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Art. 171-ter Codice di Procedura Civile

69 provvedimenti

Sospensione efficacia esecutiva: rigetto istanza
La Corte d'Appello di Trieste ha negato la sospensione efficacia esecutiva di una sentenza di primo grado che ordinava il rilascio di alcuni immobili. La decisione si fonda sull'assenza di manifesta fondatezza dell'appello e sulla natura prevedibile dei danni lamentati dall'occupante, rendendo l'istanza di inibitoria non accoglibile secondo i parametri normativi.
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Spese straordinarie figli: guida al rimborso dovuto
La Corte d'Appello ha stabilito che, in assenza di una distinzione specifica nelle condizioni di divorzio, il genitore è obbligato a rimborsare il 50% delle spese straordinarie figli documentate, incluse quelle mediche private ed extra-scolastiche, senza necessità di un preventivo accordo. La decisione sottolinea che eventuali difficoltà economiche sopravvenute non giustificano l'autoriduzione del rimborso senza una formale modifica del titolo giudiziale.
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Arricchimento senza causa: restituzioni tra ex
Il Tribunale di Milano ha affrontato il caso di un uomo che, terminata la convivenza, ha richiesto la restituzione di ingenti somme versate all'ex compagna per il pagamento di un mutuo e l'acquisto di un nuovo immobile. La corte ha distinto tra i contributi versati per la vita familiare, considerati obbligazioni naturali non rimborsabili, e i pagamenti effettuati per un immobile in costruzione intestato solo alla donna. Per questi ultimi, è stato riconosciuto l'arricchimento senza causa, condannando l'ex partner alla restituzione della somma.
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Responsabilità professionale avvocato e nesso causale
Il caso riguarda una richiesta di risarcimento per la presunta responsabilità professionale avvocato a seguito della convalida di uno sfratto per morosità. L'attrice sosteneva che i legali non avessero comunicato correttamente le somme da versare per sanare la morosità durante il termine di grazia. Il Tribunale ha rigettato la domanda, rilevando l'assenza di un nesso di causalità tra l'operato dei professionisti e il danno subito, attribuendo la convalida dello sfratto al persistente inadempimento della cliente.
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Incompetenza territoriale: un ritardo formale decide la causa
La Società Appaltatrice ha citato in giudizio La Società Consortile davanti al Tribunale di Velletri per ottenere la restituzione di somme pagate indebitamente. La Società Consortile ha eccepito l'incompetenza territoriale a favore del Tribunale di Pescara, ma lo ha fatto in modo incompleto nella comparsa di risposta e ha sollevato l'esistenza di un foro convenzionale esclusivo solo tardivamente nelle memorie successive. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della Società Incorporante (subentrata alla prima), ha stabilito che l'eccezione di incompetenza territoriale deve contestare specificamente tutti i possibili criteri di collegamento e che il foro convenzionale non può essere eccepito in ritardo. Di conseguenza, la competenza è stata definitivamente radicata presso il Tribunale di Velletri.
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Risoluzione del contratto: effetti e restituzioni
La Corte d'Appello ha affrontato un caso di risoluzione del contratto per inadempimento relativo alla vendita di un natante. Sebbene il venditore avesse già ottenuto la risoluzione del rapporto, la Corte ha stabilito che l'acquirente, avendo alienato il bene a terzi, deve corrisponderne l'equivalente pecuniario. La decisione conferma che la risoluzione del contratto impedisce la richiesta del prezzo ma impone la restituzione del valore del bene non più reperibile.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: analisi del caso
Il Tribunale ha esaminato un caso di opposizione a decreto ingiuntivo riguardante il mancato pagamento di canoni e servizi per l'uso di uffici attrezzati. La società opponente contestava l'addebito di spese per utenze e depositi cauzionali, richiedendo inoltre una compensazione per presunti lavori edili eseguiti. Il giudice ha confermato il decreto, stabilendo che il pagamento parziale del deposito costituisce riconoscimento del debito e che la semplice fattura non prova un controcredito certo.
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Obblighi di mantenimento: quando spetta il risarcimento
La Corte d'Appello di Genova ha respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata da un padre contro l'ex coniuge per il mancato versamento degli obblighi di mantenimento. Nonostante l'inadempimento, la Corte ha confermato l'assenza di dolo o colpa grave, valorizzando le difficoltà economiche della madre e l'atteggiamento poco collaborativo del padre nel ricevere i pagamenti.
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Incarico professionale geometra: come provarlo
La Corte d'Appello di Genova ha stabilito che l'incarico professionale geometra è validamente provato dai verbali delle assemblee condominiali che documentano l'affidamento delle attività e l'approvazione dei risultati, ribaltando la sentenza di primo grado.
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Incompetenza territoriale: come evitare errori
Una società fornitrice ha agito in via monitoria per ottenere il pagamento di forniture di merce. La società debitrice ha proposto opposizione eccependo l'incompetenza territoriale del giudice adìto, sostenendo che la competenza spettasse al tribunale del luogo della propria sede legale. Il tribunale di merito ha accolto l'eccezione, ma la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che l'eccezione di **incompetenza territoriale** derogabile, per essere ammissibile, deve contenere la contestazione specifica di tutti i fori concorrenti. Nel caso di persone giuridiche, non basta indicare la sede principale, ma occorre escludere espressamente l'esistenza di sedi secondarie o rappresentanti autorizzati nel circondario del giudice originariamente adìto. La semplice produzione di una visura camerale non sostituisce l'obbligo di allegazione formale nell'atto difensivo.
