Una conducente perde il controllo del veicolo, invade la corsia opposta, supera il marciapiede, sfonda una recinzione e precipita in una scarpata con un salto di tre metri. Giunta la polizia, la donna accetta i controlli tossicologici ma oppone un netto rifiuto accertamento alcolimetrico. I giudici di merito la condannano per il reato stradale ed escludono la particolare tenuità del fatto. L'automobilista propone ricorso per cassazione, sostenendo uno stato di forte stress psicofisico e l'assenza di altre sanzioni stradali. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile e conferma la condanna penale, aggiungendo una sanzione di tremila euro. I Supremi Giudici evidenziano che la grave dinamica dell'incidente dimostra un pericolo concreto che impedisce qualsiasi beneficio.
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