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Art. 161-bis Codice Penale

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73 provvedimenti

Porto d’armi: coltello in auto e giustificato motivo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto d'armi abusivo nei confronti di un uomo che trasportava un coltello nello sportello dell'auto. Nonostante l'imputato sostenesse di usarlo per la pesca, i giudici hanno ritenuto insussistente il 'giustificato motivo', poiché la posizione dell'oggetto, immediatamente disponibile e separato dall'attrezzatura da pesca, ne contraddiceva l'uso dichiarato. L'ordinanza sottolinea come le circostanze di fatto siano decisive per validare la legittimità del porto di oggetti atti ad offendere.
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Prescrizione reato: la Cassazione annulla condanna
Un automobilista, condannato in primo e secondo grado per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione. La sentenza analizza in dettaglio il complesso calcolo dei termini, considerando le diverse leggi succedutesi nel tempo e i periodi di sospensione, annullando così la condanna senza necessità di un nuovo processo.
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Sentenza di non punibilità: non sospende la prescrizione
La Corte di Cassazione chiarisce che una sentenza di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ex art. 131-bis c.p., non costituisce una 'sentenza di condanna'. Di conseguenza, non attiva le norme sulla sospensione della prescrizione introdotte dalla Legge Orlando (L. 103/2017). Nel caso di specie, riguardante l'impiego di una guardia non autorizzata, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale, confermando che la Corte d'Appello aveva correttamente dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, non essendoci stata una condanna in primo grado.
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Prescrizione e contraddittorio: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'appello che aveva dichiarato la prescrizione di reati edilizi senza celebrare un'udienza. La Suprema Corte ha ribadito la violazione del principio del contraddittorio e ha corretto l'errata applicazione delle norme sulla prescrizione, specificando la disciplina applicabile e la natura permanente dei reati contestati. La decisione sottolinea che la prescrizione in appello non può essere dichiarata inaudita altera parte.
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Prescrizione del reato: quale legge si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, la disciplina applicabile in tema di prescrizione del reato è quella introdotta dalla legge "Orlando" (L. 103/2017). Questa legge prevede una sospensione del termine di prescrizione fino a un anno e sei mesi dopo la condanna di primo grado. Di conseguenza, il ricorso di un'imputata, che sosteneva l'avvenuta prescrizione del suo reato commesso a fine 2017, è stato respinto.
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Prescrizione del reato: Cassazione su contraddittorio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che dichiarava la prescrizione del reato senza celebrare un'udienza. La Corte ha stabilito che tale procedura viola il principio del contraddittorio e che, nel caso specifico, il calcolo della prescrizione del reato era errato, non avendo applicato correttamente la Riforma Orlando che estende i termini.
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Prescrizione reato: la Cassazione chiarisce i tempi
Un conducente di scuolabus, inizialmente assolto dall'accusa di guida in stato di ebbrezza, si è visto riformare la sentenza in appello con una declaratoria di prescrizione del reato basata su un errore di data. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha corretto il calcolo, ma ha comunque annullato la sentenza perché la prescrizione del reato è maturata nelle more del giudizio di legittimità, confermando la priorità della causa di estinzione del reato.
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Prescrizione e guida in ebbrezza: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, che lamentava l'intervenuta prescrizione. La Corte chiarisce che per i reati commessi tra il 2017 e il 2020 si applica la Legge Orlando, la quale prevede una specifica causa di sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Innovazioni non autorizzate: quando il reato è istantaneo
La titolare di uno stabilimento balneare viene assolta in primo grado dai reati di occupazione abusiva di suolo demaniale e di innovazioni non autorizzate. La Procura ricorre in Cassazione. La Suprema Corte conferma l'assoluzione per l'occupazione, in quanto l'imputata possedeva un titolo concessorio valido per un'area superiore a quella contestata. Tuttavia, annulla con rinvio la sentenza riguardo alle innovazioni non autorizzate, chiarendo che tale reato ha natura istantanea e non permanente, e che nel caso di specie non era ancora prescritto. Si dovrà quindi celebrare un nuovo processo su questo specifico punto.
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Furto in abitazione: anche la casa vacanze è tutelata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione, commesso in una casa utilizzata solo occasionalmente. La Corte ha stabilito che la nozione di privata dimora, rilevante per il reato di furto in abitazione, si estende anche alle seconde case o case vacanze, in quanto luoghi destinati allo svolgimento di atti della vita privata, anche se non in modo continuativo. Gli altri motivi di ricorso, relativi all'assorbimento di una contravvenzione, alla prescrizione e alla concessione di attenuanti, sono stati ritenuti inammissibili o manifestamente infondati.
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Prescrizione e Riforma Orlando: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione rigetta un ricorso straordinario, chiarendo il calcolo della prescrizione per un reato contravvenzionale commesso nel 2019. Applicando i principi della "Prescrizione e Riforma Orlando", come stabilito dalle Sezioni Unite, la Corte ha calcolato il termine massimo, includendo la sospensione processuale, e ha concluso che il reato non era ancora estinto al momento della decisione impugnata. La sentenza sottolinea la corretta applicazione delle norme succedutesi nel tempo.
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Prescrizione guida senza patente: le regole Orlando
Un automobilista, condannato per guida senza patente recidiva, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta estinzione del reato. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che per i reati commessi nel 2019, la prescrizione per guida senza patente è soggetta alle sospensioni introdotte dalla Riforma Orlando, che ne posticipano significativamente la scadenza. La sentenza ha inoltre escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura abituale della condotta.
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Revoca sospensione condizionale: quando scatta?
La Cassazione chiarisce i presupposti per la revoca sospensione condizionale della pena. L'ordinanza stabilisce che il termine di cinque anni per la revoca decorre dalla data in cui la prima sentenza diventa irrevocabile, non dalla data di commissione del reato, e che la prescrizione del reato non ha più rilievo dopo la condanna definitiva.
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