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Responsabilità extracontrattuale e termini di legge
Il Tribunale ha respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata da due familiari per presunte inadempienze durante un servizio funebre. La domanda è stata rigettata sia sotto il profilo della responsabilità contrattuale, per mancanza di titolarità delle attrici, sia sotto quello della responsabilità extracontrattuale, per intervenuta prescrizione quinquennale, non essendo stati prodotti atti interruttivi validi entro i termini.
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Danno da buca stradale: la colpa esclude il risarcimento
Una motociclista ha citato in giudizio il Comune per un danno da buca stradale. Il Tribunale ha respinto la richiesta, attribuendo l'intera responsabilità dell'incidente alla condotta di guida imprudente della donna. La sua manovra, unita alla visibilità della buca e alle condizioni generali della strada, ha integrato il "caso fortuito", interrompendo il nesso di causalità con la responsabilità dell'ente custode della strada.
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Legittimazione passiva condominio: chi risponde?
Una società creditrice ottiene un decreto ingiuntivo contro un condominio per la consegna dell'elenco dei condomini morosi. Il condominio si oppone e, nel corso della causa, emerge un nuovo orientamento della Cassazione. La sentenza chiarisce che la richiesta va rivolta all'amministratore personalmente e non al condominio, dichiarando il difetto di legittimazione passiva del condominio. Di conseguenza, il decreto viene revocato, si dichiara la cessazione della materia del contendere e le spese legali vengono compensate.
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Risarcimento danni ipoteca: quando non è dovuto
Un'immobiliare ha citato in giudizio un condominio per ottenere il risarcimento danni ipoteca, a seguito della mancata cancellazione di un'iscrizione dopo una sentenza d'appello favorevole. Il Tribunale ha respinto la domanda, motivando che la presenza di altre ipoteche preesistenti sull'immobile interrompeva il nesso causale tra il danno lamentato (una vendita fallita) e la condotta del condominio. Quest'ultimo, mantenendo l'ipoteca in pendenza di un ricorso in Cassazione, non ha commesso un abuso del diritto.
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Incompetenza per valore: i termini della Riforma Cartabia
Una cittadina ha impugnato una cartella di pagamento dinanzi al Tribunale. Una delle società convenute ha eccepito l'incompetenza per valore, ma in modo tardivo. Il Tribunale ha erroneamente accolto l'eccezione. La Corte di Cassazione, applicando la Riforma Cartabia, ha annullato la decisione, stabilendo che l'eccezione di incompetenza per valore era stata sollevata oltre i termini perentori e ha riaffermato la competenza del Tribunale.
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Giudicato esterno opposizione: i limiti secondo la Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'erede che si opponeva a un'esecuzione immobiliare. La decisione si fonda sul principio del giudicato esterno sull'opposizione: i motivi sollevati erano già stati decisi in un precedente giudizio di opposizione a precetto, intentato dal suo dante causa. La Corte ha chiarito che il giudicato copre non solo le questioni discusse (il 'dedotto') ma anche quelle che si sarebbero potute discutere (il 'deducibile'), impedendo di riaprire la stessa controversia.
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Responsabilità gestoria: condanna per prelievi soci
Una società fallisce e il curatore cita in giudizio l'amministratore e i soci per responsabilità gestoria. Il Tribunale li condanna in solido al risarcimento dei danni per aver prelevato ingiustificatamente € 50.000 e per un ammanco di cassa di oltre € 5.000, affermando la loro colpa nella gestione e la violazione dei doveri di conservazione del patrimonio sociale.
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Cessazione materia del contendere: accordo e revoca DI
Una sentenza del Tribunale di Roma analizza il caso di una opposizione a un decreto ingiuntivo per oltre 840.000 euro. Le parti, dopo aver raggiunto un accordo transattivo, hanno chiesto congiuntamente al giudice di dichiarare la cessazione della materia del contendere. Il Tribunale ha accolto la richiesta, revocando il decreto ingiuntivo e compensando le spese legali, stabilendo che, venuta meno la contestazione, il processo non ha più ragione di proseguire.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: sì a domande nuove
Una società fornitrice di servizi sanitari ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro due enti pubblici. Questi si sono opposti contestando il rapporto contrattuale. La società ha quindi introdotto domande subordinate per responsabilità precontrattuale e arricchimento senza causa. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che, nell'ambito di una opposizione a decreto ingiuntivo, il creditore (opposto) può legittimamente proporre domande nuove, purché connesse alla stessa vicenda sostanziale, anche se il debitore (opponente) non ha formulato una domanda riconvenzionale.
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Eccezione di incompetenza: i termini perentori del giudice
Un istituto di credito si oppone a un precetto, eccependo la compensazione con un credito maggiore. Il Tribunale si dichiara incompetente per valore solo nella sentenza finale. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che l'eccezione di incompetenza del giudice è tardiva se non sollevata nei termini previsti dalla riforma (art. 171-bis c.p.c. o prima udienza), radicando così la competenza.
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