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Art. 161 Codice Penale — Anno 2026

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170 provvedimenti

Altri anni per Art. 161 Codice Penale

Ammissione nuove prove: quando è valida in giudizio?
Un imputato ricorre in Cassazione contestando la condanna per detenzione di esplosivi, lamentando l'ammissione nuove prove in violazione dell'art. 507 c.p.p. La Corte rigetta il ricorso, qualificando la violazione come mera irregolarità e confermando il potere discrezionale del giudice nell'acquisizione probatoria.
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Calcolo prescrizione e aggravanti: la guida completa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8/2026, ha rigettato il ricorso di un'imputata per tentato furto aggravato, chiarendo un punto fondamentale sul calcolo prescrizione. Pur correggendo un errore della Corte d'Appello (che non aveva considerato la riduzione di pena per il tentativo), la Suprema Corte ha stabilito che, in caso di concorso tra più aggravanti ad effetto speciale, l'aumento di pena previsto dall'art. 63, comma 4, c.p. deve essere considerato ai fini del calcolo, senza che ciò trasformi le aggravanti in comuni. Di conseguenza, il reato non è stato dichiarato prescritto.
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Dichiarazioni spontanee: quando sono più credibili?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per spaccio e possesso di armi, basandosi sulle sue dichiarazioni spontanee iniziali. La Corte ha stabilito che, in assenza di una spiegazione plausibile per una confessione iniziale, la successiva ritrattazione è considerata un mero tentativo di eludere la giustizia. Le dichiarazioni spontanee, quindi, mantengono un forte valore probatorio.
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Prescrizione reato contravvenzionale e Legge Orlando
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. L'imputato sosteneva l'avvenuta estinzione del reato per prescrizione, ma la Corte ha chiarito che il calcolo doveva tenere conto dei periodi di sospensione, inclusa la sospensione obbligatoria di un anno e sei mesi tra primo e secondo grado introdotta dalla Legge Orlando. Tale legge, applicabile al caso di specie, ha reso infondato il motivo del ricorso, confermando come la prescrizione del reato contravvenzionale non fosse ancora maturata al momento della sentenza d'appello.
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Prescrizione reato: la Riforma Orlando non aiuta
La Corte di Cassazione annulla una condanna, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione reato. La Corte ha chiarito che se il termine di prescrizione matura prima dell'inizio del periodo di sospensione introdotto dalla Riforma Orlando, il reato deve considerarsi estinto. Nel caso specifico, il termine di cinque anni era già scaduto prima del deposito della motivazione della sentenza di primo grado, rendendo inapplicabile la sospensione.
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Sottrazione gasolio agricolo: quando è reato penale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per sottrazione gasolio agricolo a carico dell'amministratore di una società di trasporti. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che una deficienza di prodotto superiore al 10% integra il reato di sottrazione al pagamento dell'accisa. La tesi difensiva, basata su un presunto errore di un dipendente, è stata rigettata in quanto non supportata da prove concrete e ritenuta un mero espediente difensivo.
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Contestazione di fatto nel furto di energia elettrica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per furto aggravato di energia elettrica. La Corte ha stabilito che, anche in assenza di una menzione formale della specifica aggravante nel capo di imputazione, la descrizione della condotta (allaccio abusivo alla rete pubblica) costituisce una valida contestazione di fatto. Di conseguenza, il reato rimane procedibile d'ufficio e i termini di prescrizione sono più lunghi, rendendo infondate le doglianze dei ricorrenti.
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Scissione societaria: reato di bancarotta e confini
La Corte di Cassazione ha confermato che una scissione societaria, pur essendo un'operazione formalmente lecita, può costituire bancarotta fraudolenta. Nel caso esaminato, un amministratore aveva trasferito beni di valore, tra cui auto di lusso, da una società in crisi a una nuova entità da lui controllata, per poi rivenderli e distrarre i fondi. La Corte ha ritenuto l'operazione finalizzata a depauperare il patrimonio a danno dei creditori. È stata invece dichiarata la prescrizione per il connesso reato di autoriciclaggio.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per invasione di edifici. I motivi sono stati giudicati una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e il calcolo della prescrizione presentato dal ricorrente è stato ritenuto errato, non avendo considerato un periodo di sospensione previsto dalla legge.
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Notifica nulla: reato estinto per prescrizione
La Cassazione annulla una condanna per riciclaggio perché il reato è estinto per prescrizione. Decisiva la notifica nulla dell'udienza preliminare all'imputato, che ha scoperto il processo solo dopo la condanna di primo grado. Nonostante la fondatezza del motivo di ricorso, la Corte ha rilevato il decorso dei termini di prescrizione, annullando la sentenza senza rinvio.
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