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Art. 1491 Codice Civile

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53 provvedimenti

Vizi occulti nel trattore: quando spetta il rimborso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società venditrice alla riduzione del prezzo di un trattore a causa della presenza di vizi occulti. Sebbene l'acquirente fosse a conoscenza di danni visibili derivanti da un precedente incendio, sono emersi difetti strutturali al motore non riconoscibili al momento dell'acquisto. Tali danni erano riconducibili all'incuria nella custodia del mezzo, lasciato esposto alle intemperie prima della vendita. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché mirava a una revisione dei fatti già accertati nei gradi di merito, operazione preclusa nel giudizio di legittimità.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La controversia riguardava la compravendita di apparecchiature da gioco elettroniche, contestate dall'acquirente per gravi difetti tecnici e disattivazioni amministrative. Nonostante la clausola 'visto e piaciuto', la Corte d'Appello aveva riconosciuto la responsabilità del venditore per vizi occulti e mancanza di componenti essenziali. Il caso è giunto in Cassazione, ma prima della decisione finale le parti hanno depositato una nota congiunta rinunciando al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'**estinzione del giudizio** per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo la compensazione integrale delle spese legali tra le parti.
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Telaio contraffatto: nullità della vendita autocarro
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del contratto di compravendita di un autocarro avente il **telaio contraffatto**. La decisione scaturisce dall'illiceità dell'oggetto, in quanto la contraffazione del telaio costituisce una condotta penalmente rilevante che inficia la validità del negozio giuridico. Il venditore, operando come commerciante professionista, è stato ritenuto responsabile per non aver verificato con la dovuta diligenza la lecita provenienza del veicolo, rendendo irrilevante la sua pretesa di ignoranza del vizio.
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Garanzia personale: l’impegno dell’amministratore
L'amministratore di una società acquirente di macchinari agricoli aveva firmato una "dichiarazione di responsabilità personale". La Cassazione ha stabilito che, nonostante la sua qualifica, tale dichiarazione costituisce una valida garanzia personale (fideiussione) per il pagamento del prezzo, interpretando la volontà delle parti e la "ragione pratica" dell'atto, che altrimenti non avrebbe avuto senso. Il ricorso dell'amministratore è stato rigettato.
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Cessione d’azienda vizi immobile: la decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva acquistato un'azienda per la somministrazione di alimenti e bevande, chiedendo la risoluzione del contratto per i vizi dell'immobile in cui si svolgeva l'attività. La Corte ha stabilito che, essendo il contratto di locazione dell'immobile stipulato separatamente tra l'acquirente e un terzo proprietario, il venditore dell'azienda (cedente) non può essere ritenuto responsabile per l'inidoneità o i vizi dei locali. Questa decisione chiarisce la distinzione tra il contratto di cessione d'azienda e il contratto di locazione ad esso collegato, confermando che i vizi dell'immobile non possono essere imputati al cedente dell'azienda se non è anche il locatore.
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Cessione di azienda: vizi noti e conseguenze
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12084/2024, ha esaminato un caso di cessione di azienda in cui l'acquirente lamentava la difformità delle licenze commerciali. I giudici hanno rigettato il ricorso, stabilendo che la perfetta conoscenza da parte dell'acquirente delle caratteristiche e dei limiti delle licenze al momento della stipula esclude l'inadempimento del venditore. La Corte ha inoltre chiarito che il mancato avveramento di una condizione sospensiva del pagamento, dovuto all'inerzia dell'acquirente, non rende inesigibile il credito del venditore. La decisione sottolinea l'importanza della consapevolezza e della diligenza dell'acquirente nel processo di cessione di azienda.
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Clausola visto e piaciuto: quando esclude la garanzia
Un acquirente contestava vizi in una fornitura di marmo, ma la Cassazione ha chiarito che la clausola visto e piaciuto, accettata al momento dell'acquisto, esclude la garanzia per difetti palesi. Di conseguenza, la Corte ha annullato la precedente decisione che attribuiva una corresponsabilità al fornitore, sottolineando che l'acquirente aveva consapevolmente accettato materiale di qualità variabile a un prezzo favorevole.
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Difformità immobile: quando si può non pagare l’affitto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la presenza di una difformità dell'immobile locato non autorizza automaticamente il conduttore a sospendere il pagamento del canone. Tale sospensione è legittima solo se l'inadempimento del locatore è così grave da rendere la proprietà totalmente inutilizzabile per lo scopo pattuito. Nel caso specifico, un conduttore aveva smesso di pagare l'affitto di un locale destinato a pescheria a causa di presunte irregolarità edilizie, ma non ha dimostrato l'impossibilità assoluta di utilizzare l'immobile. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Prescrizione azione di garanzia: no a 10 anni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23234/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di compravendita. Il caso riguardava la vendita di un macchinario difettoso. La Corte ha stabilito che il riconoscimento dei vizi da parte del venditore non trasforma la prescrizione azione di garanzia da annuale a decennale. Tale riconoscimento ha solo l'effetto di interrompere il termine breve di un anno previsto dalla legge, senza creare una nuova obbligazione soggetta a prescrizione ordinaria decennale per la richiesta di riduzione del prezzo.
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Risarcimento danni immobile: sì dopo sentenza 2932 c.c.
La Corte di Cassazione chiarisce che il promissario acquirente, divenuto proprietario tramite sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c., ha diritto a un successivo risarcimento danni immobile per vizi e difetti. L'azione è ammissibile anche se non proposta nel primo giudizio, poiché il precedente giudicato sul trasferimento non copre la questione dei danni, se non decisa nel merito. La titolarità ad agire sussiste anche se il saldo del prezzo non è stato ancora corrisposto, in quanto la proprietà si trasferisce con il passaggio in giudicato della sentenza.
