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Art. 150 Codice della Crisi d'Impresa

15 provvedimenti

Liquidazione controllata: guida alla procedura civile
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione controllata per un debitore in stato di sovraindebitamento, titolare di un'impresa individuale inattiva classificata come impresa minore. La decisione si fonda sull'accertata insolvenza e sulla relazione positiva del gestore della crisi, portando alla nomina di un liquidatore e alla sospensione delle azioni esecutive individuali.
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Liquidazione controllata: la guida alla procedura
Il Tribunale ha disposto l'apertura della liquidazione controllata per un debitore con un debito superiore a 3 milioni di euro derivante da garanzie e attività passate. La sentenza stabilisce un limite di mantenimento di 1.300 euro mensili, disponendo la liquidazione della nuda proprietà di un immobile e di parte dello stipendio per soddisfare i creditori.
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Liquidazione controllata: guida alla procedura
Il Tribunale di Ancona ha accolto il ricorso per l'apertura della liquidazione controllata presentato da una debitrice in stato di sovraindebitamento. La sentenza definisce i requisiti necessari per l'accesso alla procedura, nomina i professionisti incaricati e stabilisce la quota di reddito mensile non pignorabile destinata al mantenimento del nucleo familiare.
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Titolo esecutivo stragiudiziale: quando è inefficace
Il Tribunale ha accolto l'opposizione di una società subaffittuaria contro un precetto di rilascio. Il proprietario pretendeva di utilizzare il titolo esecutivo stragiudiziale (un contratto d'affitto stipulato con un terzo) anche contro chi non era parte dell'atto. Il giudice ha chiarito che l'esecuzione forzata richiede un titolo che identifichi con precisione il debitore.
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Chiusura esecuzione forzata: limiti alla revoca ordine
La Corte di Cassazione ha stabilito che la chiusura esecuzione forzata avviene con l'ordinanza che approva il progetto di distribuzione. Tale provvedimento, se non opposto entro 20 giorni, diventa definitivo e inoppugnabile. Il giudice perde il potere di revocarlo, anche se l'ordine viola le norme fallimentari. Nel caso di specie, un giudice aveva revocato un'ordinanza di riparto dopo cinque mesi, a causa del fallimento del creditore sostituito, ma la Cassazione ha annullato tale revoca tardiva, ripristinando l'ordinanza originaria per mancata tempestiva opposizione.
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Liquidazione controllata per debiti dell’ex impresa
Il Tribunale di Milano ha aperto una procedura di liquidazione controllata per una debitrice, ex titolare di un'impresa individuale. Nonostante un passivo di oltre 300.000 euro, il tribunale ha ritenuto sussistenti i presupposti, dato che la ricorrente percepisce un reddito da lavoro dipendente e una pensione di reversibilità. La decisione stabilisce che una quota mensile del suo reddito venga destinata al pagamento dei creditori, permettendole di gestire una situazione di sovraindebitamento derivante dalla precedente attività commerciale.
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Liquidazione controllata: requisiti e apertura procedura
Il Tribunale di Milano apre una procedura di liquidazione controllata per un debitore privato, accertando la sussistenza di tutti i requisiti di legge, inclusa la situazione di sovraindebitamento attestata dall'OCC. La sentenza nomina un liquidatore, stabilisce le regole per la gestione del patrimonio e del reddito del debitore e blocca ogni azione esecutiva individuale.
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Cartella di pagamento e amministrazione straordinaria
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento a una società in amministrazione straordinaria è legittima. L'ordinanza chiarisce che tale atto non costituisce un'azione esecutiva vietata dalla legge fallimentare, ma un titolo esecutivo e un precetto, necessari per formalizzare il credito dell'Amministrazione Finanziaria. La possibilità di insinuarsi al passivo con la sola iscrizione a ruolo non preclude l'emissione della cartella di pagamento.
