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Spaccio di lieve entità: condanna confermata dalla Cassazione

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di lieve entità a carico di un imputato sorpreso a cedere una dose di eroina per trenta euro e trovato in possesso di altra sostanza. La difesa chiedeva l’attenuante del danno o lucro di speciale tenuità. I giudici hanno escluso il beneficio poiché il profitto comprende sia il denaro incassato sia il valore della droga ancora detenuta. Inoltre, la condotta commessa sulla pubblica via e le dichiarazioni dell’acquirente comprovano un’attività abituale ad alta offensività. Il ricorso è inammissibile e l’imputato deve pagare le spese e la sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39976 Anno 2022
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Pubblicato il 29 agosto 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il contesto del reato e lo spaccio di lieve entità

Il fenomeno dello spaccio di lieve entità presenta contorni giuridici ben definiti nella normativa italiana sugli stupefacenti. L’episodio esaminato dai giudici riguarda un imputato fermato dalle forze dell’ordine dopo aver ceduto una dose di eroina in cambio di trenta euro. Durante la perquisizione, gli operanti hanno rinvenuto ulteriore sostanza stupefacente nelle sue disponibilità.

Il Tribunale ha condannato l’accusato con il rito del giudizio abbreviato. La Corte di Appello ha confermato la sentenza, negando l’applicazione dell’attenuante del lucro e dell’evento di speciale tenuità. La difesa ha quindi proposto ricorso per cassazione, contestando la valutazione delle prove e l’utilizzo delle dichiarazioni dell’acquirente.

Il calcolo del guadagno nello spaccio di lieve entità

La difesa sosteneva che il guadagno ottenuto dall’operazione illecita fosse minimo, limitato ai soli trenta euro incassati. I giudici di legittimità hanno respinto questa tesi interpretativa.

Il principio giurisprudenziale impone una valutazione complessiva ed economica della condotta. Il giudice deve calcolare non solo il denaro materialmente ricevuto con la singola vendita, ma anche il controvalore economico di tutta la sostanza stupefacente ancora detenuta e destinata al commercio. La disponibilità di ulteriore droga esclude la presenza di un lucro minimo o trascurabile.

Le dichiarazioni dell’acquirente come prova processuale

Un punto centrale della vicenda riguarda il valore delle testimonianze raccolte dagli acquirenti. L’acquirente di modiche quantità di stupefacente assume il ruolo di persona informata sui fatti durante le indagini.

Le dichiarazioni rese da tale soggetto sono pienamente utilizzabili come prova, specialmente quando l’imputato sceglie il rito abbreviato. L’acquirente ha riferito di aver comprato dosi di eroina dal medesimo venditore anche in passato. Tali dichiarazioni non richiedono riscontri tecnici complessi, come intercettazioni telefoniche, per essere ritenute attendibili e fondare la decisione del magistrato.

Le motivazioni sulla gravità nello spaccio di lieve entità

Le motivazioni della Corte Suprema confermano la correttezza della decisione emessa nei gradi di merito. L’attenuante della speciale tenuità del fatto non trova applicazione quando la condotta manifesta una marcata offensività.

L’imputato operava direttamente sulla pubblica via, creando un pericolo concreto per l’ordine pubblico e la sicurezza urbana. Inoltre, le dichiarazioni dell’acquirente dimostrano la natura continuativa e abituale dell’attività illecita. La vendita sistematica di droga, unita alla cessione in luoghi pubblici, impedisce di considerare l’evento come un episodio isolato o di minima portata lesiva.

Le conclusioni: ricorso inammissibile e spese di giustizia

Le conclusioni dei giudici di legittimità sanciscono la totale inammissibilità dell’impugnazione proposta dall’imputato. I motivi formulati risultano manifestamente infondati e non evidenziano alcuna violazione di legge da parte della corte territoriale.

Il ricorrente perde il giudizio e deve sostenere le spese processuali ordinarie. La Suprema Corte ha imposto all’imputato anche il pagamento di tremila euro in favore della cassa delle ammende, a causa dei profili di colpa insiti nella proposizione di un ricorso privo di fondamento giuridico.

Come si calcola il lucro per ottenere l’attenuante della speciale tenuità nello spaccio?
Il giudice valuta sia il denaro incassato con la singola dose sia il valore economico della restante sostanza stupefacente ancora detenuta per la vendita.

Le dichiarazioni dell’acquirente possono costituire prova della colpevolezza del venditore?
Sì, l’acquirente viene sentito come persona informata sui fatti e le sue dichiarazioni sono pienamente utilizzabili, specialmente nel giudizio abbreviato, senza necessità di intercettazioni.

Cosa accade se il ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza?
Il ricorrente deve farsi carico delle spese del procedimento e versare una somma sanzionatoria, fino a tremila euro, a favore della cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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