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Art. 154 Codice di Procedura Penale

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47 provvedimenti

Appello penale detenuto: no elezione domicilio se in carcere
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'appello penale del detenuto, anche se per una causa diversa da quella per cui si procede, non può essere dichiarato inammissibile per la mancata elezione di domicilio. Secondo i giudici, tale adempimento è un formalismo eccessivo e sproporzionato, poiché la notifica degli atti può essere effettuata direttamente in carcere, garantendo così il diritto di accesso alla giustizia sancito anche dalla CEDU.
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Proroga termini custodia cautelare: la Cassazione decide
Una persona, detenuta per un grave reato, ha impugnato la decisione di estendere la sospensione dei termini di custodia cautelare. L'estensione era dovuta alla concessione di più tempo alla Corte d'Appello per depositare le motivazioni della sentenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la proroga termini custodia cautelare è legittima a condizione che il giudice emetta un nuovo e specifico provvedimento di sospensione per il periodo aggiuntivo. Questa procedura garantisce il controllo giurisdizionale e il rispetto dei diritti della difesa.
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Prescrizione del reato: quale legge si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, la disciplina applicabile in tema di prescrizione del reato è quella introdotta dalla legge "Orlando" (L. 103/2017). Questa legge prevede una sospensione del termine di prescrizione fino a un anno e sei mesi dopo la condanna di primo grado. Di conseguenza, il ricorso di un'imputata, che sosteneva l'avvenuta prescrizione del suo reato commesso a fine 2017, è stato respinto.
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Mandato ad impugnare: la Cassazione e l’imputato assente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato giudicato in assenza. La Corte ha confermato che, per l'imputato assente, l'atto di appello è inammissibile se il difensore non deposita uno specifico mandato ad impugnare, rilasciato dopo la sentenza. Questa formalità, prevista dall'art. 581 c.p.p., non viola il diritto di difesa né il principio di parità delle armi, ma serve a garantire un esercizio consapevole del diritto di impugnazione da parte di chi non ha partecipato al processo.
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Abuso d’ufficio: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione annulla una condanna per il reato di abuso d'ufficio. La Corte ha prima ritenuto tempestivo il ricorso, poiché l'avviso di deposito della sentenza non era stato notificato al difensore. Successivamente, ha annullato la condanna perché il reato di abuso d'ufficio è stato abrogato dalla legge, revocando anche le statuizioni civili.
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Elezione di domicilio appello: la Cassazione chiarisce
Un appello penale era stato dichiarato inammissibile per la mancata formale elezione di domicilio appello, come richiesto dalla Riforma Cartabia. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il requisito è soddisfatto se l'avvocato menziona il domicilio nell'atto stesso, specialmente se la notifica successiva ha avuto esito positivo. Inoltre, la Corte ha precisato che tale obbligo non si applica alla parte civile, la quale è legalmente domiciliata presso il proprio difensore.
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Improcedibilità appello: il dies a quo corretto
Questa sentenza chiarisce l'improcedibilità dell'azione penale in appello. La Cassazione ha annullato una condanna per decorrenza dei termini, stabilendo che il *dies a quo* per il calcolo della durata massima del processo decorre dal 90° giorno successivo al termine per il deposito delle motivazioni di primo grado, e non dalla trasmissione degli atti alla Corte d'Appello.
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