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Art. 1813 Codice Civile

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209 provvedimenti

Prova contratto di mutuo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19047/2025, interviene su una complessa vicenda nata da un contratto preliminare di vendita immobiliare e sfociata in una lite su un presunto contratto di mutuo. La Corte ha stabilito che per la prova del contratto di mutuo non basta una scrittura privata che ne attesti l'esistenza, ma è necessaria la dimostrazione dell'effettiva consegna del denaro (traditio). Di conseguenza, ha cassato la decisione di merito che aveva condannato il presunto mutuatario alla restituzione della somma, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione conferma
Una società di costruzioni e i suoi partner hanno contestato avvisi di accertamento per redditi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha respinto i loro ricorsi, confermando la legittimità dell'operato del Fisco. La Corte ha ribadito la validità della presunzione distribuzione utili ai soci nelle società a ristretta base partecipativa, invertendo l'onere della prova a carico dei contribuenti, i quali devono dimostrare il reinvestimento degli utili. La decisione ha inoltre validato la motivazione degli atti per relationem a un verbale della Guardia di Finanza.
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Efficacia riflessa sentenza: Stop all’esecuzione
Un Tribunale ha bloccato una procedura di esecuzione immobiliare promossa da un istituto di credito. La decisione si fonda sul principio dell'efficacia riflessa di una sentenza non ancora definitiva, emessa in un'altra causa tra le parti. Tale sentenza, pur essendo in attesa di appello, ha costituito prova sufficiente per dimostrare l'insussistenza del diritto della banca a procedere con il pignoramento, in quanto il suo credito era stato di fatto azzerato dall'accertamento di addebiti illegittimi su un conto corrente. Il giudice ha quindi accolto l'opposizione dei debitori, pur rigettando le loro domande sulla nullità del contratto di mutuo e sulla compensazione formale dei crediti.
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Promessa di pagamento: onere della prova e assegno
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo basato su un assegno, negando l'esistenza del prestito sottostante e sostenendo anzi un proprio credito verso l'ex amministratore. Il Tribunale ha accolto l'opposizione, chiarendo che quando il debitore contesta specificamente il titolo del debito (il "perché" della dazione di denaro), l'onere di provare il contratto di mutuo torna in capo al creditore. La sola promessa di pagamento derivante dall'assegno non è sufficiente se il creditore non dimostra il fondamento della sua pretesa.
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Restituzione prestito: la prova del contratto di mutuo
La Corte d'Appello conferma la condanna alla restituzione di un prestito di 12.000 euro, erogato tramite bonifici con causale esplicita. La sentenza chiarisce che l'azione va qualificata come adempimento contrattuale di mutuo e non come arricchimento senza causa. La prova del trasferimento del denaro con una causale chiara sposta l'onere della prova sul debitore, che deve dimostrare l'esistenza di un titolo diverso che giustifichi il trattenimento della somma. La richiesta di restituzione prestito è stata quindi accolta.
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Restituzione somme tra ex: quando è un mutuo?
Un uomo ha citato in giudizio la sua ex partner per ottenere la restituzione di ingenti somme versate durante la loro relazione. Il Tribunale ha analizzato ogni singolo pagamento, stabilendo una distinzione fondamentale: la restituzione delle somme tra ex è dovuta solo quando si prova l'esistenza di un contratto di mutuo, anche verbale. Somme per mutui e avvio di attività sono state considerate prestiti da rimborsare, mentre spese per ristrutturazioni, regali e viaggi sono state escluse dalla restituzione per mancanza di prova del titolo o perché qualificate come donazioni d'uso.
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Prova del credito: senza erogazione il mutuo non esiste
Il Tribunale di Ancona ha accolto l'opposizione a un decreto ingiuntivo, revocandolo. La decisione si fonda sulla mancata prova del credito da parte della società creditrice, la quale non è riuscita a dimostrare l'effettiva erogazione della somma oggetto del contratto di mutuo. Secondo il giudice, il mutuo, essendo un contratto reale, si perfeziona solo con la consegna materiale del denaro (traditio). In assenza di tale prova, il credito non può considerarsi sorto e, di conseguenza, la richiesta di pagamento è infondata.
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Restituzione somma denaro: la prova del prestito
Una sorella cita in giudizio il fratello per la restituzione di una somma di denaro di €20.000, sostenendo si trattasse di un prestito. Il fratello, invece, afferma fosse una donazione. Il Tribunale accoglie la domanda della sorella, stabilendo che l'onere di provare la donazione gravava sul fratello, prova che non è stata fornita. Accoglie anche la domanda riconvenzionale del fratello relativa alla sua quota di buoni postali cointestati e riscossi dalla sorella, disponendo una compensazione parziale e condannando il fratello al pagamento della differenza di €14.000.
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Ammortamento alla francese: valido anche senza dettagli
Una cliente contestava la validità del suo mutuo con ammortamento alla francese, sostenendo una mancanza di trasparenza sul regime di capitalizzazione composta e la presenza di anatocismo. La Corte di Appello di Genova, in linea con una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, ha respinto l'appello. Ha stabilito che il contratto è valido perché gli elementi essenziali (capitale, durata, tasso) erano specificati, e che l'ammortamento alla francese non implica anatocismo vietato. La maggiore onerosità è una conseguenza della scelta concordata di rate costanti, non di un costo occulto.
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