LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 145 Codice di Procedura Civile

Pagina 21 di 21

411 provvedimenti

Inammissibilità del ricorso: Cassazione spiega i motivi
Una società ha impugnato alcuni avvisi di accertamento fiscale, vincendo in primo grado ma perdendo in appello. Ha quindi proposto ricorso alla Corte di Cassazione, che ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. La decisione si basa su una serie di vizi procedurali, tra cui la mancanza di specificità dei motivi, la genericità delle censure e l'errata impugnazione dell'atto di accertamento invece della sentenza d'appello. La sentenza sottolinea il rigore formale necessario per adire la Suprema Corte.
Continua »
Notifica irreperibilità società: cosa dice la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce la validità della notifica per irreperibilità società. Se un'azienda non viene trovata presso la sede legale iscritta nel registro delle imprese, la notifica degli atti tributari è legittima se eseguita con il rito degli irreperibili assoluti (deposito in casa comunale), senza necessità di ulteriori ricerche del legale rappresentante. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, affermando il principio di autoresponsabilità della società nel mantenere aggiornati i propri dati.
Continua »
Notifica atti fiscali: le regole della Cassazione
Un contribuente ha impugnato un preavviso di ipoteca, sostenendo la mancata notifica dell'atto presupposto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità della notifica postale diretta effettuata dall'agente di riscossione. La Corte ha ribadito che questa procedura semplificata, regolata dalle norme del servizio postale ordinario, non richiede l'invio della seconda raccomandata informativa (CAD). La notifica si perfeziona per compiuta giacenza dopo dieci giorni dal rilascio dell'avviso di giacenza, rendendo l'atto legalmente conosciuto dal destinatario.
Continua »
Notifica irreperibilità assoluta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'invalidità di un avviso di accertamento notificato a una società di fatto. La decisione si fonda sulla mancata documentazione, da parte del messo notificatore, delle ricerche svolte per accertare la cosiddetta "notifica irreperibilità assoluta" del destinatario. La Corte ha stabilito che questo onere procedurale sussiste anche quando il destinatario è una società non iscritta al Registro delle Imprese, rendendo nulla la pretesa fiscale a causa del vizio di notifica dell'atto presupposto.
Continua »
Notifica irreperibili: le ricerche sono obbligatorie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando la nullità di un avviso di presa in carico. La decisione si fonda sulla non corretta procedura di notifica irreperibili dell'atto presupposto (avviso di accertamento) a una società di fatto. È stato ribadito che, per la validità della notifica, il messo notificatore deve sempre effettuare e documentare le ricerche volte a verificare l'effettiva e assoluta irreperibilità del destinatario, anche se si tratta di un'entità non iscritta nei pubblici registri.
Continua »
Impugnazione intimazione di pagamento: quando è tardi
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce che la mancata impugnazione di un'intimazione di pagamento rende definitiva la pretesa fiscale. Una società aveva contestato un pignoramento basato su una cartella esattoriale asseritamente non notificata, ma non aveva opposto una precedente intimazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'omessa impugnazione dell'intimazione di pagamento 'cristallizza' il debito, precludendo ogni successiva contestazione sulla notifica della cartella originaria.
Continua »
Appello rito del lavoro: quando il deposito salva
Una società propone appello avverso una sentenza in materia di contributi previdenziali, soggetta al rito del lavoro. Pur notificando l'atto entro i termini, lo deposita in cancelleria in ritardo. La Cassazione, confermando la decisione di merito, rigetta il ricorso: nell'appello rito del lavoro, per evitare la decadenza, è il momento del deposito dell'atto ad essere decisivo, non quello della notifica.
Continua »
Notifica a società: Cassazione chiarisce le regole
Una società in liquidazione ha contestato un'intimazione di pagamento per IVA, sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella esattoriale originaria. La notifica a società era stata eseguita in modo impersonale presso la sede legale, risultata irreperibile, con deposito in Comune. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la procedura è errata. In caso di irreperibilità della società presso la sede, è obbligatorio tentare la notifica alla persona fisica del legale rappresentante prima di poter ricorrere a procedure speciali. La notifica impersonale è quindi nulla e il vizio non è sanato dall'impugnazione di un atto successivo.
Continua »
Rappresentanza processuale s.n.c.: la notifica
Un lavoratore ha fatto causa al titolare di un'azienda agricola. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile il suo gravame perché notificato alla società (S.n.c.) e non all'imprenditore individuale citato in primo grado. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che in tema di rappresentanza processuale s.n.c. irregolare, ciascun socio ha il potere di rappresentare la società. Di conseguenza, la notifica alla società era valida poiché sostanzialmente diretta alla stessa parte, anche se in una diversa qualità. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Notifica al socio: vale per la società e interrompe
Un'ordinanza chiarisce che la notifica al socio illimitatamente responsabile di un atto di pignoramento è valida anche per la società, interrompendo la prescrizione. La corte ha inoltre confermato che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è prova sufficiente per la cessione di crediti in blocco, respingendo l'opposizione dei debitori.
Continua »
Liquidazione giudiziale: quando si considera attiva?
La Corte d'Appello di Genova ha confermato la sentenza di liquidazione giudiziale di una società che si opponeva sostenendo di essere inattiva da anni e di non aver ricevuto la notifica del procedimento sulla propria PEC. La Corte ha stabilito che, finché una società è iscritta come 'attiva' nel Registro delle Imprese, ha il dovere di controllare la propria PEC, che costituisce canale di notifica valido. Inoltre, la 'cancellazione di fatto' per inattività non ha valore legale; rileva solo la cancellazione formale dal registro. L'onere di provare di non superare le soglie di debito per la liquidazione giudiziale ricade sull'imprenditore.
Continua »