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Art. 169 bis l.fall.

16 provvedimenti

Scioglimento Contratto in Concordato: Limiti all’Impugnabilità
Un'Azienda in concordato preventivo ha chiesto lo scioglimento di un contratto di factoring. La Società di Factoring ha contestato, sostenendo che i crediti erano già stati trasferiti prima del concordato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Società di Factoring. Ha stabilito che i provvedimenti di autorizzazione allo scioglimento dei contratti in concordato preventivo non sono impugnabili tramite ricorso straordinario per Cassazione. Questi atti sono considerati di direzione della procedura concorsuale e non risolvono controversie sui diritti in modo definitivo. Per contestare gli effetti sui diritti, è necessario avviare un giudizio ordinario. Questo chiarisce l'ambito dell'Impugnabilità provvedimenti concordato.
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Scioglimento dei contratti nel concordato: indennizzi da rifare
Una società in concordato preventivo ottiene dal Tribunale l'autorizzazione allo scioglimento di un contratto di cessione di credito con una banca. Il Tribunale liquida anche l'indennizzo per la banca. La Corte di Cassazione chiarisce le regole sullo scioglimento dei contratti nel concordato. I giudici stabiliscono che l'autorizzazione allo scioglimento è un atto integrativo che non decide in via definitiva sui diritti delle parti. Inoltre, la quantificazione dell'indennizzo spettante al contraente che subisce lo scioglimento non può avvenire all'interno del procedimento camerale del concordato. Tale accertamento deve essere richiesto attraverso una causa ordinaria di cognizione. Di conseguenza, la Suprema Corte accoglie il ricorso della banca e annulla senza rinvio la decisione del Tribunale e della Corte d'Appello limitatamente alla liquidazione dell'indennizzo.
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Scioglimento del contratto di factoring: riserva per il creditore
Una società finanziaria ha anticipato somme a un'azienda di abbigliamento in base a un contratto di factoring. Successivamente, l'azienda è entrata in concordato preventivo e ha ottenuto l'autorizzazione allo scioglimento del contratto di factoring. Dopo il fallimento dell'azienda, la finanziaria ha chiesto di essere ammessa al passivo per recuperare le anticipazioni. Il Tribunale ha rifiutato l'ammissione a titolo contrattuale, ritenendo applicabile solo un indennizzo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della finanziaria: poiché pende un'altra causa sull'efficacia dello scioglimento, il credito deve essere ammesso con riserva. La finanziaria ottiene così la possibilità di far valere le proprie ragioni contrattuali in attesa della decisione definitiva.
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Indennizzo scioglimento contratti: la nuova sentenza
La Corte di Appello di Genova ha ridefinito l'importo per l'indennizzo scioglimento contratti dovuto da una società portuale in concordato a un utente. Sebbene lo scioglimento sia legittimo, il calcolo del danno deve escludere i periodi in cui il bene era oggettivamente inutilizzabile a causa di danni strutturali provocati da una mareggiata.
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Compensazione impropria: la banca vince sul concordato
Una società in concordato preventivo ha chiesto la restituzione delle somme incassate da una banca tramite bonifici di terzi su fatture anticipate prima della procedura. La banca ha trattenuto le somme applicando la compensazione impropria, prevista da un patto contrattuale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando la legittimità dell'operato dell'istituto di credito. Quando esiste un collegamento negoziale tra l'anticipazione di credito e il mandato all'incasso con patto di compensazione, i debiti e crediti derivano da un unico rapporto. Di conseguenza, si applica la compensazione impropria (semplice accertamento contabile) e non quella in senso stretto, rendendo inoperante il divieto di compensazione previsto dalla legge fallimentare dopo l'apertura del concordato. La banca vince la causa e trattiene legittimamente le somme.
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Sospensione dei pagamenti: appalto pubblico contro concordato
Una stazione appaltante ha trattenuto delle somme a garanzia del pagamento dei subappaltatori. L'appaltatore, ammesso al concordato preventivo, ha richiesto il pagamento immediato, ritenendo illegittima la sospensione dei pagamenti poiché la par condicio creditorum gli impediva di saldare i subappaltatori. La Corte d'Appello ha dato ragione all'appaltatore, ritenendo inapplicabile la trattenuta in pendenza di concordato. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità e l'importanza della questione riguardante la sospensione dei pagamenti e la sorte del contratto di appalto pubblico in caso di concordato preventivo, non ha emesso una decisione definitiva. Con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa in pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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Leasing traslativo: clausole e risoluzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso relativo alla risoluzione di contratti di leasing traslativo per inadempimento degli utilizzatori. Il cuore della controversia riguardava l'applicabilità dell'art. 1526 c.c. in luogo delle clausole contrattuali. La Suprema Corte ha confermato che, nel leasing traslativo, la regolamentazione pattizia prevale se volta a garantire un equo contemperamento degli interessi, evitando indebiti arricchimenti. La decisione dei giudici di merito si è fondata correttamente sull'interpretazione delle clausole contrattuali specifiche, che i ricorrenti non hanno adeguatamente censurato.
