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Art. 1453 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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243 provvedimenti

Altri anni per Art. 1453 Codice Civile

Obbligazione di mezzi: la brochure fa parte del contratto
Un'azienda di consulenza è stata condannata per inadempimento contrattuale nonostante avesse formalmente raggiunto il numero minimo di contatti promessi. La Cassazione ha confermato che le promesse qualitative contenute nella brochure promozionale, presentata prima della firma, contribuiscono a definire lo standard di diligenza richiesto nell'esecuzione di un'obbligazione di mezzi. La prestazione offerta, di qualità nettamente inferiore a quella pubblicizzata, ha giustificato la risoluzione del contratto e la restituzione del corrispettivo.
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Responsabilità avvocato: nesso causale e onere prova
Un ex dipendente ha citato in giudizio il proprio legale per non aver appellato la sentenza che confermava il suo licenziamento. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la responsabilità dell'avvocato sussiste solo se si dimostra che l'appello omesso avrebbe avuto concrete possibilità di successo. Poiché il licenziamento per conflitto di interessi era legittimo, è stato escluso il nesso causale tra la negligenza del professionista e il danno lamentato dal cliente. È stata negata anche la restituzione degli onorari, poiché non era stata preventivamente richiesta la risoluzione del contratto d'opera professionale.
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Azione revocatoria fallimentare: la Cassazione chiarisce
Un creditore avvia un'azione revocatoria per annullare delle vendite immobiliari. La società debitrice fallisce e la curatela subentra nel processo. La Cassazione conferma che l'azione prosegue a beneficio di tutti i creditori, senza che la domanda si modifichi, e corregge il calcolo delle spese legali, che va basato sul valore del credito e non su quello degli immobili.
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Annotazione dell’ipoteca: quando è necessaria?
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce l'importanza dell'annotazione dell'ipoteca in caso di cessione del credito. Se la cessione avviene prima del pignoramento immobiliare e non viene annotata nei registri, il nuovo creditore perde il diritto di prelazione. Il suo credito, originariamente garantito da ipoteca, viene declassato a semplice credito chirografario, con significative conseguenze nella distribuzione delle somme ricavate dalla vendita forzata del bene. La decisione sottolinea come la formalità dell'annotazione sia un elemento costitutivo per l'opponibilità della garanzia ai terzi creditori.
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Garanzia fideiussoria: quando è valida la diffida?
Un'impresa di assicurazioni nega il pagamento di una garanzia fideiussoria sostenendo che il contratto preliminare fosse già risolto prima del fallimento del costruttore. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, chiarendo che una diffida ad adempiere, per causare la risoluzione del contratto, deve contenere un'esplicita avvertenza. In assenza di tale avvertenza, il contratto era ancora in vigore al momento della crisi, rendendo la garanzia pienamente efficace.
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Risarcimento lucro cessante: onere della prova
Un'impresa di trasporti subisce il furto di un semirimorchio affidato a un'officina e chiede il risarcimento dei danni, incluso il lucro cessante per il mancato utilizzo. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano negato il risarcimento lucro cessante per mancanza di prove adeguate. La decisione sottolinea l'importanza di dimostrare concretamente il danno e di formulare correttamente i motivi di impugnazione.
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Collegamento negoziale: l’analisi della Cassazione
La Cassazione analizza un caso di collegamento negoziale tra un preliminare di vendita, una transazione e una procura. Ha confermato la risoluzione del contratto per inadempimento dell'acquirente, che non aveva versato l'intera somma pattuita per cancellare un'ipoteca, legittimando la revoca della procura.
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Inadempimento grave locazione: il caso in Cassazione
La Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di locazione per inadempimento grave locazione, nonostante il pagamento tardivo dei canoni da parte del conduttore. La tolleranza passata del locatore non modifica gli obblighi contrattuali. Il ricorso del conduttore è stato dichiarato inammissibile, ribadendo principi consolidati in materia.
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Presupposizione: la Cassazione sui requisiti
Una società commerciale recede da un contratto preliminare di affitto di ramo d'azienda in un centro commerciale a causa della mancata apertura di un grande supermercato, considerata una presupposizione dell'accordo. La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 4970/2025, ha cassato con rinvio la sentenza d'appello che aveva dato ragione alla società commerciale. La Suprema Corte ha ritenuto fondato il motivo di ricorso relativo alla carenza del requisito di 'obiettività' della presupposizione, specificando che la motivazione della corte di merito era stata insufficiente nello stabilire che l'evento presupposto fosse realmente indipendente dalla volontà delle parti contrattuali.
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Appello rito locatizio: errore che costa caro
Una società immobiliare propone appello in una causa di locazione utilizzando un atto di citazione invece del ricorso, depositandolo inoltre fuori termine. La Corte di Cassazione conferma la decisione di improcedibilità, stabilendo che le specifiche norme procedurali per l'appello rito locatizio non sono derogate dalle leggi di semplificazione generale. La Corte ha inoltre sanzionato la società per abuso del processo, avendo agito in palese contrasto con principi giurisprudenziali consolidati.
