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Art. 17 TUIR

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90 provvedimenti

Previdenza complementare: motivazione apparente del giudice
Un contribuente ha richiesto il rimborso dell'IRPEF versata sulla sua previdenza complementare, contestando l'aliquota applicata. Dopo il rigetto nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Commissione Tributaria Regionale. La Corte ha ritenuto che la motivazione fornita dal giudice di secondo grado fosse meramente apparente, in quanto non spiegava adeguatamente le ragioni del rigetto della domanda del cittadino, violando così l'obbligo di fornire una giustificazione comprensibile e verificabile. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Giudicato esterno tributario e TFM: cosa ha deciso la Cassazione
Una società ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate relativo alla deducibilità del Trattamento di Fine Mandato (TFM) di un amministratore per l'anno d'imposta 2007. La società ha invocato un precedente giudizio favorevole e definitivo (giudicato esterno) per l'anno 2004 sulla medesima questione. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che il giudicato esterno tributario su un punto di diritto fondamentale, come le regole di deducibilità del TFM, si estende anche ai periodi d'imposta successivi, precludendo all'Amministrazione Finanziaria di rimettere in discussione la stessa questione. La sentenza impugnata è stata cassata.
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Data certa scrittura privata: prova contro il Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10871/2025, ha stabilito che un accordo di riduzione del canone di locazione formalizzato con una scrittura privata è opponibile al Fisco solo se munito di data certa. La semplice dichiarazione del conduttore o le ricevute di pagamento non costituiscono prove sufficienti a dimostrare l'anteriorità dell'accordo rispetto a un accertamento fiscale, in quanto prive del necessario carattere di oggettività. Pertanto, la mancanza di una data certa scrittura privata rende l'accordo inefficace ai fini della determinazione del reddito imponibile.
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Data certa scrittura privata: come provarla al Fisco?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10870/2025, ha chiarito i requisiti per dimostrare la data certa di una scrittura privata di riduzione del canone di locazione nei confronti dell'Amministrazione Finanziaria. L'Ufficio Fiscale, considerato 'terzo' rispetto all'accordo, può non riconoscere la riduzione se la prova della sua anteriorità non deriva da fatti oggettivi e certi, come la registrazione. Le sole dichiarazioni delle parti coinvolte (locatore e conduttore) o le ricevute di pagamento non sono ritenute sufficienti a fornire la prova della data certa della scrittura privata, poiché prive del carattere di oggettività richiesto dalla legge.
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Reddito per gratuito patrocinio: TFR va dichiarato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per un imputato che non aveva dichiarato il TFR nella domanda di ammissione al gratuito patrocinio. La Suprema Corte ha stabilito che tutti i redditi, inclusi quelli a tassazione separata come il TFR, devono essere considerati nel calcolo del reddito per gratuito patrocinio. L'errore sulla norma che impone tale dichiarazione non è considerato scusabile e non esclude il dolo, in quanto la legge è chiara e richiamata dalla norma penale stessa.
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Tassazione separata arretrati: la no tax area esclusa
Un contribuente ha ricevuto arretrati pensionistici in un'unica soluzione, soggetti a tassazione separata. Ha richiesto il rimborso sostenendo che, se percepiti annualmente, i redditi sarebbero rientrati nella 'no tax area'. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il regime di tassazione separata arretrati si applica secondo il principio di cassa, ovvero nell'anno di percezione. La Corte ha stabilito che tale regime è già una misura per attenuare gli effetti della progressività fiscale e non consente di disapplicare l'imposta in base alla situazione reddituale ipotetica degli anni precedenti, salvo in caso di ritardo patologico dell'ente erogatore, non riscontrato nel caso di specie.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16354/2025, ha stabilito che i limiti quantitativi previsti per la deducibilità del TFR dei dipendenti non si applicano al Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori. Ai fini della deducibilità TFM amministratori per competenza, è sufficiente che l'indennità sia prevista da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha inoltre chiarito che il termine dilatorio di 60 giorni prima dell'emissione dell'avviso di accertamento non si applica alle verifiche fiscali 'a tavolino'.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
Una società manifatturiera ha contestato un avviso di accertamento che negava la deducibilità di un accantonamento per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei suoi amministratori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, confermando la piena deducibilità TFM amministratori secondo il principio di competenza, a condizione che l'emolumento sia previsto da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha stabilito che i limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti non si applicano al TFM degli amministratori.
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Abbattimento indennità buonuscita: la Cassazione decide
La Cassazione ha confermato il diritto di un ex dipendente pubblico regionale a un maggiore abbattimento dell'indennità di buonuscita. La controversia verteva sull'applicazione di una legge regionale siciliana che prevedeva una riduzione del 50% della base imponibile per i dipendenti andati in pensione prima del 1° gennaio 2004. L'Agenzia delle Entrate sosteneva l'applicazione di una detrazione inferiore. La Corte ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando che la "clausola di salvaguardia" della legge regionale tutela i diritti acquisiti, garantendo l'applicazione del calcolo più favorevole.
