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Art. 145 Codice di Procedura Civile

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411 provvedimenti

Impugnazione estratto di ruolo: inammissibile senza interesse
Una società ha promosso un'azione legale contro l'Amministrazione Finanziaria per contestare un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa con effetto retroattivo, ha dichiarato l'azione inammissibile. La decisione sottolinea che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo in casi specifici, quando il contribuente dimostra un concreto e attuale interesse ad agire, come la necessità di difendersi da un'azione esecutiva imminente.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società contribuente ha scoperto un debito fiscale tramite un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. Sebbene i giudici di merito le avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. In applicazione di un recente principio giurisprudenziale, l'impugnazione estratto di ruolo è stata dichiarata inammissibile perché il contribuente non ha dimostrato di subire un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla mancata notifica, requisito ora indispensabile per agire in giudizio.
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Notifica sede effettiva: valida anche se diversa
Una società in fallimento ha impugnato un'iscrizione ipotecaria sostenendo la nullità della notifica delle cartelle esattoriali, inviate alla sua sede operativa anziché a quella legale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica alla sede effettiva è pienamente valida a condizione che l'ente impositore fornisca la prova dell'effettiva operatività in quel luogo. La Corte ha inoltre ribadito che nel processo tributario è ammessa la produzione di nuovi documenti in appello, anche se già disponibili in primo grado.
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Notifica atti tributari: la prova della CAD è decisiva
Una società contribuente ha impugnato con successo degli atti impositivi a causa di un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente della Riscossione, ribadendo un principio fondamentale sulla notifica atti tributari: in caso di irreperibilità relativa del destinatario, la prova del perfezionamento della notifica può essere fornita solo ed esclusivamente depositando in giudizio l'avviso di ricevimento della raccomandata informativa (la cosiddetta CAD), che attesta l'avvenuto deposito dell'atto presso l'ufficio postale. La semplice prova della spedizione non è sufficiente.
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Revocatoria ordinaria: scissione societaria inefficace
Una società costruttrice, gravata da ingenti debiti, effettua una scissione trasferendo la maggior parte del suo patrimonio immobiliare a una nuova società. Successivamente, la società originaria fallisce. La curatela fallimentare agisce in giudizio e ottiene la dichiarazione di inefficacia dell'atto di scissione tramite l'azione di revocatoria ordinaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società beneficiaria, confermando che la scissione aveva ridotto la garanzia patrimoniale per i creditori, integrando i presupposti dell'azione revocatoria.
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Ricorso inammissibile: i requisiti in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di fallimento. Il ricorso del liquidatore di una società è stato respinto per motivi di forma, come la genericità delle censure e la mancata allegazione di documenti essenziali. La Corte ha ribadito che una società cancellata dal registro delle imprese non può accedere al concordato preventivo, e ha sottolineato i rigorosi requisiti di specificità e autosufficienza necessari per un ricorso in Cassazione.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società ha contestato un estratto di ruolo per cartelle di pagamento non notificate e prescritte. La Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarando inammissibile l'impugnazione estratto di ruolo in base a una nuova legge (ius superveniens) che ne limita la contestabilità autonoma, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Destinatario ordinanza ingiunzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, sottolineando che l'opposizione a una sanzione amministrativa può essere proposta solo dal soggetto specificamente identificato come destinatario dell'ordinanza ingiunzione. Nel caso di specie, l'ordinanza era rivolta unicamente a una persona fisica e non alla società da essa amministrata. Di conseguenza, l'opposizione della società è stata correttamente ritenuta inammissibile e il ricorso della persona fisica tardivo, statuizione passata in giudicato.
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Azione revocatoria: notifica e onere della prova
Una creditrice ha intentato un'azione revocatoria contro l'ex-coniuge e una società acquirente per rendere inefficace una vendita immobiliare. Le questioni principali hanno riguardato la validità della notifica alla società e la sua qualifica giuridica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. I motivi di ricorso sono stati ritenuti inammissibili in quanto miravano a un riesame dei fatti, ribadendo i principi del litisconsorzio necessario nell'azione pauliana.
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Cartella di pagamento: quando è legittima? Cassazione
Una società ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di controlli automatizzati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità dell'atto. La sentenza chiarisce che la cartella, basata sulla dichiarazione del contribuente, non necessita di complessa motivazione. Inoltre, l'omesso invio dell'avviso bonario non sempre causa nullità, specialmente se non vi sono incertezze interpretative. La Corte ha ribadito anche i rigorosi oneri di specificità richiesti per i ricorsi, pena l'inammissibilità.
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Notifica atto presupposto: le regole della Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce principi chiari sulla notifica dell'atto presupposto in materia fiscale. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, affermando che il contribuente, per far valere la mancata notifica di un atto preliminare, deve impugnare tempestivamente il primo atto successivo ricevuto in modo regolare. Attendere e impugnare atti ancora successivi, come un pignoramento, compromette il diritto di difesa. Viene inoltre ribadito che l'onere di provare l'irregolarità della consegna spetta al destinatario.
