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Art. 168-ter Codice Penale

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76 provvedimenti

Messa alla prova e prescrizione: la Cassazione frena i furbetti
Un automobilista è stato condannato per due episodi di guida in stato di ebbrezza avvenuti nel 2015 e nel 2016. Durante il processo, l'imputato ha richiesto l'accesso all'istituto della messa alla prova, beneficio poi revocato a causa di comportamenti inappropriati. Il ricorrente ha impugnato la sentenza di condanna sostenendo che il primo reato fosse ormai estinto per prescrizione. La tesi difensiva si basava su un calcolo restrittivo del periodo di sospensione dei termini. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il binomio messa alla prova e prescrizione comporta la sospensione del tempo sin dal momento della richiesta dell'imputato e per tutta la durata dei rinvii necessari a elaborare il programma di trattamento. Poiché il ricorso è stato dichiarato inammissibile, non è stato possibile dichiarare la prescrizione maturata dopo l'appello.
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Messa alla prova: stop alla revoca patente dal giudice
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un Tribunale che aveva disposto la revoca della patente di guida nonostante l'esito positivo della messa alla prova. Il caso riguardava un imputato accusato di guida in stato di ebbrezza con incidente stradale. Una volta dichiarato estinto il reato per il buon esito del percorso riabilitativo, il giudice di merito non ha più il potere di applicare sanzioni amministrative accessorie. La Suprema Corte ha ribadito che tale competenza spetta esclusivamente al Prefetto, eliminando la statuizione illegittima dal provvedimento penale.
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Messa alla prova e sospensione patente: chi decide?
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un automobilista il cui reato di guida in stato di ebbrezza è stato dichiarato estinto per esito positivo della messa alla prova. Nonostante l'estinzione, il Tribunale aveva applicato la sanzione amministrativa della sospensione della patente. La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di esito positivo della messa alla prova, il giudice penale non ha il potere di irrogare sanzioni amministrative accessorie. Tale competenza spetta esclusivamente al Prefetto, il quale deve ricevere gli atti dal giudice per valutare la sussistenza dei presupposti per la sospensione o la confisca.
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Omesso versamento ritenute: condanna confermata e prescrizione.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un datore di lavoro per l'omesso versamento di ritenute previdenziali relativo all'anno 2017. La difesa sosteneva che il reato fosse prescritto e contestava il calcolo della pena, ritenendo illegittima la valutazione di precedenti condotte estinte per prescrizione o per esito positivo della messa alla prova. Gli Ermellini hanno chiarito che il reato si consuma solo con la scadenza dell'ultima mensilità dell'anno solare, spostando in avanti il termine di prescrizione. Inoltre, hanno stabilito che il giudice può legittimamente considerare fatti storici pregressi, anche se non sfociati in condanne definitive, per valutare la capacità a delinquere dell'imputato e determinare una pena congrua secondo i criteri dell'articolo 133 del codice penale.
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Messa alla prova: stop alla sospensione patente dal giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di esito positivo della messa alla prova, il giudice penale non ha il potere di irrogare la sanzione accessoria della sospensione della patente. Tale competenza spetta esclusivamente al Prefetto, poiché l'estinzione del reato tramite questo istituto non equivale a una sentenza di condanna. La decisione sottolinea la distinzione tra accertamento di responsabilità penale e benefici derivanti dal percorso riabilitativo della messa alla prova.
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Messa alla prova e stop alla confisca del veicolo
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la confisca di un'autovettura disposta a seguito dell'estinzione del reato di guida in stato di ebbrezza. Il provvedimento sottolinea che l'esito positivo della messa alla prova preclude l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della confisca, in linea con i principi espressi dalla Corte Costituzionale.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa. La decisione si fonda sul principio che un ricorso per cassazione non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. Viene confermato il concetto di 'doppia conforme', per cui le sentenze di primo e secondo grado formano un unico corpo argomentativo.
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Prescrizione Guida in Ebbrezza: rinvii e annullamento
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per guida in ebbrezza a causa dell'intervenuta prescrizione. La sentenza chiarisce che i ritardi della pubblica amministrazione nel predisporre il programma per la messa alla prova non possono sospendere il decorso della prescrizione, a differenza dei rinvii richiesti dalla difesa. Questo principio ha portato all'estinzione del reato prima della decisione d'appello.
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Revoca patente e messa alla prova: la Cassazione decide
Con la sentenza n. 19369/2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova, il giudice penale non può disporre la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida. Questa competenza, in assenza di un accertamento di responsabilità penale, spetta esclusivamente al Prefetto. La Corte ha quindi annullato la parte della sentenza di merito che imponeva la revoca, precisando la netta distinzione tra l'istituto della messa alla prova e altre sanzioni come il lavoro di pubblica utilità.
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Estinzione del reato: atti al Prefetto sempre dovuti
La Cassazione chiarisce che in caso di estinzione del reato di lesioni stradali per remissione di querela, la trasmissione degli atti al Prefetto è un atto dovuto. Il Prefetto valuterà autonomamente l'applicazione di sanzioni accessorie, come la sospensione della patente, senza essere vincolato dalla decisione del giudice penale. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
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Sanzioni amministrative e messa alla prova: chi decide?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale: in caso di estinzione del reato di guida in stato di ebbrezza per esito positivo della messa alla prova, il giudice penale non ha il potere di applicare le sanzioni amministrative accessorie, come la sospensione della patente e la confisca del veicolo. Questa competenza spetta esclusivamente al Prefetto, poiché la messa alla prova non comporta un accertamento della responsabilità penale. La sentenza annulla quindi le sanzioni imposte dal giudice di merito, disponendo la trasmissione degli atti all'autorità amministrativa.
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Radiazione professionale: valida anche senza data?
Un medico veterinario, radiato dall'albo per aver detenuto materiale sanitario di provenienza illecita, ha impugnato la sanzione per vizi formali, tra cui l'assenza della data sul provvedimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sanzione di radiazione professionale è valida se la data della decisione, pur non essendo apposta, è chiaramente desumibile dagli atti del procedimento, come il verbale della seduta deliberante. La Corte ha inoltre confermato la sufficienza della motivazione e la proporzionalità della sanzione.
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Messa alla prova: non osta alla pena sospesa
Un imputato, condannato per guida in stato di ebbrezza, si vede negare la pena sospesa a causa di un presunto precedente. La Cassazione chiarisce che una precedente messa alla prova conclusa positivamente non costituisce un precedente penale ostativo e non può essere usata per negare i benefici di legge, annullando la decisione della Corte d'Appello.
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Lavoro di pubblica utilità: riduzione sospensione patente
La Corte di Cassazione ha stabilito che chi viene condannato per guida in stato di ebbrezza e svolge con esito positivo il lavoro di pubblica utilità ha diritto alla riduzione della metà della sanzione accessoria della sospensione della patente. La Corte ha chiarito che l'utilizzo delle nuove norme procedurali introdotte dalla Riforma Cartabia per richiedere la sanzione sostitutiva non fa venir meno i benefici specifici previsti dal Codice della Strada, confermando il principio di specialità della norma.
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Confisca merce contraffatta: obbligatoria dopo la prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca di merce contraffatta è un atto dovuto, anche quando il procedimento penale si conclude con l'estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova. In questo caso, un Tribunale aveva erroneamente ordinato la restituzione dei beni sequestrati all'imputato. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, ribadendo che, ai sensi dell'art. 240 del codice penale, i beni la cui detenzione o vendita costituiscono di per sé reato devono essere sempre confiscati, indipendentemente dall'esito del processo.
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Messa alla prova: no alla sospensione patente dal Giudice
La Cassazione chiarisce che in caso di estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova, il giudice non ha il potere di disporre la sanzione accessoria della sospensione della patente. Tale competenza spetta esclusivamente al Prefetto, data la differenza sostanziale tra la messa alla prova e altre sanzioni come il lavoro di pubblica utilità.
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Sanzione accessoria messa alla prova: la competenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova, il giudice penale non ha la competenza per applicare la sanzione accessoria della sospensione della patente. Tale potere spetta esclusivamente al Prefetto, poiché la messa alla prova estingue il reato senza un accertamento di responsabilità penale, a differenza di altri istituti come il lavoro di pubblica utilità post-condanna. La sentenza impugnata è stata quindi annullata in parte qua.
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Messa alla prova: stop sospensione patente dal Giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42963/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di guida in stato di ebbrezza e messa alla prova. Se l'imputato completa con successo il percorso di messa alla prova, il giudice deve dichiarare l'estinzione del reato ma non può applicare la sanzione accessoria della sospensione della patente. Tale competenza, in questo specifico caso, rimane esclusivamente del Prefetto. La Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva erroneamente applicato la sospensione, confondendo l'istituto della messa alla prova con quello del lavoro di pubblica utilità come sanzione sostitutiva.
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Prescrizione e messa alla prova: la Cassazione chiarisce
Una donna, condannata per violenza contro un pubblico ufficiale, ricorre in Cassazione. La Corte annulla la condanna penale, dichiarando il reato estinto per prescrizione. Viene chiarito che i rinvii disposti dal giudice per ritardi dell'ufficio di esecuzione penale non sospendono la prescrizione, a differenza di quelli richiesti dalla difesa. Le statuizioni civili a favore della vittima sono confermate.
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Sospensione patente guida: no del Giudice dopo la prova
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un giudice che aveva disposto la sospensione della patente di guida nei confronti di un imputato il cui reato si era estinto per esito positivo della messa alla prova. La Suprema Corte ha ribadito che, in tali circostanze, la competenza a irrogare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione patente guida spetta esclusivamente al Prefetto e non al giudice penale, la cui funzione si esaurisce con la declaratoria di estinzione del reato.
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