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Art. 1705 Codice Civile

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107 provvedimenti

Responsabilità solidale consorzi: la Cassazione decide
Un'istituzione di assistenza ha richiesto a diversi Comuni il pagamento di somme dovute da un consorzio intercomunale per servizi socio-assistenziali. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha escluso la responsabilità solidale dei Comuni consorziati. La Suprema Corte ha chiarito che la disciplina dei consorzi pubblici (D.Lgs. 267/2000) è autonoma e non prevede un'automatica estensione della responsabilità solidale tipica dei consorzi privati (art. 2615 c.c.), la cui logica è prettamente imprenditoriale e non applicabile all'erogazione di servizi sociali pubblici.
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Nullità contratto fornitura: bene non sicuro
La Corte di Cassazione stabilisce la nullità del contratto di fornitura per un macchinario industriale (robot) non conforme alle norme di sicurezza. La violazione di norme imperative rende l'oggetto del contratto illecito o impossibile, determinandone la nullità. Questa invalidità del contratto di fornitura sussiste a prescindere dal collegato contratto di leasing e da eventuali accordi transattivi tra l'utilizzatore e la società concedente.
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Mandato senza rappresentanza: la responsabilità dell’agente
Una banca ha incaricato una società di servizi per il trasporto valori. Il contratto, qualificabile come mandato senza rappresentanza per alcune aree, prevedeva la piena responsabilità della società per l'operato dei terzi incaricati. A seguito dell'appropriazione di una cospicua somma da parte di un terzo, la Cassazione ha confermato la condanna della società, stabilendo che la clausola di responsabilità non è una garanzia e non richiede un importo massimo, ma è una valida deroga alla regola generale del mandato senza rappresentanza.
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Poteri rappresentante: limiti e contratti nulli
La Corte di Cassazione ha stabilito che i contratti stipulati dal legale rappresentante di un ente ecclesiastico, senza le necessarie autorizzazioni previste dal diritto canonico per atti di straordinaria amministrazione, sono inefficaci. Questa inefficacia è opponibile ai terzi, a prescindere dalla loro buona fede, in virtù della specifica disciplina (L. 222/1985). La Corte ha chiarito che non si applica il principio generale dell'apparenza del diritto. Inoltre, ha precisato che i documenti contabili, in cui il rappresentante riconosce di aver ricevuto somme, hanno valore di riconoscimento del debito, invertendo l'onere della prova sulla destinazione dei fondi.
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Separazione patrimoniale: la Cassazione chiarisce
Una società di gestione del risparmio (SGR) si opponeva a un'esecuzione forzata, sostenendo che il debito non fosse suo ma del fondo gestito, in virtù del principio di separazione patrimoniale. La Corte di Cassazione, pur dichiarando la cessazione della materia del contendere per l'annullamento del titolo esecutivo in un altro giudizio, ha analizzato il caso secondo il principio della soccombenza virtuale. Ha stabilito che l'opposizione sarebbe stata rigettata, poiché il titolo esecutivo condannava in modo inequivocabile la SGR a titolo personale e non quale gestore del fondo, impedendo un'interpretazione esterna del provvedimento.
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Responsabilità ente pubblico: quando paga per il legale
Con la sentenza n. 7673/2019, la Cassazione Civile, Sez. II, ha stabilito la responsabilità ente pubblico per i compensi di un legale incaricato da una società appaltatrice. Decisiva l'interpretazione del mandato e del comportamento successivo dell'ente, che non aveva mai contestato l'operato della società, configurando così una spendita del nome del Comune.
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Condizione sospensiva mutuo: la buona fede del compratore
Una coppia si vede negare il mutuo per l'acquisto di una casa e chiede la restituzione della caparra. Il venditore si oppone, accusandoli di mala fede. La Corte d'Appello ribalta la decisione iniziale, affermando che il mancato avveramento della condizione sospensiva mutuo non era imputabile agli acquirenti, i quali avevano agito correttamente, e ordina la restituzione della caparra.
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