LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

art. 18 Ord. pen.

Pagina 2 di 2

39 provvedimenti

Colloqui detenuti 41-bis: Videochiamata vince su carcere duro
Un detenuto in regime speciale ottiene l'autorizzazione per videochiamate con i familiari a causa della pandemia. Il Ministero della Giustizia si oppone, ritenendo la misura non applicabile al 'carcere duro'. La Corte di Cassazione respinge il ricorso del Ministero, stabilendo un principio fondamentale sui colloqui detenuti 41-bis: l'emergenza sanitaria ha creato una reale impossibilità a svolgere visite di persona, giustificando l'uso di strumenti telematici per tutelare il diritto fondamentale alla vita familiare. La Corte ha quindi confermato la legittimità delle videochiamate, purché effettuate con sistemi sicuri.
Continua »
41-bis: sì alle videochiamate con i figli detenuti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia contro l'autorizzazione a colloqui in videochiamata per un detenuto in regime di 41-bis con il figlio, anch'egli ristretto in alta sicurezza. La Corte ha stabilito che la sottoposizione al regime differenziato non annulla il diritto fondamentale al mantenimento dei rapporti familiari. Attraverso l'uso di piattaforme certificate e controllate a distanza, è possibile bilanciare le esigenze di sicurezza nazionale con la tutela della vita affettiva, impedendo scambi di messaggi illeciti senza isolare totalmente il detenuto dai propri congiunti.
Continua »
Colloqui 41-bis: no videochiamata senza prova certa
Un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis ha richiesto di poter effettuare colloqui visivi a distanza con i familiari, adducendo notevoli difficoltà economiche e logistiche per gli incontri di persona. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha stabilito che, sebbene i colloqui 41-bis tramite videochiamata siano ammissibili, spetta al richiedente fornire una prova concreta e inequivocabile di "circostanze eccezionali" che rendano l'incontro di persona impossibile o estremamente difficile. In questo caso specifico, la certificazione ISEE e la semplice distanza geografica sono state ritenute prove insufficienti.
Continua »
Colloqui telefonici detenuto: limiti e diritti
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva l'aumento dei colloqui telefonici con il proprio avvocato. L'ordinanza stabilisce che il diritto del detenuto deve essere bilanciato con le esigenze organizzative dell'amministrazione penitenziaria, e il numero di dodici chiamate mensili senza limiti di durata non è ritenuto insufficiente.
Continua »
Limitazione colloqui detenuti: la Cassazione decide
Un detenuto in ergastolo per reati commessi nel 1990 ha contestato la limitazione dei colloqui e delle telefonate. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva negato un regime più favorevole. La Corte ha stabilito che non si può applicare automaticamente la limitazione colloqui detenuti basandosi su un passato periodo in regime 41-bis, ormai cessato da anni. È necessario un esame concreto del reato attualmente in esecuzione e del percorso rieducativo del detenuto. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
Continua »
Colloqui telefonici detenuto: quando il giudice nega
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato a cui erano stati negati i colloqui telefonici con la madre e la coniuge. La decisione si basa sulla necessità di prevenire l'inquinamento probatorio. La Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione, anche se sintetica, del giudice di merito, distinguendo nettamente la disciplina dei colloqui telefonici da quella della corrispondenza scritta.
Continua »
Colloqui intimi: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un detenuto a svolgere colloqui intimi e riservati con la propria moglie, respingendo il ricorso del Ministero della Giustizia. Il Ministero sosteneva l'impossibilità logistica e la pericolosità sociale del detenuto. La Corte, richiamando la sentenza n. 10/2024 della Corte Costituzionale, ha stabilito che il diritto all'affettività è un diritto soggettivo che non può essere negato per ragioni generiche. La decisione si fonda sulla buona condotta del detenuto e sull'assenza di controindicazioni specifiche, ribadendo che gli ostacoli strutturali non possono sopprimere un diritto fondamentale.
Continua »
Corrispondenza anonima detenuto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della corrispondenza anonima detenuto in regime speciale 41-bis. Con la sentenza n. 6377/2024, ha stabilito che l'anonimato del mittente non è di per sé sufficiente a giustificare il trattenimento automatico della missiva. È sempre necessaria una valutazione sostanziale e motivata da parte del giudice sul contenuto dello scritto, per accertare la presenza di un pericolo concreto per la sicurezza e l'ordine pubblico, nel rispetto del diritto costituzionale alla corrispondenza.
Continua »
Corrispondenza anonima e 41-bis: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un telegramma anonimo inviato a un detenuto in regime speciale 41-bis. Inizialmente, il Tribunale di Sorveglianza aveva annullato il trattenimento della missiva, ritenendo il contenuto non allarmante. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: la corrispondenza anonima, pur costituendo un forte indice di sospetto, non può essere trattenuta automaticamente. È necessaria una valutazione concreta e motivata del giudice, che deve considerare il contenuto, il profilo del detenuto e il contesto generale per accertare un effettivo pericolo per la sicurezza. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Corrispondenza anonima detenuto: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la ricezione di corrispondenza anonima da parte di un detenuto in regime di 41-bis non giustifica automaticamente il suo trattenimento. Sebbene l'anonimato sia un indice di sospetto, il giudice deve sempre effettuare una valutazione concreta sulla pericolosità effettiva del contenuto e del contesto, non potendo basare la decisione sulla sola assenza del mittente. Il ricorso del Procuratore Generale è stato rigettato.
