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Art. 173 TUIR

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30 provvedimenti

Responsabilità società beneficiaria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15503/2025, ha statuito sulla responsabilità della società beneficiaria per i debiti fiscali della società scissa. Il caso riguardava un avviso di accertamento per Ires, Irap e Iva notificato a una società edile, sorta da una scissione parziale, per obbligazioni tributarie anteriori all'operazione. La Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando che la responsabilità società beneficiaria è solidale e illimitata. Ha inoltre chiarito che i procedimenti di accertamento si svolgono nei confronti della società scissa, senza che sia necessario notificare ogni atto alla beneficiaria, la quale ha comunque facoltà di partecipare al procedimento. È stato infine confermato legittimo l'accertamento induttivo a causa della mancata esibizione delle scritture contabili.
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Scissione societaria: responsabilità fiscale illimitata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15504/2025, ha rigettato il ricorso di una società beneficiaria di una scissione societaria, chiamata a rispondere dei debiti fiscali della società scissa. La Corte ha confermato il principio della responsabilità solidale e illimitata della beneficiaria per i tributi anteriori all'operazione, anche se l'accertamento è stato notificato solo alla scissa. Secondo la Corte, la disciplina tributaria della scissione societaria prevede che la beneficiaria abbia facoltà di partecipare ai procedimenti, ma non impone all'Amministrazione Finanziaria un onere di notifica aggiuntivo.
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Scissione parziale: Guida fiscale e decisioni della Corte
Una sentenza della Corte di Cassazione analizza le conseguenze fiscali di una scissione parziale di un'azienda speciale comunale. Il caso riguarda la contestazione da parte dell'Agenzia delle Entrate del trattamento fiscale di fondi rischi e pensioni trasferiti alla nuova società. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando la neutralità fiscale dell'operazione e la non imponibilità dell'utilizzo di fondi già tassati in origine. Inoltre, ha accolto in parte il ricorso del contribuente, annullando la ripresa per indeducibilità degli ammortamenti ai fini Irap e le sanzioni per recidiva.
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Scissione societaria e fondi rischi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22823/2025, ha stabilito i principi fiscali applicabili a una scissione societaria di un'azienda speciale di un ente locale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando che un fondo rischi generato durante l'operazione non costituisce una passività fiscalmente dedotta. Di conseguenza, il suo successivo utilizzo non genera una sopravvenienza attiva tassabile, in applicazione del principio di neutralità fiscale. La Corte ha inoltre respinto il ricorso incidentale della società, confermando che gli interessi maturati su contributi pubblici in conto impianti sono tassabili come redditi di capitale.
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Fondo rischi da scissione: la neutralità fiscale
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul trattamento fiscale di un fondo rischi da scissione. Nel caso esaminato, una società nata da una scissione parziale aveva utilizzato un fondo rischi per coprire debiti della società scissa. L'Amministrazione Finanziaria riteneva tale utilizzo una sopravvenienza attiva tassabile. La Corte ha stabilito che, poiché il fondo era stato costituito in un'operazione fiscalmente neutra e non era derivato da costi precedentemente dedotti, il suo successivo utilizzo non genera materia imponibile, in applicazione del principio di simmetria fiscale.
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Fondo rischi scissione: quando non è tassabile
Una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che un fondo rischi scissione, se costituito con risorse già tassate e non da accantonamenti dedotti, non genera una sopravvenienza attiva imponibile quando il suo scopo originario viene meno. Il caso riguardava un'azienda speciale di servizi pubblici che, a seguito di una scissione, aveva creato tale fondo. L'Amministrazione Finanziaria lo aveva ritenuto tassabile, ma la Corte ha dato ragione alla società, sottolineando la natura di 'fondo tassato' e il principio di neutralità fiscale nelle operazioni straordinarie.
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Scissione parziale: fondi non deducibili, no IRES
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'operazione di scissione parziale è fiscalmente neutra. Di conseguenza, i fondi rischi e pensioni creati dalla società beneficiaria non generano reddito imponibile IRES se non sono mai stati dedotti dalla base imponibile. L'Amministrazione Finanziaria aveva erroneamente riqualificato l'operazione come conferimento, ma la Corte ha rigettato tale interpretazione, confermando che i 'fondi tassati' possono essere utilizzati senza ulteriori oneri fiscali.
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Rinnovazione istruttoria: Cassazione annulla condanna
In un caso di bancarotta fraudolenta, la Corte di Cassazione ha annullato una condanna emessa in appello, ribaltando una precedente assoluzione. La Suprema Corte ha statuito che la corte d'appello ha violato l'obbligo di procedere alla rinnovazione istruttoria, ovvero al riesame delle prove dichiarative decisive, prima di poter riformare la sentenza di primo grado. Inoltre, ha annullato le statuizioni civili per un difetto di legittimazione processuale della parte civile.
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Fondo rischi da scissione: quando è fiscalmente neutro
Una società di servizi pubblici, a seguito di una scissione, aveva costituito un fondo rischi. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato la neutralità fiscale del suo utilizzo, ma la Cassazione ha chiarito che se il fondo rischi da scissione deriva da una riserva già tassata o fiscalmente irrilevante, il suo successivo impiego non genera reddito imponibile. La Corte ha inoltre confermato la deducibilità ai fini IRAP dell'ammortamento delle aree sottostanti i fabbricati strumentali.
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Accertamento tributario: autotutela e nuovi elementi
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di frode fiscale realizzato tramite scissione societaria e cessione di rami d'azienda. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso diversi avvisi di accertamento tributario. La Corte chiarisce i limiti del potere impositivo, distinguendo tra l'accertamento integrativo, che richiede la sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi, e l'autotutela sostitutiva, che permette di correggere un atto precedente. Un avviso, basato su una mera 'rivisitazione' dei fatti e non su nuovi dati, è stato annullato, ribadendo un importante principio a garanzia del contribuente.
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