Il Tribunale di Vasto, in qualità di giudice dell'esecuzione, aveva revocato la sospensione condizionale della pena concessa a un cittadino, ritenendo che non vi fossero i presupposti per la sua reiterazione. Il condannato ha proposto ricorso in Cassazione, evidenziando che la somma delle pene sospese inflitte con le due sentenze (pari a nove mesi complessivi) non superava il limite di legge di due anni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che, poiché il totale delle pene non eccedeva il limite legale, la seconda concessione del beneficio rientrava nella discrezionalità del giudice della cognizione. Di conseguenza, il giudice dell'esecuzione non poteva disporre la revoca in sede esecutiva, pena la violazione del giudicato. La Corte ha quindi annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata.
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