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Vendita immobile senza agibilità: obblighi del venditore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28416/2024, ha rigettato il ricorso di un venditore condannato a risarcire l'acquirente per una vendita immobile senza agibilità. La Corte ha stabilito che la responsabilità per la regolarizzazione e i costi associati ricade sul venditore. Inoltre, ha chiarito che il 'silenzio assenso' per ottenere l'agibilità non si forma se la domanda presentata al Comune è incompleta, confermando così l'inadempimento del venditore.
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Vendita immobile con oneri: quando il compratore sa
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di vendita di un terreno risultato inedificabile a causa di oneri preesistenti. Con l'ordinanza n. 27706/2024, ha stabilito che se il compratore è a conoscenza effettiva del vincolo prima dell'acquisto, non ha diritto ad alcun risarcimento. Questa conoscenza, infatti, esclude sia la responsabilità contrattuale del venditore per vizi (ex art. 1489 c.c.) sia la responsabilità precontrattuale, facendo prevalere il principio di autoresponsabilità dell'acquirente sull'affidamento nelle dichiarazioni contrattuali.
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Denuncia vizi immobile: la telefonata vale come prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26198/2024, ha confermato che una comunicazione informale, come una telefonata, è sufficiente per la denuncia di vizi su un immobile, purché se ne dia prova. Nel caso specifico, l'ammissione dei venditori in sede di interrogatorio formale è stata ritenuta una confessione e quindi prova piena della tempestiva notifica telefonica da parte degli acquirenti, superando la questione della successiva comunicazione scritta. La Corte ha così rigettato il ricorso dei venditori, condannandoli al risarcimento del danno.
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Domanda trasversale: come agire contro un co-convenuto
La Corte di Cassazione interviene sul tema della domanda trasversale tra convenuti. In un caso di vizi acustici di un immobile, la venditrice citava in garanzia altri convenuti (progettisti e costruttori). Le corti di merito ritenevano tardiva la domanda perché non era stato chiesto il differimento dell'udienza. La Cassazione cassa la decisione, stabilendo che per la domanda trasversale non si applicano le formalità previste per la chiamata di un terzo estraneo al giudizio, semplificando così l'azione processuale.
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Garanzia vizi immobile: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 16592/2024, ha confermato l'esclusione della garanzia vizi immobile per un ampliamento abusivo. Il ricorso dell'acquirente è stato respinto poiché, nonostante le dichiarazioni della venditrice, è stata provata la sua conoscenza effettiva del vizio al momento della compravendita. Tale conoscenza, desunta da discrepanze documentali e dall'evidenza del vizio, rende inoperante la garanzia ai sensi dell'art. 1491 del Codice Civile.
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Vizi occulti immobile: quando scatta la garanzia?
La Corte di Cassazione conferma la condanna dei venditori per vizi occulti in un immobile. L'ordinanza chiarisce che il termine di otto giorni per la denuncia dei difetti non decorre dalla semplice manifestazione del problema, ma dal momento in cui l'acquirente ha una conoscenza piena e oggettiva della causa, spesso a seguito di una perizia tecnica. In questo caso, l'acquirente aveva scoperto infiltrazioni d'acqua e aveva ottenuto una riduzione del prezzo, decisione ora definitiva.
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Garanzia vizi appalto: motivazione apparente annulla la sentenza
In un caso di fornitura di prodotti difettosi, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado per motivazione apparente. La Corte d'Appello aveva condannato il fornitore basandosi su un impegno a eliminare i vizi 'documentalmente provato', senza però specificare quali documenti lo dimostrassero. La Suprema Corte ha ritenuto tale motivazione insufficiente, violando il minimo costituzionale. Inoltre, ha censurato l'errata applicazione della disciplina sulla garanzia vizi appalto a una serie di contratti di vendita distinti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Inadempimento contratto preliminare: opere abusive
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare per grave inadempimento del promissario acquirente. Quest'ultimo, dopo aver ottenuto la disponibilità del bene, aveva realizzato opere abusive che rendevano l'immobile non commerciabile. La Corte ha ritenuto legittima la decisione dei giudici di merito, che hanno addebitato la responsabilità dell'abuso al promissario acquirente, respingendo il suo ricorso e confermando l'inadempimento del contratto preliminare.
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Vizi occulti immobile vetusto: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha citato in giudizio i venditori di un vecchio edificio per presunti difetti nascosti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che nel caso di vizi occulti immobile vetusto, i difetti legati all'età non sono considerati "occulti" se l'acquirente è un professionista del settore che avrebbe dovuto prevederli. La richiesta di risarcimento danni della società è stata respinta.
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Denuncia dei vizi: termini validi solo tra le parti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4300/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di denuncia dei vizi. Un'utilizzatrice di un immobile in leasing aveva citato in giudizio la società venditrice per gravi difetti strutturali. La questione centrale riguardava la validità di una clausola contrattuale, pattuita tra venditore e società di leasing, che estendeva i termini per la denuncia dei vizi. La Suprema Corte ha chiarito che tale clausola non può essere opposta ai danti causa del venditore (i venditori originari), poiché essi sono terzi rispetto a quel contratto. Di conseguenza, la denuncia effettuata nei loro confronti è stata considerata tardiva, annullando la decisione della Corte d'Appello e rinviando il caso per un nuovo esame.
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