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Art. 152 Codice di Procedura Civile

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423 provvedimenti

Appello tardivo: inammissibile nel rito del lavoro
La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile un appello in materia di contributi previdenziali perché tardivo. L'impugnazione è stata depositata oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza di primo grado. La Corte ha chiarito che alle cause soggette al rito del lavoro non si applica la sospensione feriale dei termini. In via subordinata, l'appello è stato ritenuto infondato anche nel merito, confermando la validità delle notifiche effettuate dall'Ente di riscossione tramite un indirizzo PEC istituzionale, sebbene non presente nei pubblici registri.
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Assegno di invalidità: perché il 60% non è sufficiente
Il Tribunale di Napoli ha rigettato la richiesta di una cittadina per l'ottenimento dell'assegno di invalidità. Nonostante le patologie riscontrate, tra cui un disturbo bipolare, la Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) ha quantificato l'invalidità al 60%, una percentuale inferiore alla soglia minima di legge (74%) necessaria per accedere al beneficio. La sentenza sottolinea il valore probatorio della CTU quando basata su un rigoroso criterio medico-legale.
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Assegno sociale e residenza: quando si perde il diritto
Una cittadina perde il suo assegno sociale a causa di prolungati soggiorni all'estero. La Corte d'Appello, riformando la decisione di primo grado, ha stabilito che il requisito della residenza effettiva e continuativa in Italia era venuto meno. Di conseguenza, ha confermato il diritto dell'ente previdenziale a richiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite, quantificando il debito e chiarendo i presupposti per la perdita del beneficio.
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