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Compenso prededucibile: l’errore procedurale fatale
Un avvocato ha richiesto il pagamento di un compenso prededucibile per l'assistenza a una società in concordato preventivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato la domanda inammissibile, non nel merito, ma perché il professionista ha utilizzato una procedura errata. Il rito speciale per la liquidazione degli onorari non può essere usato per accertare la natura prededucibile di un credito, questione che attiene alla sua graduazione e non all'esistenza o all'ammontare del compenso stesso.
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Factoring e concordato: a chi spetta il credito?
Una società di factoring agisce per il pagamento di crediti ceduti da un'azienda poi ammessa a concordato preventivo. Le corti di merito ritengono la domanda inammissibile, in quanto doveva essere proposta nelle forme del procedimento concorsuale. La Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria sul tema del factoring e concordato, rinvia la decisione alla Prima Sezione Civile, competente per materia, per risolvere la complessa questione sulla tutela dei diritti del terzo cessionario.
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Concordato Preventivo Appalti: Pagamenti Sospesi
Analisi dell'ordinanza della Cassazione sul tema del concordato preventivo appalti. La Corte ha stabilito che la stazione appaltante può legittimamente sospendere i pagamenti all'appaltatore in concordato se questo non fornisce prova di aver pagato i subappaltatori, come previsto dalla normativa sui contratti pubblici. Il meccanismo di sospensione, a differenza del fallimento, resta compatibile con la procedura di concordato.
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Contestazione decreti 169 bis l.fall.: la Cassazione
La Corte di Cassazione stabilisce che i provvedimenti del giudice delegato, emessi ai sensi dell'art. 169 bis della legge fallimentare per la sospensione o lo scioglimento di contratti pendenti in un concordato preventivo, possono essere contestati in un giudizio ordinario. Tali decreti, avendo natura di meri atti di amministrazione e non decisoria, non passano in giudicato. Pertanto, la parte che si ritiene lesa, come un istituto di credito nel caso di specie, può agire in un processo a cognizione piena per far valere la nullità o l'inefficacia di tali provvedimenti, senza che ciò sia precluso dal reclamo endo-concorsuale o dall'omologazione del concordato.
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Scioglimento preliminare: quando è valido nel concordato?
Una famiglia di promissari acquirenti ha contestato lo scioglimento dei propri contratti preliminari, previsto nel piano di concordato preventivo di una società immobiliare. La Corte di Cassazione ha accolto il loro ricorso, annullando la decisione della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha stabilito che i giudici di merito non avevano verificato adeguatamente se lo scioglimento fosse avvenuto tramite un valido accordo scritto (mutuo consenso) o attraverso la necessaria autorizzazione del tribunale, come richiesto dalla legge fallimentare per lo scioglimento preliminare dei contratti pendenti.
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Cessione azienda bancaria: i debiti esclusi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22563/2025, affronta il tema della cessione azienda bancaria in un contesto di liquidazione. Viene chiarito che i contenziosi relativi a rapporti bancari già estinti al momento della cessione non vengono trasferiti all'istituto acquirente. La Corte sottolinea che il criterio determinante non è la pendenza della lite, ma la funzionalità del rapporto all'esercizio futuro dell'impresa bancaria del cessionario, come definito nel contratto di cessione. Di conseguenza, la banca acquirente è stata dichiarata priva di legittimazione passiva.
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Crediti prededucibili: quando sono ammessi?
Una società fornitrice ha richiesto il pagamento di crediti verso un'azienda poi fallita, chiedendo la prededuzione per le forniture effettuate durante la fase di "preconcordato". La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per riconoscere i crediti prededucibili non basta che siano sorti durante la procedura, ma è necessario dimostrare un nesso funzionale con gli obiettivi della stessa, a beneficio della massa dei creditori. Inoltre, ha ribadito che la prova del credito non può basarsi su documenti unilaterali come le fatture.
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Credito da fideiussione: no prededuzione nel fallimento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto finanziario che chiedeva la prededuzione per un credito sorto dal pagamento di una garanzia a favore di una società poi fallita. La Suprema Corte ha confermato che la qualificazione del rapporto come fideiussione, operata dal giudice di merito, non è sindacabile in sede di legittimità se non vengono specificamente contestate le regole di interpretazione contrattuale. Di conseguenza, il credito da fideiussione del garante è un semplice credito di regresso da ammettere al passivo in via chirografaria, senza alcuna priorità.
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Contratto preliminare e fallimento: tutela acquirente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio cruciale a tutela del promittente acquirente di un immobile. Nel caso di specie, una società venditrice, dopo aver incassato l'intero prezzo ed immesso l'acquirente nel possesso del bene, era stata ammessa alla procedura di concordato preventivo, chiedendo poi lo scioglimento del contratto preliminare. La Suprema Corte ha chiarito che il contratto preliminare non può essere sciolto se una delle parti (in questo caso l'acquirente) ha già eseguito interamente la propria prestazione principale. La vicenda chiarisce la nozione di "contratto pendente" nel contesto del contratto preliminare e fallimento, rafforzando la posizione di chi adempie ai propri obblighi prima della crisi dell'altra parte.
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