Gli eredi di una pensionata hanno chiesto la riliquidazione della pensione di reversibilità, pretendendo l'integrazione al trattamento minimo in base a una storica sentenza della Corte Costituzionale. La Corte d'Appello ha respinto la domanda poiché, tramite perizia tecnica, è emerso che l'importo corretto era già stato interamente versato dall'ente previdenziale. Gli eredi hanno proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata valutazione delle proprie note critiche alla perizia e contestando i criteri di calcolo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le contestazioni alla perizia erano generiche e che il ricorso non indicava in modo specifico le norme violate. Di conseguenza, l'ente previdenziale ha vinto la causa e l'importo della pensione di reversibilità è stato confermato come corretto, senza ulteriori somme dovute agli eredi.
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