LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1460 Codice Civile

Pagina 22 di 40

867 provvedimenti

Ritardo migrazione linea: onere prova dell’operatore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29849/2024, ha stabilito che in caso di ritardo nella migrazione di una linea telefonica, spetta all'operatore l'onere della prova di aver agito con diligenza e buona fede. Non è sufficiente attribuire la colpa a terzi per escludere la propria responsabilità. La Corte ha cassato la precedente sentenza, sottolineando come l'operatore debba dimostrare di aver informato il cliente e di aver fatto tutto il possibile per risolvere il problema, riaffermando così il principio dell'onere della prova a carico del debitore della prestazione.
Continua »
Grave inadempimento: legittimo non pagare il servizio
Una società di formazione ha richiesto il pagamento per servizi di allenamento mentale non forniti per un lungo periodo. Il cliente si è opposto sollevando un'eccezione di grave inadempimento. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo legittima la sospensione dei pagamenti e la risoluzione del contratto a causa della prolungata e ingiustificata interruzione del servizio da parte della società, respingendo il ricorso di quest'ultima come inammissibile.
Continua »
Segnalazione Centrale Rischi: onere della prova
Un garante ha citato in giudizio una società di leasing per i danni derivanti da un'illegittima segnalazione in Centrale Rischi della società debitrice. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta di risarcimento per mancanza di prova diretta del nesso causale tra la segnalazione e la revoca dei fidi. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che i giudici di merito hanno errato nel non considerare adeguatamente le prove presuntive, come la stretta vicinanza temporale tra gli eventi. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che dovrà tenere conto del valore degli indizi per provare il danno.
Continua »
Onere della prova: eccezione di inadempimento
Una società editoriale, citata in giudizio da un fornitore di servizi di telecomunicazioni per fatture non pagate, solleva un'eccezione di inadempimento. Il caso arriva fino alla Corte di Cassazione, che si concentra sul principio dell'onere della prova. Tuttavia, l'ordinanza emessa rinvia la decisione per consentire alle parti di formalizzare un accordo transattivo.
Continua »
Inadempimento locazione: quando il ricorso è inammissibile
In un caso di inadempimento locazione, un conduttore aveva interrotto il pagamento dei canoni a causa di presunti vizi dell'immobile, inclusa la presenza di amianto. La Corte d'Appello aveva dato ragione al locatore, risolvendo il contratto per colpa del conduttore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso del conduttore inammissibile. L'ordinanza sottolinea che il ricorso in Cassazione non può riesaminare i fatti e che la comunicazione di recesso del conduttore per gravi motivi deve specificarli in modo puntuale, altrimenti è inefficace.
Continua »
Negligenza professionale avvocato: quando perdi il compenso
La Corte di Cassazione conferma che la grave negligenza professionale di un avvocato, manifestata attraverso errori procedurali basilari, giustifica il mancato pagamento del suo compenso da parte del cliente. Nel caso di specie, un legale si è visto negare il pagamento per aver formulato domande in modo confuso, tardivo e davanti a un giudice incompetente, rendendo la sua attività completamente inutile per il cliente, che ha poi dovuto riproporre la causa con un altro difensore.
Continua »
Recesso anticipato locazione: la guida alla sentenza
Una recente sentenza analizza il caso di un recesso anticipato locazione commerciale a causa di gravi vizi dell'immobile. La Corte d'Appello ha confermato la grave responsabilità del locatore per non aver mantenuto l'immobile in buono stato, rendendolo inagibile. Tuttavia, ha ridotto l'importo del risarcimento danni per perdita di guadagno, correggendo un errore di calcolo del primo giudice, e ha sanzionato il locatore per lite temeraria.
Continua »
Vizi della cosa venduta: onere della prova a carico
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28616/2024, ha rigettato il ricorso di un acquirente che si rifiutava di saldare il prezzo di un'imbarcazione, adducendo la presenza di vizi e la necessità di costose riparazioni. La Corte ha confermato la decisione di merito, ribadendo che l'onere della prova sui vizi della cosa venduta grava sull'acquirente, il quale non era riuscito a dimostrare né l'esistenza di difetti rilevanti al momento della vendita né l'effettiva esecuzione di opere di ripristino a sue spese.
Continua »
Onere della prova inadempimento: la Cassazione decide
Una società di consulenza ha richiesto un decreto ingiuntivo per fatture non pagate. La società cliente si è opposta, chiedendo la risoluzione del contratto per grave inadempimento. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha stabilito che in caso di eccezione di inadempimento, spetta al creditore che agisce per il pagamento (la società di consulenza) dimostrare di aver correttamente eseguito la propria prestazione. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che l'onere della prova inadempimento non era stato assolto dalla ricorrente.
Continua »
Eccezione tardiva: inammissibile se sollevata dopo
Un istituto di credito ha impugnato una sentenza che dichiarava inefficace il suo recesso da un contratto di investimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarando inammissibile l'eccezione di inadempimento sollevata dalla banca perché si trattava di un'eccezione tardiva, presentata oltre i termini di legge. La banca è stata inoltre condannata per abuso del processo.
Continua »
Giudicato esterno: appello inammissibile
