Un imputato, condannato per ricettazione di merce contraffatta, ha chiesto la nullità della sentenza perché il giudice l'ha letta, completa di motivazioni, solo due minuti dopo la fine della discussione. Secondo la difesa, ciò dimostrava che la decisione era già stata scritta, ignorando le argomentazioni finali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante: la preparazione di una bozza di sentenza da parte del giudice non causa la nullità della sentenza. L'essenziale è che il giudice abbia ascoltato le parti e mantenuto la possibilità di modificare la sua decisione fino all'ultimo. La condanna è stata quindi confermata.
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