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Art. 161 Legge Fallimentare

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46 provvedimenti

Concordato con riserva: deposito spese e inammissibilità
Una società di costruzioni ha visto la sua domanda di concordato con riserva dichiarata inammissibile per aver depositato solo parzialmente le spese di procedura ordinate dal tribunale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il mancato o parziale versamento non può essere una causa automatica di inammissibilità. Secondo la Corte, tale inadempimento deve essere valutato dal giudice nel contesto più ampio della serietà e fattibilità del piano proposto dal debitore, e non come un ostacolo formale insuperabile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Credito prededucibile: quando il compenso è funzionale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6059/2025, chiarisce i requisiti per il riconoscimento del credito prededucibile del professionista che ha assistito un'impresa in un concordato preventivo poi sfociato in fallimento. La Corte ha stabilito che la prededuzione non è automatica, ma richiede una valutazione 'ex ante' da parte del giudice sulla concreta funzionalità della prestazione agli scopi della procedura concorsuale, come la conservazione del valore aziendale. Annullata la decisione del Tribunale che aveva concesso la prededuzione 'de plano' senza un'adeguata verifica.
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Legittimazione pubblico ministero e fallimento S.r.l.
La Corte di Cassazione conferma la sentenza di fallimento di una S.r.l., chiarendo i presupposti della legittimazione del pubblico ministero a presentare l'istanza. L'ordinanza stabilisce che è sufficiente che il P.M. abbia appreso la notizia dello stato di insolvenza (notitia decoctionis) nell'esercizio delle sue funzioni istituzionali, come nel corso di indagini penali. Inoltre, ribadisce che una società commerciale è sempre soggetta a fallimento, indipendentemente dall'effettivo svolgimento di un'attività, e che lo stato di insolvenza consiste nell'incapacità di adempiere regolarmente alle obbligazioni con mezzi normali.
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Insolvenza statica società: la valutazione dei debiti
Una società creditrice ha impugnato la revoca di una dichiarazione di fallimento, sostenendo che i giudici di merito avessero errato nel calcolare il passivo della società debitrice in liquidazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, giudicandolo inammissibile. La Corte ha chiarito che nel valutare l'insolvenza statica, spetta al creditore l'onere di dimostrare in modo specifico e documentato l'incapacità del patrimonio di coprire i debiti, non potendo basarsi su affermazioni generiche o ipotetiche sull'aumento del passivo.
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Prescrizione concordato preventivo: la Cassazione chiarisce
Una società in liquidazione e in concordato preventivo ha agito in giudizio per far dichiarare la prescrizione dei crediti vantati nei suoi confronti. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo un importante principio sulla prescrizione nel concordato preventivo. La Corte ha chiarito che, dopo l'omologazione del concordato, si verifica una sospensione della prescrizione per tutti i crediti anteriori. Questo perché l'omologazione rende i crediti temporaneamente inesigibili, in attesa che vengano rispettate le modalità e i tempi di pagamento previsti dal piano. Tale inesigibilità costituisce un impedimento giuridico all'esercizio del diritto che, ai sensi dell'art. 2935 c.c., sospende il decorso del termine di prescrizione fino alla scadenza dei termini di pagamento fissati nel piano concordatario.
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Contraddittorio endoprocedimentale: quando è valido?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito la validità di un avviso di accertamento emesso a seguito di un contraddittorio endoprocedimentale non svoltosi per cause imputabili al contribuente. Il caso riguardava un imprenditore che aveva richiesto tardivamente e senza adeguata documentazione il rinvio dell'incontro. La Corte ha stabilito che l'inerzia del contribuente legittima l'operato dell'Agenzia delle Entrate, ribaltando le decisioni dei gradi inferiori e affermando che l'onere di partecipare attivamente al contraddittorio grava sul contribuente stesso.
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