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Società cancellata fallimento: capacità processuale
Una società in liquidazione, cancellata dal registro delle imprese, veniva dichiarata fallita. La Corte d'Appello riteneva inammissibile il reclamo della società contro il fallimento, considerandola estinta e priva di capacità di agire in giudizio. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, affermando che in tema di società cancellata fallimento, la legge crea una finzione giuridica ('fictio iuris') per cui la società, sebbene estinta, conserva la capacità processuale per un anno dalla cancellazione, sia per essere dichiarata fallita sia per impugnare tale dichiarazione.
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Responsabilità socio società cancellata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24023/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di responsabilità del socio di una società cancellata. In un caso riguardante avvisi di accertamento per debiti fiscali di una s.r.l. estinta, notificati direttamente al socio unico, la Corte ha chiarito che l'Agenzia delle Entrate non deve attendere il decorso del quinquennio di "ultrattività" fiscale previsto dall'art. 28 del D.Lgs. 175/2014. Questa norma, che crea una fictio iuris di sopravvivenza della società ai soli fini fiscali, è uno strumento a favore dell'Erario, non un ostacolo. Pertanto, l'amministrazione finanziaria può agire immediatamente contro i soci per le loro responsabilità personali (ex art. 36 D.P.R. 602/1973) senza dover attendere l'estinzione definitiva della società. La sentenza della Commissione tributaria regionale, che aveva ritenuto illegittima tale azione, è stata cassata con rinvio.
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Notifica sentenza termine breve: quando è valida?
Un contribuente notifica una sentenza a un ente di riscossione per far decorrere il termine breve di impugnazione. La Cassazione chiarisce che la notifica sentenza termine breve è inefficace se inviata alla sede legale senza indicare il rappresentante legale, non garantendo la conoscenza effettiva per l'ente. Il ricorso dell'ente è stato quindi ritenuto tempestivo.
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Notifica liquidazione giudiziale: PEC e sede legale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26370/2025, ha rigettato il ricorso dell'ex liquidatore di una S.r.l. avverso la dichiarazione di liquidazione giudiziale. La Corte ha confermato due principi fondamentali: primo, per richiedere la liquidazione non serve un credito accertato con sentenza definitiva, ma è sufficiente una valutazione sommaria del giudice; secondo, la notifica liquidazione giudiziale è valida se eseguita all'indirizzo PEC della società, anche se cancellata dal registro imprese, poiché l'imprenditore ha l'obbligo di mantenerlo attivo per un anno.
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Notifica cartella pagamento: la prova della raccomandata
Una società ha contestato un'intimazione di pagamento sostenendo la nullità della notifica della cartella di pagamento prodromica, consegnata al portiere senza prova dell'invio della raccomandata informativa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che la prova dell'invio può essere fornita anche tramite l'attestazione del messo notificatore sulla relata e il timbro meccanografico, senza necessità dell'avviso di ricevimento. La questione della notifica della cartella di pagamento è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
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Notifica atti tributari: valida dal messo Giudice di Pace
Una società turistica ha impugnato una cartella esattoriale per ICI, sostenendo che la notifica degli atti di accertamento sottostanti fosse nulla perché effettuata da un messo del Giudice di Pace, ritenuto incompetente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica atti tributari da parte del messo del Giudice di Pace è valida, in quanto tale figura rientra nella più ampia categoria dei messi comunali. Inoltre, la Corte ha ribadito che qualsiasi eventuale vizio di notifica sarebbe stato sanato dal raggiungimento dello scopo, poiché l'atto era pervenuto a conoscenza della società, che aveva potuto esercitare il proprio diritto di difesa.
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Notifica atti tributari: Cassazione chiarisce
Una società ha contestato un'intimazione di pagamento per oltre 1,4 milioni di euro, sostenendo l'invalidità delle notifiche sottostanti. La Corte di Cassazione ha stabilito che per la notifica di atti tributari effettuata dopo il 2006 a una persona diversa dal destinatario (come un familiare), l'invio della raccomandata informativa è un requisito essenziale. Poiché il giudice di merito non ha verificato questo adempimento cruciale per gli atti interruttivi della prescrizione, la Cassazione ha annullato la sentenza e disposto un nuovo esame del caso.
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Accertamento socio srl: difesa anche con atto definitivo
L'Agenzia delle Entrate contesta a un socio di una S.r.l. a ristretta base sociale il reddito da partecipazione, basandosi su un accertamento divenuto definitivo per la società. La Cassazione, rigettando il ricorso dell'Agenzia, stabilisce un principio cruciale sull'accertamento socio srl: il socio può sempre difendersi provando che i maggiori utili accertati alla società non gli sono stati distribuiti, ma sono stati reinvestiti. La definitività dell'atto verso la società non impedisce la difesa del socio nel suo procedimento autonomo.
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Reddito di partecipazione: la prova del socio vince
La Corte di Cassazione ha stabilito che un socio di Srl a ristretta base sociale può contestare l'accertamento sul proprio reddito di partecipazione, anche se l'avviso fiscale notificato alla società è divenuto definitivo. Il socio ha il diritto di fornire la prova contraria, dimostrando che i maggiori utili accertati in capo alla società non gli sono stati effettivamente distribuiti, ma, ad esempio, sono stati reinvestiti. In questo caso, la Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la presunzione di distribuzione degli utili può essere superata.
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