Il Figlio, in stato di ebbrezza, spara due colpi di fucile ad altezza d'uomo contro due fratelli giunti nel suo cortile, scambiandoli per carabinieri a causa di un forte risentimento. Il Padre viene invece accusato di aver violato il divieto prefettizio di detenere armi in casa, data la frequentazione del figlio. La Corte di Cassazione conferma la condanna del Figlio per tentato omicidio, ritenendo irrilevante l'errore sulla persona e inapplicabile la desistenza volontaria. Per il Padre, la Corte riqualifica il reato ai sensi del T.U.L.P.S. e riduce la sanzione a 75 euro di ammenda, applicando correttamente la riduzione della metà per il rito abbreviato previsto per le contravvenzioni.
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