Continua »
Corrispondenza anonima al 41-bis: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Procuratore Generale contro la decisione di consegnare una lettera anonima a un detenuto in regime 41-bis. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la corrispondenza anonima non può essere automaticamente trattenuta. Sebbene l'anonimato sia un forte indice di sospetto, il giudice deve sempre effettuare una valutazione concreta del contenuto della missiva per accertare un effettivo pericolo per la sicurezza, bilanciando così le esigenze di controllo con il diritto fondamentale alla corrispondenza.
Continua »
Colloqui 41-bis: Vetro divisorio con figli minori
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del mantenimento del vetro divisorio durante i colloqui tra un detenuto in regime 41-bis e il figlio infraquattordicenne. La decisione non è automatica ma si basa su una valutazione specifica del rischio, bilanciando il diritto alla vita familiare con le esigenze di sicurezza. In questo caso, la pericolosità del detenuto e il rischio di strumentalizzazione del minore per veicolare messaggi hanno giustificato la misura restrittiva, in linea con i principi stabiliti dalla Corte Costituzionale.
Continua »
Colloqui 41-bis: No a visite ravvicinate, dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della circolare che impone un intervallo di circa 30 giorni tra i colloqui per i detenuti in regime speciale. La richiesta di un detenuto di raggruppare le visite per comodità dei familiari è stata respinta, poiché la regola degli 'intervalli regolari' per i colloqui 41-bis è essenziale per prevenire comunicazioni con le organizzazioni criminali e garantire la sicurezza pubblica, che prevale sull'interesse privato.
Continua »
Colloqui detenuti 4-bis: no al regime più favorevole
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto condannato per reati ostativi (art. 4-bis Ord. pen.) che, a seguito della revoca del regime speciale del 41-bis, chiedeva di beneficiare di un regime di visite più favorevole. La Suprema Corte ha stabilito che la disciplina applicabile è quella, più restrittiva, prevista per i **colloqui detenuti 4-bis**, e non quella per i detenuti comuni. Il passaggio dal 41-bis al regime ordinario per reati ostativi non costituisce una 'regressione trattamentale' che giustifichi l'applicazione di norme pregresse più vantaggiose.
Continua »
Corrispondenza detenuto 41-bis: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un carcerato in regime speciale. La decisione conferma la legittimità del blocco della corrispondenza detenuto 41-bis quando una lettera, da un mittente anonimo e con toni critici, presenti il rischio di veicolare messaggi illeciti, mettendo a repentaglio la sicurezza. Il provvedimento è stato ritenuto conforme alle finalità della norma, che mira a interrompere i collegamenti con le organizzazioni criminali.
Continua »
Controllo corrispondenza 41-bis: quando è legittimo?
Un detenuto in regime speciale 41-bis ha contestato la proroga del controllo sulla sua posta, ritenendola una misura automatica e immotivata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che il controllo corrispondenza 41-bis, sebbene non automatico, è pienamente legittimo quando motivato dalla necessità concreta di impedire contatti con l'organizzazione criminale di appartenenza, specialmente se il detenuto conserva un ruolo di vertice. La decisione del tribunale, basata su questi elementi, è stata ritenuta adeguatamente giustificata.
Continua »
Diritto allo studio 41-bis: i limiti della Cassazione
Un detenuto in regime speciale 41-bis ha contestato il diniego di colloqui con i docenti per motivi di studio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il diritto allo studio 41-bis può subire limitazioni per inderogabili esigenze di sicurezza. La Corte ha precisato che, sebbene il diritto allo studio sia tutelato, le modalità di esercizio, come i contatti diretti con l'esterno, possono essere ristrette per prevenire la veicolazione di messaggi, scopo primario del regime 41-bis.
Continua »
Permessi affidamento in prova: limiti e progressività
Una donna in affidamento in prova da pochi giorni si è vista negare il permesso di viaggiare per incontrare il coniuge detenuto. La Cassazione ha confermato il diniego, sottolineando che i permessi in affidamento in prova devono seguire un principio di progressività e non possono essere concessi all'inizio del percorso alternativo, quando è ancora necessario valutare l'adesione della persona alle prescrizioni.
Continua »
Colloqui intimi detenuti: un diritto, non speranza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8/2025, ha annullato un'ordinanza che negava a un detenuto un colloquio intimo con la moglie. Il diniego era basato sulla mancanza di strutture adeguate nel carcere. La Suprema Corte, richiamando una precedente sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che i colloqui intimi per i detenuti rappresentano un vero e proprio diritto all'affettività, non una mera aspettativa. Di conseguenza, le carenze strutturali dell'istituto penitenziario non possono costituire una valida giustificazione per negare tale diritto, e l'amministrazione ha l'obbligo di adoperarsi per garantirne l'esercizio.
Continua »