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Art. 1418 Codice Civile — Sezione Seconda Penale

5 provvedimenti

Altri anni per Art. 1418 Codice Civile

Usura: il profitto del reato è l’intera somma, non solo l’utile
La Corte di Cassazione affronta il tema del profitto del reato di usura. Un soggetto, indagato per usura, sosteneva che il profitto da confiscare dovesse essere solo la differenza tra la somma ricevuta e il capitale prestato. La Corte ha respinto questa tesi. Ha stabilito un principio chiaro: il profitto del reato di usura coincide con l'intera somma degli interessi usurari concretamente pagati dalla vittima. È irrilevante che il capitale iniziale sia stato restituito o meno. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato il sequestro dell'intera somma che i giudici di merito avevano qualificato come interessi, condannando l'indagato.
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Sottrazione fraudolenta: trust fittizio e reati
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per reati tributari, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta. La Corte ha confermato che l'istituzione di un 'sham trust' (trust fittizio) per proteggere il patrimonio dal fisco integra il reato di sottrazione fraudolenta, rendendo nullo l'atto e configurando i reati successivi di autoriciclaggio.
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Risarcimento danno penale: la prova per la condanna
Due individui hanno impugnato una sentenza che confermava una provvisionale a titolo di risarcimento del danno per truffa, nonostante il reato fosse prescritto. I ricorsi si basavano sul rigetto di una perizia fonica su una registrazione chiave e sullo standard di prova applicato per il risarcimento danno penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, affermando che i giudici di merito hanno correttamente valutato l'attendibilità della prova audio sulla base di altri elementi convergenti e hanno legittimamente confermato la responsabilità civile dopo una piena valutazione dei fatti, come richiesto dall'art. 578 c.p.p. anche in caso di prescrizione.
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Contratto illecito: no estorsione per bene ricevuto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza di assoluzione per estorsione. Il caso riguardava un soggetto che aveva ricevuto un orologio come pagamento per una fornitura di droga, un cosiddetto contratto illecito. La Corte ha stabilito che, nonostante l'illegalità della transazione originaria, la proprietà del bene era stata trasferita. Di conseguenza, la successiva richiesta di denaro per la restituzione non configura il reato di estorsione, in quanto l'imputato agiva come proprietario del bene.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo respinge
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa aggravata. La manifesta infondatezza dei motivi, ritenuti meramente ripetitivi, ha impedito alla Corte di esaminare il merito e, di conseguenza, di dichiarare l'eventuale prescrizione del reato. La sentenza conferma che un ricorso inammissibile non instaura un valido rapporto processuale, cristallizzando la condanna e comportando il pagamento delle spese e di un'ammenda.
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