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Motivazione apparente: Cassazione cassa la sentenza
Una disputa sulla fornitura di macchinari industriali arriva in Cassazione. La Corte accoglie il ricorso dell'acquirente, annullando la sentenza d'appello per vizio di 'motivazione apparente'. I giudici di merito avevano rigettato la richiesta di risarcimento danni senza spiegare perché le prove testimoniali offerte non fossero state ammesse, un'omissione che ha reso la loro motivazione solo superficiale e quindi invalida. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Mandato senza rappresentanza: quando è inammissibile
Una società ha citato in giudizio i suoi locatori per danni dopo che il loro presunto rappresentante ha bloccato la vendita dell'azienda rifiutando il trasferimento del contratto di locazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il punto cruciale è stata la mancanza di prova di un "mandato senza rappresentanza" dai locatori al rappresentante, rendendo le sue azioni non imputabili ai proprietari.
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Diritto di difesa: udienza cartolare e note non autorizzate
Una controversia su canoni di locazione non pagati per un immobile a rischio sismico arriva in Cassazione. La Suprema Corte annulla la decisione d'appello non per il merito della questione, ma per un vizio procedurale: è stato violato il diritto di difesa dell'ente ricorrente, a cui non è stato concesso un termine per replicare a una memoria non autorizzata depositata dalla controparte durante un'udienza cartolare.
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Inadempimento locazione commerciale: quando è grave?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23658/2025, si è pronunciata sul tema dell'inadempimento locazione commerciale. Un conduttore di un locale adibito a bar, dopo aver accumulato una morosità, ha saldato il debito solo dopo la notifica dell'atto di sfratto. La Suprema Corte ha stabilito che, a differenza delle locazioni abitative, il pagamento tardivo non sana l'inadempimento ma deve essere considerato dal giudice per valutare la gravità della violazione. In questo caso, il ritardo non è stato ritenuto sufficientemente grave da giustificare la risoluzione del contratto, anche in considerazione del contesto pandemico e del comportamento complessivo del conduttore.
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Inammissibilità ricorso per motivi di fatto in Cassazione
Una società fornitrice di apparecchi da gioco ha presentato ricorso in Cassazione contro la risoluzione di un contratto decisa dalla Corte d'Appello. La Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, sottolineando che i motivi presentati miravano a una rivalutazione dei fatti, compito precluso al giudice di legittimità. La Corte ha inoltre evidenziato che l'appellante non aveva contestato tutte le autonome ragioni della decisione impugnata, rendendo il ricorso inaccoglibile.
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Travisamento della prova: quando si può ricorrere?
Una società conduttrice, citata in giudizio per sfratto, ricorre in Cassazione lamentando un travisamento della prova riguardo a un documento che, a suo dire, attestava un saldo debitorio inferiore. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la doglianza riguarda un'errata valutazione della prova, non un errore percettivo. La sentenza ribadisce i rigorosi limiti del sindacato della Cassazione sui fatti di causa.
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Rinuncia risoluzione contratto: è possibile?
In un caso di locazione commerciale, la Corte di Cassazione ha esaminato la questione della rinuncia risoluzione contratto da parte del locatore dopo l'invio di una diffida ad adempiere rimasta inadempiuta. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva ritenuto valida tale rinuncia, evidenziando un contrasto giurisprudenziale e la necessità di una motivazione più approfondita sul tema, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Responsabilità precontrattuale e contratto nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'impresa affiliata che, dopo la dichiarazione di nullità del contratto di franchising orale, tentava di far valere la responsabilità precontrattuale del franchisor. La Corte ha stabilito che la domanda, incentrata in origine sulla risoluzione per inadempimento, non poteva essere reinterpretata in sede di legittimità come una richiesta di risarcimento per comportamento scorretto durante le trattative, trattandosi di una questione nuova.
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Aliud pro alio: acqua non potabile e prescrizione
Una utente ha ricevuto acqua non potabile dalla società di fornitura idrica e ha intentato causa per la riduzione del prezzo. I tribunali di merito avevano respinto la domanda applicando la prescrizione breve prevista per i vizi della cosa venduta. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, qualificando la fornitura di acqua non potabile come un caso di 'aliud pro alio', ovvero la consegna di un bene completamente diverso da quello pattuito. Di conseguenza, si applica la prescrizione ordinaria decennale per inadempimento contrattuale, offrendo una maggiore tutela al consumatore.
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Azione revocatoria: acquisto a rischio con ipoteca
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una compravendita immobiliare. La presenza di un'ipoteca e di un sequestro sul bene, sebbene a favore di un creditore diverso da quello che ha agito in revocatoria, è stata ritenuta sufficiente a provare la consapevolezza del danno (scientia damni) da parte dell'acquirente. La Corte ha inoltre precisato che la revoca non comporta l'automatica restituzione del prezzo all'acquirente, per la quale è necessaria una specifica domanda di risoluzione del contratto.
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