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Privilegio fondiario: sì alla liquidazione controllata
Una società finanziaria, creditrice in forza di un mutuo fondiario, avviava un'espropriazione immobiliare contro un debitore. Successivamente, quest'ultimo veniva ammesso alla procedura di liquidazione controllata per sovraindebitamento. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22914/2024, ha stabilito un principio di diritto fondamentale: il "privilegio fondiario" previsto dall'art. 41 del Testo Unico Bancario, che consente al creditore di proseguire l'azione esecutiva individuale, si applica non solo alla liquidazione giudiziale (l'ex fallimento) ma anche alla liquidazione controllata. La decisione si fonda sull'interpretazione del rinvio normativo operato dal Codice della Crisi, che estende l'intera disciplina, incluse le eccezioni, alla procedura minore.
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Estratto di ruolo: sufficiente per il passivo fallimentare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33070/2025, ha stabilito che per l'ammissione di un credito fiscale al passivo di una liquidazione giudiziale è sufficiente la produzione del solo estratto di ruolo. La mancata notifica della cartella di pagamento non impedisce l'ammissione della domanda. In caso di contestazione da parte del curatore, il credito deve essere ammesso con riserva, demandando la risoluzione della controversia al giudice tributario. Viene così ribaltata la decisione del Tribunale di Nola, che aveva erroneamente ritenuto necessaria la prova della notifica per tutelare il diritto di difesa del curatore.
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Estratto di ruolo: basta per l’insinuazione al passivo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito un principio fondamentale in materia di procedure concorsuali e crediti tributari. Ha confermato che, ai fini dell'insinuazione allo stato passivo di una liquidazione giudiziale, l'Agente della riscossione può limitarsi a depositare l'estratto di ruolo, senza dover provare la preventiva notifica della cartella di pagamento. In caso di contestazione da parte del curatore, il credito viene ammesso con riserva, e la controversia sulla sua fondatezza deve essere risolta dinanzi al giudice tributario. La Corte ha tuttavia cassato la decisione del tribunale per omessa pronuncia sulle eccezioni di prescrizione sollevate dalla curatela.
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Liquidazione controllata: via libera dal Tribunale
Il Tribunale di Monza ha aperto la procedura di liquidazione controllata per un imprenditore individuale in stato di sovraindebitamento. La corte ha verificato la sussistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti dal Codice della Crisi, nominando un liquidatore e autorizzando il debitore a continuare a utilizzare l'automobile per motivi di lavoro, ritenendola un bene strumentale essenziale.
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Liquidazione controllata: i requisiti per ottenerla
Il Tribunale di Ancona ha accolto la richiesta di una debitrice per l'apertura della procedura di liquidazione controllata. La debitrice, gravata da un'ingente esposizione debitoria derivante da garanzie prestate per società di persone familiari, non era più in grado di far fronte ai propri obblighi. Il Tribunale ha verificato la sussistenza dei presupposti di legge, tra cui lo stato di sovraindebitamento, e ha nominato un liquidatore per gestire il patrimonio, che include una parte dello stipendio e un'autovettura, al fine di soddisfare i creditori.
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Liquidazione Controllata: anche senza beni attuali?
Un imprenditore agricolo ha impugnato l'apertura della liquidazione controllata a suo carico, sostenendo la nullità della notifica e l'assenza di beni da liquidare. La Corte d'Appello ha respinto il reclamo, confermando la correttezza della notifica e stabilendo un principio chiave: la procedura di liquidazione controllata può essere avviata anche in assenza di un patrimonio attuale, poiché il debitore risponde delle obbligazioni anche con i beni futuri.
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Startup innovativa: requisiti per la liquidazione
Il Tribunale di Firenze ha stabilito che per qualificare una società come startup innovativa, e quindi ammetterla alla liquidazione controllata anziché a quella giudiziale, è necessaria una verifica sostanziale dei requisiti, non bastando la mera iscrizione formale nel registro delle imprese. Nel caso specifico, la titolarità di un software, anche se registrato formalmente solo in un secondo momento, è stata ritenuta sufficiente a provare il requisito innovativo per tutto il periodo richiesto dalla legge.
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