LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 15 R.D. 267/1942

Pagina 2 di 2

25 provvedimenti

Debiti e dichiarazione di fallimento: le regole della Cassazione
Alcuni dipendenti hanno richiesto la dichiarazione di fallimento per il titolare di una ditta individuale a causa del mancato pagamento degli stipendi. In seguito, parte dei lavoratori ha rinunciato all'azione, portando i debiti sotto la soglia di trentamila euro. Tuttavia, altri colleghi sono intervenuti nel giudizio facendo risalire il passivo oltre il limite legale. I giudici hanno confermato il dissesto dell'imprenditore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del titolare, stabilendo che la soglia minima di debito per la dichiarazione di fallimento deve sussistere al momento della decisione finale del tribunale e che l'onere di provare il mancato superamento dei limiti dimensionali ricade sempre sul debitore.
Continua »
Reclamo contro la dichiarazione di fallimento: lite nulla
Un ex socio e liquidatore ha proposto reclamo contro la dichiarazione di fallimento della propria ex società a responsabilità limitata. La Corte di Appello ha respinto il ricorso senza coinvolgere formalmente nel giudizio la società fallita, rappresentata dal nuovo liquidatore giudiziale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ex socio. I giudici supremi hanno chiarito che la società insolvente costituisce parte necessaria nel procedimento di impugnazione. La mancata notifica dell'atto alla società e la mancata integrazione del contraddittorio da parte dei giudici di appello determinano la nullità della decisione. La Suprema Corte ha dunque cassato la sentenza e rinviato la causa per rinnovare integralmente il procedimento.
Continua »
Dichiarazione di fallimento: sede introvabile e debiti confermati
Una società immobiliare in liquidazione impugna la sentenza che ha confermato la sua dichiarazione di fallimento. L'impresa lamenta presunti vizi nella notifica dell'istanza iniziale, sostenendo che l'atto non indicava la specifica scala del palazzo. Inoltre, contesta la valutazione del proprio stato di insolvenza, affermando di vantare crediti da altre cause e negando la propria crisi finanziaria. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso. I giudici evidenziano la correttezza della notifica eseguita presso la sede legale ufficiale registrata in Camera di Commercio, dove l'ufficiale giudiziario non ha trovato targhette identificative su citofoni o cassette postali. La Suprema Corte conferma l'insolvenza a causa di debiti esecutivi non onorati, bilanci non depositati e un patrimonio insufficiente a pagare i creditori.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: il piccolo credito non basta per pagare
Un lavoratore ha richiesto l'intervento del Fondo di Garanzia INPS per ottenere il pagamento del TFR e delle ultime retribuzioni, dopo il fallimento del pignoramento contro il datore di lavoro. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ritenendo l'azienda non fallibile solo perché il credito del lavoratore era inferiore a trentamila euro. L'INPS ha fatto ricorso. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il lavoratore non può dimostrare la non fallibilità del datore di lavoro basandosi solo sull'esiguità del proprio credito individuale. Spetta infatti al lavoratore l'onere di provare rigorosamente che l'azienda non è assoggettabile a fallimento per poter accedere alle prestazioni previdenziali. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Istanza di fallimento revocata: quando spetta il danno?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che richiedeva il risarcimento danni a un ex dipendente a seguito di una istanza di fallimento revocata. La Corte ha stabilito che il lavoratore, agendo per il recupero dei propri crediti lavorativi, ha esercitato un legittimo diritto. La revoca del fallimento, dovuta al mancato superamento della soglia debitoria legale a causa di sgravi fiscali successivi, non è imputabile al lavoratore che non poteva conoscere la situazione contabile interna dell'azienda.
Continua »