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Art. 158 Codice Civile

7 provvedimenti

Distanza tra edifici e sopraelevazione
La Corte d'Appello di Firenze, in sede di rinvio dalla Cassazione, ha stabilito che l'arretramento di una sopraelevazione deve rispettare la distanza tra edifici di 10 metri dalla parete finestrata contrapposta, e non dal confine. Parallelamente, ha negato l'usucapione di una servitù di passaggio per mancanza del requisito di apparenza e perché l'uso del fondo era basato su mera cortesia tra parenti.
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Azione revocatoria e accordi di separazione: beni al sicuro?
La Cassazione ha confermato la validità di un'azione revocatoria contro un atto di trasferimento immobiliare, anche se previsto da accordi di separazione. Un debitore aveva trasferito beni alla moglie e al figlio per adempiere a quanto stabilito in sede di separazione. L'Ente Creditore ha agito per rendere inefficace tale trasferimento. La Corte ha stabilito che l'atto notarile di trasferimento, e non l'accordo di separazione in sé, è l'oggetto dell'azione. Ha inoltre ritenuto provata la consapevolezza del debitore e dei familiari di ledere le ragioni del creditore, presunzione derivante anche dal legame di parentela e dalle circostanze della vendita. L'azione revocatoria accordi di separazione trova quindi applicazione sull'atto esecutivo di tali patti.
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Scatti di anzianità cambio appalto: sì al cumulo
Una lavoratrice, impiegata continuativamente nello stesso servizio di mensa nonostante diversi cambi di azienda appaltatrice, ha citato in giudizio l'ultimo datore di lavoro per il mancato pagamento degli scatti di anzianità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che, in base al CCNL Turismo, l'impresa subentrante deve riconoscere l'intera anzianità di servizio maturata dal lavoratore nell'appalto, anche se con datori di lavoro precedenti e anche se gli scatti non erano stati precedentemente erogati. La necessità di documentazione è una modalità procedurale, non una condizione che annulla il diritto del lavoratore.
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Restituzione spese ristrutturazione: quando non spetta
Un ex coniuge chiedeva la restituzione delle spese di ristrutturazione sostenute per l'immobile di proprietà esclusiva dell'altro. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che tali esborsi, effettuati in costanza di matrimonio per la casa familiare, rientrano nel dovere di solidarietà coniugale. Pertanto, sono irripetibili, a meno che non si dimostri che siano stati effettuati a titolo di prestito o che eccedano notevolmente il dovere di contribuzione.
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Addebito separazione per abbandono del tetto coniugale
Un marito richiede l'addebito della separazione alla moglie per aver abbandonato la casa. La Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che se l'abbandono è conseguenza di una preesistente e provata intollerabilità della convivenza, non costituisce colpa. La volontà di separarsi, comunicata in precedenza, e la successiva stipula di accordi tra le parti sono state considerate prove decisive.
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Confessione complessa: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8768/2024, interviene su un caso di revocatoria fallimentare per chiarire i requisiti della contestazione in una confessione complessa. La curatela di una società fallita aveva agito contro i familiari del socio per revocare la cessione di un'azienda e di alcuni immobili. Il punto cruciale è stata la dichiarazione della figlia, che, pur ammettendo di non avere mezzi propri per l'acquisto, aveva aggiunto di aver ricevuto il denaro dalla nonna. La Corte ha stabilito che, per privare di piena prova una confessione complessa, la controparte deve contestare i fatti aggiunti in modo espresso e diretto, non essendo sufficiente la mera insistenza sulla domanda iniziale.
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Obblighi informativi: la banca deve risarcire
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto di credito al risarcimento dei danni a favore di alcuni risparmiatori per l'acquisto di obbligazioni ad alto rischio. La decisione si fonda sulla violazione degli obblighi informativi da parte della banca. Secondo la Corte, l'inadempimento informativo crea una presunzione legale del nesso di causalità con il danno subito dall'investitore, e la semplice propensione al rischio di quest'ultimo non è sufficiente a esonerare l'intermediario dalle sue responsabilità.
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