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Data certa e Fisco: accordo riduzione canone
La Corte di Cassazione ha stabilito che un accordo di riduzione del canone di locazione, formalizzato con una scrittura privata non autenticata, per essere opponibile al Fisco necessita di una prova oggettiva della sua data certa. Nell'ordinanza si chiarisce che né la dichiarazione successiva del conduttore né le ricevute di pagamento per l'importo ridotto costituiscono prove sufficienti a conferire data certa all'accordo, in quanto non sono elementi oggettivi e terzi rispetto alle parti. L'Agenzia delle Entrate, considerata 'terzo' rispetto al patto, può quindi legittimamente recuperare a tassazione il maggior reddito basato sul canone originario.
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Sostituto d’imposta: obbligo anche post-licenziamento?
Due lavoratori, licenziati illegittimamente da un ente pubblico, si vedono riconosciuto un risarcimento. Nasce una controversia sul calcolo dell'importo: deve essere versato al lordo o al netto delle ritenute fiscali? I tribunali di merito sostengono l'obbligo per l'ente di agire come sostituto d'imposta e versare il netto. La Corte di Cassazione, rilevando orientamenti giurisprudenziali non univoci sulla persistenza di tale obbligo dopo la cessazione del rapporto di lavoro, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la decisione a un'udienza pubblica per un esame più approfondito della questione.
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Tassazione separata: quando si applica agli arretrati?
Un'avvocatessa di un ente pubblico riceve nel 2018 emolumenti del 2013. La Cassazione chiarisce che per la tassazione separata si deve valutare se il ritardo nel pagamento è 'fisiologico' in base alle procedure specifiche del rapporto di lavoro, non a un termine generico.
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Detrazione indennità fine rapporto: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione fiscale speciale sull'indennità di fine rapporto, prevista dall'art. 19, comma 2-bis del T.U.I.R., non è applicabile quando il fondo di previdenza è finanziato da fonti pubbliche e non da contributi diretti dei dipendenti. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che la natura dei fondi che alimentano l'indennità è decisiva per il diritto alla detrazione indennità fine rapporto, annullando la precedente decisione di merito.
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Tassazione rendimenti fondo pensione: la prova spetta a te
La Cassazione, in un caso sulla tassazione rendimenti fondo pensione, ha stabilito che l'aliquota agevolata del 12,5% si applica solo ai guadagni derivanti da effettivi investimenti sul mercato finanziario. Il contribuente, un ex dirigente, non ha fornito la prova di tale investimento, limitandosi a produrre una certificazione generica. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione favorevole al contribuente e respinto la sua richiesta di rimborso, ribadendo che l'onere della prova spetta a chi chiede il rimborso.
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Cessione di cubatura: la tassazione secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 103/2025, interviene sulla tassazione della plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno e della relativa volumetria edificabile (cubatura) pervenuti in eredità. La Corte chiarisce due punti fondamentali: primo, per i beni ereditati, il valore iniziale per il calcolo della plusvalenza è quello dichiarato nella denuncia di successione, non quello di una perizia successiva. Secondo, e più importante, la cessione di cubatura non va assimilata al trasferimento di un diritto reale e quindi la sua tassazione non rientra nelle plusvalenze immobiliari tradizionali. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso dei contribuenti, cassando la sentenza impugnata su questo specifico punto e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Tassazione fondi pensione: onere della prova
In un caso di rimborso IRPEF su un'indennità di previdenza, la Corte di Cassazione ha chiarito la questione della tassazione dei fondi pensione. L'ordinanza stabilisce che l'onere della prova per distinguere tra capitale e rendimento, al fine di beneficiare dell'aliquota agevolata del 12,50%, spetta al contribuente. Non è sufficiente una semplice attestazione del fondo, ma è necessaria la dimostrazione dell'effettivo investimento sul mercato. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni procedurali del contribuente, confermando che un mero errore materiale nel nome non invalida il ricorso se la parte è comunque identificabile.
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Deducibilità TFM amministratori: limiti non applicabili
Una società ha contestato un avviso di accertamento che limitava la deducibilità del TFM (Trattamento di Fine Mandato) per i suoi amministratori, applicando le stesse regole del TFR per i dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità TFM non è soggetta ai limiti quantitativi dell'art. 2120 c.c. previsti per i lavoratori subordinati. La Corte ha ribadito che il TFM è deducibile per competenza solo se previsto da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del mandato.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista negare la deducibilità integrale degli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei propri amministratori, poiché l'Agenzia delle Entrate applicava i limiti previsti per il TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, confermando la piena deducibilità TFM amministratori, a condizione che il diritto a tale trattamento risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha ribadito che non esiste alcuna norma che equipari fiscalmente il TFM al TFR.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
Una società ha contestato un avviso di accertamento che negava la piena deducibilità dei costi per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che i limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti non si applicano al TFM. La piena deducibilità TFM è ammessa secondo il principio di competenza, a patto che il diritto all'indennità risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto.
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Deducibilità TFM: i limiti del TFR non si applicano
L'Agenzia delle Entrate contestava a due società la deducibilità di accantonamenti per il TFM degli amministratori, sostenendo l'applicazione dei limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che la deducibilità TFM non è soggetta ai limiti dell'art. 2120 c.c. e segue le proprie regole, basate sul principio di competenza se l'indennità è prevista da un atto scritto con data certa anteriore al rapporto.
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