La Corte d'Appello dichiara inammissibile un appello relativo a una compravendita di quote societarie. La decisione si fonda sull'eccezione di giudicato esterno, poiché la stessa controversia, tra le medesime parti e per le stesse ragioni, era già stata decisa con una sentenza definitiva da un altro tribunale, impedendo un nuovo esame del merito della questione.
Continua »
Nesso di causalità: onere della prova e notaio
Un acquirente ha citato in giudizio l'erede di un notaio per un presunto ritardo nella cancellazione di un'ipoteca, sostenendo che ciò gli avesse impedito di ottenere un mutuo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le sentenze precedenti. Il punto cruciale della decisione è stata la mancata dimostrazione, da parte del ricorrente, del nesso di causalità tra il ritardo del professionista e il danno effettivo. Senza questa prova fondamentale, la richiesta di risarcimento non può essere accolta, indipendentemente da eventuali colpe del notaio.
Continua »
Restitutio in integrum: sì al recupero retributivo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alla restitutio in integrum per un dipendente pubblico. Sospeso in via cautelare a seguito di un procedimento penale, e poi sanzionato in via disciplinare con soli dieci giorni di sospensione, il lavoratore ha diritto al recupero delle retribuzioni per il periodo di sospensione cautelare eccedente la sanzione finale. La Suprema Corte ha stabilito che la sospensione cautelare non può trasformarsi in una sanzione sproporzionata, riaffermando il principio di riequilibrio del rapporto contrattuale.
Continua »
Eccezione di inadempimento: quando non si applica?
Una società concessionaria di pubblicità si opponeva al pagamento di un minimo garantito a una catena di cinema, sollevando l'eccezione di inadempimento per la violazione della clausola di esclusiva da parte di quest'ultima. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che l'obbligo di versare il minimo garantito era un'obbligazione autonoma e incondizionata. Pertanto, l'eccezione di inadempimento non poteva essere validamente opposta per paralizzare una richiesta di pagamento così pattuita, rendendo legittima l'escussione della garanzia bancaria.
Continua »
Acqua non potabile: rimborso anche senza pericolo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un cittadino al rimborso delle bollette per la fornitura di acqua non potabile. La società di gestione idrica aveva sostenuto che il rimborso non fosse dovuto in assenza di un pericolo concreto per la salute. La Corte ha invece stabilito che la fornitura di acqua non potabile costituisce un grave inadempimento contrattuale (aliud pro alio), poiché il bene fornito è diverso da quello pattuito (acqua potabile). Pertanto, il consumatore ha diritto alla restituzione di quanto pagato per il servizio di fornitura idrica, indipendentemente dalla effettiva pericolosità dell'acqua.
Continua »
Onere della prova: chi deve dimostrare il pagamento?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28117/2024, ha stabilito che in un contratto di compravendita, se l'acquirente chiede la consegna dei beni e il venditore si oppone sostenendo di non aver ricevuto il prezzo, l'onere della prova del pagamento ricade sull'acquirente stesso. La Corte ha rigettato il ricorso di una società che, agendo in via monitoria, non era riuscita a dimostrare di aver corrisposto il prezzo dei beni richiesti, confermando così la decisione della Corte d'Appello che aveva revocato il decreto ingiuntivo iniziale.
Continua »
Eccezione di inadempimento: quando è in mala fede
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni committenti che avevano sollevato un'eccezione di inadempimento contro un professionista. La Corte ha ritenuto l'eccezione pretestuosa e sollevata in mala fede, dato che l'opera progettata era stata effettivamente realizzata. Il caso chiarisce i limiti di tale strumento di difesa e le conseguenze di un suo uso strumentale, confermando la condanna al pagamento del compenso professionale e sanzionando gli appellanti per abuso del processo.
Continua »
Responsabilità avvocato: quando c’è inadempimento
La Corte di Cassazione conferma che l'errore di un legale, che presenta un appello inammissibile, costituisce un grave inadempimento contrattuale. Questa negligenza giustifica la risoluzione del contratto e la restituzione del compenso, anche in assenza di prova che il cliente avrebbe vinto la causa. L'ordinanza distingue nettamente tra il diritto alla risoluzione del contratto per inadempimento e il diritto al risarcimento del danno, che richiede invece la prova di un nesso causale e di un pregiudizio effettivo. Si chiarisce così un importante aspetto della responsabilità avvocato.
Continua »
Eccezione di inadempimento: quando è legittima?
Una società acquirente sospendeva il pagamento del saldo per la fornitura di un impianto industriale a causa di vizi ritenuti minori. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione di inadempimento sollevata era illegittima perché contraria a buona fede. La reazione al presunto inadempimento della controparte, ovvero la sospensione totale del pagamento, è risultata sproporzionata rispetto alla scarsa rilevanza dei difetti riscontrati, confermando la condanna al pagamento del residuo.
Continua »
Contratto atipico: uso spazio e servizi culturali
Una sentenza della Corte d'Appello analizza un rapporto contrattuale per l'uso di uno spazio per eventi, qualificandolo come contratto atipico e non come semplice locazione. Il gestore dello spazio aveva smesso di pagare il canone, sostenendo di vantare un credito per i servizi culturali resi. La Corte ha respinto la sua tesi per mancanza di prove su un obbligo di pagamento, confermando la risoluzione del contratto per inadempimento e aumentando l'importo dovuto dal gestore.
Continua »