorso in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso, chiarendo le regole sul patrocinio autorizzato. I giudici stabiliscono che l'ente di riscossione ha la facoltà di scegliere in via alternativa tra l'Avvocatura dello Stato e i difensori privati, senza necessità di particolari formalità o delibere preventive, salvo casi specifici. Di conseguenza, la Cassazione annulla la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo giudizio.
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Multa stradale e procura alle liti nulla: l’automobilista perde
Un automobilista propone opposizione contro un verbale di contravvenzione stradale elevato dal Comune. Il Giudice di Pace dichiara inammissibile il ricorso per l'inesistenza della procura notarile, decisione poi confermata dal Tribunale a causa della genericità dell'atto. L'automobilista ricorre in Cassazione, lamentando la mancata concessione di un termine per sanare il vizio. La Suprema Corte rigetta il ricorso, confermando che la procura alle liti priva di riferimenti specifici alla causa è nulla. Inoltre, poiché il Comune aveva tempestivamente eccepito il difetto di rappresentanza, l'automobilista avrebbe dovuto produrre subito la documentazione corretta, senza attendere l'assegnazione di un termine da parte del giudice. Di conseguenza, l'automobilista perde definitivamente la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e al raddoppio del contributo unificato.
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Rappresentanza in giudizio di ADER: sì all’avvocato privato
Il caso nasce dall'impugnazione di un atto tributario da parte di un contribuente. Il giudice d'appello aveva dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione perché l'ente si era costituito in giudizio tramite un avvocato del libero foro anziché con l'Avvocatura dello Stato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che la rappresentanza in giudizio di ADER tramite un difensore privato è pienamente valida ed efficace, tranne in casi eccezionali o di particolare rilevanza economica. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio ad altra sezione per un nuovo esame.
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Difesa dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione: valido l’avvocato
Una società di autotrasporti ha impugnato dodici cartelle di pagamento. In appello, l'ente impositore si è costituito tramite un avvocato del libero foro. Il giudice d'appello ha ordinato di regolarizzare la rappresentanza, e l'ente ha provveduto nominando un proprio dipendente, vincendo poi la causa. La società ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la mancanza originaria di una valida procura non fosse sanabile e che l'appello fosse inammissibile. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la piena validità della difesa dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite avvocati del libero foro anche senza specifiche formalità. Di conseguenza, l'invito alla regolarizzazione era addirittura superfluo e l'appello dell'ente era pienamente valido. La società soccombente è stata condannata a pagare le spese processuali.
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