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Art. 1418 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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353 provvedimenti

Altri anni per Art. 1418 Codice Civile

Canone telecomunicazioni: limiti su beni disponibili?
Una società di telecomunicazioni si oppone al pagamento di un canone di locazione a un Comune per l'installazione di antenne su un terreno del patrimonio disponibile. La Corte d'Appello aveva dato ragione al Comune, ritenendo non applicabile il divieto di imporre oneri aggiuntivi previsto per gli operatori del settore. La Corte di Cassazione, vista la novità e la rilevanza della questione sul canone telecomunicazioni, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora risolvere il merito della controversia.
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Impossibilità sopravvenuta: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società che aveva smesso di pagare il canone di locazione a seguito del sequestro di un'area adiacente. L'ordinanza chiarisce che l'impossibilità sopravvenuta non si applica alle obbligazioni pecuniarie, in base al principio 'genus numquam perit'. Il conduttore non può unilateralmente sospendere i pagamenti, ma al massimo recedere per giusta causa. Il ricorso è stato respinto anche per la novità delle domande e la mancanza di specificità dei motivi.
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Revocatoria ordinaria: vincolo di destinazione e onere
Un fallimento agisce in revocatoria ordinaria contro un vincolo di destinazione e una donazione posti in essere da un ex sindaco della società fallita a favore delle figlie. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei familiari, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva qualificato gli atti come gratuiti. La Suprema Corte ha sanzionato la proposizione di questioni nuove in sede di legittimità e la mancata impugnazione di tutte le ragioni fondanti la decisione di merito sulla consapevolezza del pregiudizio (scientia damni) in capo al disponente.
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Contratti pubblica amministrazione: la forma scritta
Una società fornitrice ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per ottenere il pagamento di interessi su forniture. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la nullità dei rapporti contrattuali a causa della mancanza della forma scritta. La sentenza ribadisce che per i contratti pubblica amministrazione, la forma scritta è un requisito essenziale per la validità, anche quando l'ente agisce privatamente.
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Contratto locazione non registrato: le conseguenze
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19804/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni inquilini condannati al risarcimento del danno per l'occupazione di un immobile in virtù di un contratto di locazione non registrato. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano proceduralmente errati, in quanto non affrontavano le specifiche ragioni giuridiche (ratio decidendi) della sentenza d'appello, come la decadenza dal diritto di chiedere la rideterminazione del canone. La decisione sottolinea l'importanza di una corretta impostazione processuale nei ricorsi e le conseguenze derivanti dalla mancata registrazione del contratto, che qualifica il rapporto come occupazione di fatto risarcibile in via equitativa.
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Compensazione Giudiziale: Requisiti di Certezza
In una lunga controversia tra un Comune e una società energetica, la Cassazione ha stabilito i limiti della compensazione giudiziale. Un controcredito, per estinguere un debito accertato, non solo deve essere certo nella sua esistenza, ma anche di "facile e pronta liquidazione". La Corte ha rigettato la richiesta del Comune di compensare il proprio debito con crediti risarcitori derivanti da un accordo del 1959, giudicandoli troppo complessi e non immediatamente quantificabili, confermando così la decisione di merito.
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Mandato senza rappresentanza: la responsabilità dell’agente
Una banca ha incaricato una società di servizi per il trasporto valori. Il contratto, qualificabile come mandato senza rappresentanza per alcune aree, prevedeva la piena responsabilità della società per l'operato dei terzi incaricati. A seguito dell'appropriazione di una cospicua somma da parte di un terzo, la Cassazione ha confermato la condanna della società, stabilendo che la clausola di responsabilità non è una garanzia e non richiede un importo massimo, ma è una valida deroga alla regola generale del mandato senza rappresentanza.
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Cessione del credito: Gazzetta Ufficiale non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di cessione del credito in blocco. Se il debitore contesta l'avvenuta cessione, la sola pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale non costituisce prova sufficiente della titolarità del credito in capo al cessionario. Quest'ultimo deve fornire prove più concrete, come il contratto di cessione. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile l'intervento nel processo d'appello del nuovo creditore avvenuto dopo la precisazione delle conclusioni, cassando con rinvio la sentenza impugnata.
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Estinzione procedura: Cassazione su inattività creditore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una debitrice che chiedeva l'estinzione della procedura esecutiva immobiliare. La Corte chiarisce che un difetto nella procura del legale del creditore non configura un'ipotesi di 'inattività' (che richiede la mancata comparizione a due udienze consecutive), bensì una questione di 'improcedibilità' della procedura. Tale vizio deve essere contestato con l'opposizione agli atti esecutivi e non con l'istanza di estinzione procedura.
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Atti di coobbligazione e oggetto del contratto
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di alcuni atti di coobbligazione, respingendo il ricorso dei garanti che ne contestavano la nullità per indeterminatezza dell'oggetto. La Corte ha stabilito che l'oggetto è sufficientemente determinato quando l'atto di garanzia fa esplicito rinvio a una polizza fideiussoria principale che contiene tutti i dettagli dell'obbligazione, incluso l'importo massimo. La sentenza ribadisce il principio della determinabilità 'per relationem' e chiarisce i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove, come le perizie grafologiche.
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Azione revocatoria: si può eccepire la nullità del credito?
Una banca agisce in revocatoria contro la costituzione di un fondo patrimoniale da parte dei suoi fideiussori. Questi ultimi si difendono eccependo la nullità delle fideiussioni per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni di merito, stabilisce un principio fondamentale: nell'ambito di un'azione revocatoria, il giudice ha il dovere di esaminare l'eccezione di nullità del titolo da cui deriva il credito. Anche se per agire è sufficiente un credito controverso, la validità del suo titolo giuridico è un elemento costitutivo che può e deve essere verificato se contestato.
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Arricchimento senza causa: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'azione di arricchimento senza causa. In un caso riguardante un patto fiduciario su immobili, dichiarato nullo per difetto di forma, l'azione è stata ritenuta inammissibile. La Corte ha spiegato che la nullità riguardava solo l'effetto traslativo, non quello obbligatorio. Pertanto, esisteva un altro rimedio (l'azione risarcitoria per inadempimento del patto) che precludeva il ricorso all'azione sussidiaria di arricchimento senza causa.
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Motivo illecito comune: nullità del contratto
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto di cessione di ramo d'azienda a causa di un motivo illecito comune alle parti. L'operazione mirava a svuotare il patrimonio di una società a danno dei creditori. L'ordinanza chiarisce i poteri del giudice di rinvio e i criteri per accertare la comunanza del fine illecito, rigettando il ricorso e sottolineando che la valutazione dei fatti è preclusa in sede di legittimità.
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