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Art. 168 Direttiva 2006/112/CE

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22 provvedimenti

Spese di rappresentanza: la Cassazione sui limiti IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5509/2025, ha rigettato il ricorso di una società di gestione di stazioni ferroviarie, confermando la legittimità della riqualificazione di alcuni costi promozionali da spese di pubblicità a spese di rappresentanza, con conseguente indetraibilità dell'IVA. La Corte ha ribadito che il criterio distintivo risiede nell'obiettivo perseguito: le spese di pubblicità mirano a un incremento diretto delle vendite, mentre le spese di rappresentanza, come quelle per eventi e decorazioni, hanno lo scopo di accrescere il prestigio e l'immagine aziendale, generando solo un'aspettativa indiretta di ritorno economico. L'ordinanza ha inoltre confermato la perentorietà dei termini per l'esercizio del diritto alla detrazione IVA.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e indizi
Una società si è vista contestare la detrazione IVA per operazioni inesistenti nell'ambito di un complesso schema circolare di compravendita di energia. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che l'amministrazione finanziaria può dimostrare la fittizietà delle operazioni tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come la mancanza di una struttura aziendale. Spetta poi al contribuente fornire la prova contraria della reale esistenza delle transazioni.
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