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Art. 161 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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113 provvedimenti

Altri anni per Art. 161 Codice di Procedura Civile

Azione revocatoria fallimentare: la Cassazione chiarisce
Un creditore avvia un'azione revocatoria per annullare delle vendite immobiliari. La società debitrice fallisce e la curatela subentra nel processo. La Cassazione conferma che l'azione prosegue a beneficio di tutti i creditori, senza che la domanda si modifichi, e corregge il calcolo delle spese legali, che va basato sul valore del credito e non su quello degli immobili.
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Opposizione esecuzione: i vizi anteriori al titolo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2785/2025, ha stabilito l'inammissibilità dell'opposizione esecuzione fondata su motivi anteriori alla formazione del titolo esecutivo giudiziale. Nel caso specifico, un istituto di credito si era opposto all'esecuzione di una sentenza sostenendo la sua inopponibilità, derivante dalla messa in liquidazione coatta amministrativa della sua dante causa, avvenuta prima dell'emissione della sentenza stessa. La Corte ha ribadito il principio dell'intangibilità del titolo esecutivo, affermando che tali questioni devono essere sollevate nel giudizio di merito e non in sede esecutiva.
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Principio di autosufficienza: ricorso inammissibile
Un socio di una società alberghiera ha impugnato in Cassazione la sentenza d'appello che aveva dichiarato improcedibile il suo gravame. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, poiché il ricorrente non aveva trascritto né riassunto in modo esaustivo gli atti processuali cruciali per la decisione, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza delle censure procedurali.
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Procura inesistente: appello inammissibile
Una società, già cancellata dal registro imprese e quindi estinta, ottiene un decreto ingiuntivo. La società debitrice si oppone e i tribunali le danno ragione, revocando il decreto per difetto di legittimazione attiva. L'ex socio tenta un ricorso per revocazione, sostenendo che il vero vizio fosse la procura inesistente, un errore di fatto. La Cassazione, confermando la decisione d'appello, dichiara il ricorso inammissibile perché la questione dell'estinzione della società era già stata valutata, rendendo la doglianza una critica su un errore di diritto, non di fatto, e non pertinente alla decisione impugnata.
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Costituzione in giudizio via posta: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza 5644/2025, stabilisce che la costituzione in giudizio via posta dinanzi al Giudice di Pace, sebbene irregolare, è valida se l'atto raggiunge la cancelleria. Questo principio sana il vizio procedurale, rendendo efficace il deposito dalla data di ricezione. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare la tempestività dell'opposizione a decreto ingiuntivo non comporta una sanzione di improcedibilità e la prova può emergere da qualsiasi atto del processo.
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Inadempimento successivo alla domanda: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle cause di risoluzione di contratti di durata come la locazione, il giudice può legittimamente valutare l'inadempimento successivo alla domanda giudiziale. Il caso riguardava un conduttore che non aveva completato i lavori di ristrutturazione pattuiti. La Corte ha chiarito che il persistere dell'inadempimento durante il processo non solo è rilevante, ma aggrava la posizione del debitore, giustificando la risoluzione del contratto senza che ciò costituisca un vizio di ultrapetizione.
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Notifica nulla e ricorso in Cassazione inammissibile
Un debitore, rimasto assente nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando una notifica nulla sia dell'atto di citazione iniziale sia dell'atto di appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione principale risiede nel fatto che il ricorrente non ha prodotto in giudizio gli atti di notifica contestati, violando il principio di autosufficienza del ricorso, che impone di fornire alla Corte tutti gli elementi per decidere, senza che questa debba cercarli autonomamente negli atti di causa.
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Responsabilità del custode: disattenzione esclude risarcimento
Una donna citava in giudizio un'università per i danni subiti a seguito di una caduta causata da una sbarra metallica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. È stato stabilito che la responsabilità del custode, prevista dall'art. 2051 c.c., è esclusa quando l'incidente è causato unicamente dalla condotta disattenta del danneggiato. La visibilità dell'ostacolo ha reso la condotta della donna un 'caso fortuito', interrompendo il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno.
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Nullità della sentenza: quando l’appello decide nel merito
Una società di autoriparazioni agiva in giudizio per ottenere il saldo del costo di una riparazione a seguito di un sinistro stradale. La sentenza di primo grado, sfavorevole, risultava viziata da nullità per un difetto di costituzione del giudice. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che in caso di nullità della sentenza, il giudice d'appello non deve rimettere la causa al primo giudice ma è tenuto a deciderla nel merito, confermando il rigetto del ricorso.
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Interesse a impugnare: quando manca nel ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni debitori contro la condanna alle spese in favore di un creditore cessionario. La Corte ha rilevato la mancanza di un concreto interesse a impugnare, poiché i ricorrenti erano già risultati definitivamente soccombenti nel merito dell'azione revocatoria e la sostituzione del beneficiario delle spese non comportava per loro alcun aggravio.
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Azione revocatoria e cessione del credito: la guida
Una coppia costituisce un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni. Una società finanziaria, divenuta creditrice a seguito di una cessione, agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficace tale fondo. La coppia si oppone, sollevando questioni sulla legittimità della società cessionaria e su presunti vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando un principio fondamentale: l'azione revocatoria è un accessorio del credito e si trasferisce automaticamente al nuovo creditore. Inoltre, ha ribadito che i vizi procedurali devono essere eccepiti tempestivamente nei gradi di merito, altrimenti non possono essere fatti valere in Cassazione.
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Notificazione ex art 143 cpc: ricerche e nullità
Un imprenditore, notificato ai sensi dell'art. 143 c.p.c. come irreperibile, veniva dichiarato contumace. In appello, sosteneva la nullità della notifica in quanto la sua residenza era rintracciabile. La Corte di Cassazione, di fronte a un contrasto giurisprudenziale sulla validità della notificazione ex art 143 cpc quando la relata non specifica le ricerche effettuate, ha rinviato la causa a pubblica udienza per risolvere la questione di diritto.
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Onere della prova: chi deve dimostrare il difetto?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'azienda agricola che contestava una fornitura di sementi, ritenendole non conformi a quanto pattuito. La Corte ribadisce un principio cardine: l'onere della prova del difetto del prodotto grava sull'acquirente. Tentare di ottenere in Cassazione una nuova valutazione dei fatti, già accertati nei gradi di merito anche tramite consulenza tecnica, costituisce un motivo di inammissibilità. L'azienda ricorrente è stata condannata anche per lite temeraria.
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