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Art. 1809 Codice Civile

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49 provvedimenti

Comodato precario: la firma vale più dell’uso?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di comodato precario. Un soggetto utilizzava un immobile come abitazione familiare da anni, ma successivamente ha firmato un contratto che prevedeva la restituzione a semplice richiesta del proprietario. La Corte ha stabilito che il contratto scritto del 2016 è valido ed efficace, superando qualsiasi accordo o situazione di tolleranza precedente. I tentativi del comodatario di dimostrare una simulazione o di ottenere un riesame dei fatti sono stati respinti, confermando l'obbligo di rilascio dell'immobile.
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Onere della prova comodato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12832/2025, ha chiarito l'onere della prova nel comodato di immobile. Il caso riguarda una madre che chiedeva la restituzione di un appartamento concesso al figlio, il quale sosteneva si trattasse di un comodato per esigenze familiari. La Corte ha rigettato il ricorso del figlio, stabilendo che grava su chi occupa l'immobile (il comodatario) l'onere di dimostrare che il contratto era finalizzato a soddisfare specifiche esigenze familiari. In assenza di tale prova, il rapporto si qualifica come precario e il proprietario può recedere liberamente.
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Comodato familiare: la durata del contratto e i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 573/2025, chiarisce la natura del comodato familiare. Un immobile concesso per esigenze abitative familiari non costituisce un comodato precario. La sua durata è intrinsecamente legata al persistere di tali esigenze, e il proprietario (comodante) non può richiederne la restituzione immediata se non per un bisogno urgente e imprevisto, come stabilito dalla legge.
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Sequestro preventivo immobile: annullato per vizi
Un giovane studente, che occupava un appartamento in virtù di un contratto di comodato per motivi di studio, si è visto sottoporre a sequestro preventivo immobile dopo la revoca del consenso da parte della proprietaria. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, rilevando un grave difetto di motivazione da parte del Tribunale del Riesame. Quest'ultimo non aveva adeguatamente considerato l'esistenza del rapporto civilistico (il comodato), limitandosi a una valutazione astratta del reato basata sulla permanenza contro la volontà della proprietaria, senza analizzare in modo concreto tutti gli elementi probatori e le tesi difensive.
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Successione ereditaria: onere della prova e danni
In una complessa causa di successione ereditaria, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi riguardante la restituzione di frutti immobiliari e la simulazione di una donazione, a causa della mancata fornitura di prove adeguate. La Corte ha invece accolto il ricorso incidentale della controparte, riconoscendo il diritto agli interessi legali sui danni liquidati per l'occupazione illegittima di un immobile. La sentenza sottolinea il principio fondamentale dell'onere della prova nelle dispute successorie.
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Comodato familiare: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17095/2025, ha stabilito che l'assegnazione della casa coniugale al genitore collocatario dei figli è opponibile al terzo proprietario che aveva concesso l'immobile in comodato familiare. La Corte ha chiarito che tale comodato, finalizzato a soddisfare le esigenze abitative del nucleo familiare, non cessa con la separazione e può essere risolto dal proprietario solo in caso di un bisogno urgente e imprevisto, che deve essere provato.
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Comodato precario e spese: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di comodato precario. Ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso sulla natura del contratto, poiché la qualificazione di 'comodato precario' era divenuta cosa giudicata interna non essendo stata appellata. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello per non aver considerato una spesa (impianto elettrico) che la controparte non aveva contestato, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Comodato precario: quando l’occupazione è illegittima
In una controversia ereditaria, un fratello occupa la villa di famiglia basandosi su un vecchio accordo con il padre defunto. La Corte d'Appello aveva qualificato il rapporto come comodato precario, limitando il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che, alla scadenza del contratto originario, la permanenza nell'immobile costituiva mera tolleranza, cessata con la morte del padre. Di conseguenza, l'occupazione è divenuta illegittima fin dall'apertura della successione, con pieno diritto al risarcimento per gli eredi.
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Comodato familiare: può essere revocato da un genitore?
Un padre agisce in giudizio per ottenere il rilascio di un immobile occupato dal figlio senza un titolo valido. Durante la causa, la madre, comproprietaria del bene, stipula un contratto di comodato familiare a favore del figlio per regolarizzarne la posizione. La Corte di Appello di Firenze conferma la decisione di primo grado, stabilendo che il contratto di comodato, stipulato da un solo coniuge dopo l'inizio dell'azione legale e contro la volontà dell'altro, non è opponibile a quest'ultimo. L'occupazione del figlio rimane quindi priva di titolo, legittimando l'ordine di rilascio.
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