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Art. 143 TUIR

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24 provvedimenti

Onere della prova ASD: quando l’attività è commerciale
Un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) ha impugnato un avviso di accertamento che riqualificava la sua attività come commerciale, negandole i benefici fiscali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi di ricorso dell'associazione, in quanto mescolavano impropriamente questioni di diritto e di fatto e non assolvevano all'onere della prova ASD riguardo la natura non commerciale dell'attività.
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Associazione non profit: quando diventa commerciale?
Il legale rappresentante di un'associazione, formalmente non profit, è stato condannato per evasione fiscale per omessa dichiarazione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ritenendo che l'ente fosse in realtà un'impresa commerciale mascherata per beneficiare di un regime fiscale agevolato. Gli indici rivelatori sono stati la totale assenza di partecipazione democratica, la mancata presentazione di rendiconti ai soci e la natura prettamente commerciale delle serate organizzate, assimilabili a un'attività di locale notturno. La difesa basata sulla buona fede e sull'affidamento ai consulenti è stata respinta, configurando il dolo di evasione.
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Agevolazioni fiscali ASD: quando si perdono i benefici
Un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) si è vista negare le agevolazioni fiscali poiché, secondo l'Amministrazione Finanziaria, operava di fatto come un'impresa commerciale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'associazione, confermando che la mancanza di una reale vita democratica interna e l'indiretta distribuzione di utili sono motivi sufficienti per perdere i benefici fiscali, a prescindere dalla formale correttezza dello statuto.
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Delega di firma avviso: nullità e onere della prova
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di secondo grado per omessa pronuncia in un caso riguardante un avviso di accertamento. La corte d'appello aveva erroneamente fondato la sua decisione su una delega di firma e su soggetti estranei al caso concreto, non esaminando le specifiche contestazioni del contribuente. La Suprema Corte ha ribadito che, in caso di contestazione sulla validità della delega di firma, l'onere della prova spetta all'Amministrazione Finanziaria e il giudice ha il dovere di esaminare i fatti e i documenti specifici del procedimento.
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