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Art. 1483 Codice Civile

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46 provvedimenti

Responsabilità del notaio: nesso causale e danni
Gli eredi di un notaio sono stati citati in giudizio dagli acquirenti di un immobile che hanno subito un'evizione a causa di un'ipoteca non rilevata dal professionista. La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità del notaio, stabilendo che non sussiste l'obbligo di risarcire il prezzo di acquisto se questo è stato pagato prima della stipula dell'atto notarile, poiché viene a mancare il nesso di causalità tra la negligenza e il danno. La Corte ha inoltre precisato che l'indennità per occupazione sine titulo non costituisce un "frutto civile", ma un risarcimento del danno, la cui rimborsabilità deve essere valutata secondo i principi generali della responsabilità contrattuale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Negozio di accertamento: confine tra fondi e prove
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha respinto la richiesta di due proprietari di rideterminare un confine basandosi sulle mappe catastali. Secondo la Corte, la presenza di una recinzione stabile e risalente nel tempo, insieme ad altri comportamenti delle parti, costituisce un valido negozio di accertamento per comportamento concludente. Tale accordo di fatto, volto a eliminare l'incertezza sul confine, prevale sulle risultanze catastali, che hanno solo un valore sussidiario. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibili i motivi di ricorso volti a una rivalutazione delle prove e ha confermato la condanna dei ricorrenti al pagamento di tutte le spese processuali.
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Garanzia per evizione: la buona fede non salva
Un acquirente compra un quadro che si rivela essere rubato e viene successivamente restituito al legittimo proprietario. La Corte di Cassazione conferma la condanna del venditore a restituire il prezzo pagato, applicando la garanzia per evizione. La Corte stabilisce che la buona fede del venditore è irrilevante, poiché la garanzia si attiva per il solo fatto oggettivo della perdita del diritto acquistato dal compratore.
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Vendita a non domino: inefficace ma non nulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, chiarisce la natura giuridica della vendita a non domino (vendita di un bene da parte di chi non ne è proprietario). Il caso riguardava alcuni soggetti, tra cui un Comune, che rivendicavano la proprietà di terreni venduti da terzi. La Corte ha stabilito che tale contratto non è nullo, ma semplicemente inefficace nei confronti del vero proprietario. Quest'ultimo, per tutelarsi, deve dimostrare il proprio diritto e agire non per la nullità, ma per far accertare l'inefficacia dell'atto. Il ricorso è stato respinto perché i ricorrenti non hanno fornito prova adeguata della loro proprietà né hanno formulato la domanda corretta.
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Pericolo di evizione nel preliminare: guida completa
Un promissario acquirente recedeva da un contratto preliminare a causa di una disputa sui confini che creava un rischio di evizione parziale. La Corte d'Appello aveva convalidato il recesso. La Corte di Cassazione, invece, ha annullato la decisione, specificando che il pericolo di evizione consente principalmente la sospensione del pagamento (art. 1481 c.c.), ma non il recesso automatico. Per recedere, è necessario dimostrare un inadempimento grave e colpevole del venditore (art. 1455 c.c.), valutazione che la corte territoriale non aveva effettuato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Danno da evizione: sì a nuova causa se il danno matura
Un acquirente cita in giudizio il venditore per un'ipoteca non dichiarata sull'immobile. La prima domanda viene respinta perché il danno è solo potenziale. Anni dopo, l'immobile viene pignorato e venduto (evizione). La Corte di Cassazione stabilisce che la seconda azione per il danno da evizione è ammissibile, poiché il rigetto della prima si basava sulla non attualità del pregiudizio, fatto che non preclude una nuova domanda una volta che il danno si è concretizzato.
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