LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 142 Codice Civile

6 provvedimenti

Liquidazione Giudiziale: no atto notarile per la domanda
Un socio di maggioranza ha impugnato la sentenza che apriva la liquidazione giudiziale della sua società, sostenendo che la domanda dell'amministratore fosse formalmente invalida e costituisse un abuso del processo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio: la domanda di liquidazione giudiziale, a differenza di altri strumenti di regolazione della crisi, non necessita di verbale notarile. È sufficiente che sia sottoscritta dal legale rappresentante. Inoltre, ha chiarito che il socio non può eccepire l'abuso del processo per bloccare la procedura se lo stato di insolvenza è accertato.
Continua »
Sequestro preventivo e fallimento: chi prevale?
La Cassazione chiarisce i rapporti tra sequestro preventivo penale e liquidazione giudiziale. In un caso di presunta distrazione di un'azienda in favore di una nuova società, la Corte ha annullato l'ordinanza che restituiva i beni sequestrati all'indagata invece che al curatore fallimentare. Viene stabilito che la prevalenza della procedura concorsuale sul sequestro preventivo si applica solo ai beni già presenti nel patrimonio del debitore e che solo il curatore, a tutela dei creditori, può chiederne la restituzione.
Continua »
Azione revocatoria: improcedibile se il creditore fallisce
La Corte di Cassazione chiarisce che l'azione revocatoria fallimentare diventa improcedibile se la società che ha ricevuto i pagamenti (creditore accipiens) viene a sua volta assoggettata a liquidazione giudiziale. L'azione non può proseguire in sede ordinaria ma deve essere convertita in una domanda di insinuazione al passivo nel fallimento del creditore. La decisione si fonda sul principio di cristallizzazione del patrimonio del soggetto fallito, che non può essere modificato da azioni costitutive successive.
Continua »
Notifica liquidazione giudiziale: PEC e sede legale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26370/2025, ha rigettato il ricorso dell'ex liquidatore di una S.r.l. avverso la dichiarazione di liquidazione giudiziale. La Corte ha confermato due principi fondamentali: primo, per richiedere la liquidazione non serve un credito accertato con sentenza definitiva, ma è sufficiente una valutazione sommaria del giudice; secondo, la notifica liquidazione giudiziale è valida se eseguita all'indirizzo PEC della società, anche se cancellata dal registro imprese, poiché l'imprenditore ha l'obbligo di mantenerlo attivo per un anno.
Continua »
Ricostruzione della carriera: la Cassazione decide
Un dipendente scolastico, promosso a DSGA, ha visto la sua carriera ricalcolata in modo peggiorativo dopo il pensionamento, con richiesta di restituzione di somme. La Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che per le promozioni successive al 2003, la ricostruzione della carriera deve avvenire con il metodo più favorevole al lavoratore, non necessariamente con la "temporizzazione".
Continua »
Bancarotta impropria: quando lo sviamento è reato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di misura cautelare per reati fallimentari, chiarendo la distinzione tra bancarotta per distrazione e bancarotta impropria. Il caso riguardava un dirigente accusato di aver partecipato a un sistematico sviamento di commesse da una società sottoposta a sequestro verso altre imprese, causandone il dissesto. La Corte ha stabilito che sottrarre future opportunità commerciali non costituisce 'distrazione' di beni esistenti, ma può integrare il diverso reato di bancarotta impropria da operazioni dolose se tale condotta provoca il fallimento della società. Il giudizio è stato rinviato per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »