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Art. 1418 Codice Civile — Anno 2024

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552 provvedimenti

Altri anni per Art. 1418 Codice Civile

Fideiussione obbligazione futura: autorizzazione è d’obbligo
Un garante per una fideiussione obbligazione futura contesta la richiesta di una banca dopo che questa ha concesso ulteriore credito a un debitore in difficoltà finanziarie. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai sensi dell'art. 1956 c.c., la banca è obbligata a richiedere e ottenere una specifica autorizzazione dal garante prima di erogare nuovo credito. Una clausola contrattuale che impone al garante di informarsi autonomamente non è sufficiente per eludere tale obbligo. L'unica eccezione si applica quando il garante è anche l'amministratore della società debitrice, non un semplice socio.
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Fideiussione omnibus nulla: Cassazione sulla clausola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato una sentenza di merito che aveva negato la nullità di una fideiussione omnibus. La Corte ha ribadito che la clausola basata sullo schema ABI, che deroga all'art. 1957 c.c., è nulla per violazione della normativa antitrust. Di conseguenza, la banca creditrice perde il diritto di agire contro il garante se non intraprende un'azione giudiziaria contro il debitore principale entro sei mesi. Questa decisione rafforza la tutela del fideiussore contro le clausole vessatorie nei contratti bancari, specificando che una semplice lettera di messa in mora non è sufficiente a interrompere i termini di decadenza.
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Retribuzione amministratori: la Cassazione decide
La Cassazione ha respinto il ricorso di una società contro un avviso di accertamento. Confermato il principio per cui la retribuzione amministratori, per essere deducibile, deve essere deliberata dall'assemblea dei soci. I costi per contratti di consulenza fittizi, che mascherano tale retribuzione, sono indeducibili, così come l'IVA su prestazioni derivanti da interposizione illecita di manodopera.
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Appalto genuino: i requisiti per la Cassazione
Una società si è vista contestare la deducibilità di costi e IVA per servizi di facchinaggio, riqualificati dall'Agenzia delle Entrate come somministrazione illecita di manodopera. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia, ha stabilito un principio di diritto fondamentale: per aversi un appalto genuino, specie nei settori 'labour intensive', devono coesistere l'assunzione del rischio d'impresa e l'effettiva organizzazione e direzione del personale da parte dell'appaltatore. La Corte ha inoltre ribadito l'indeducibilità dei compensi agli amministratori non formalmente deliberati dall'assemblea.
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Delibere condominiali nulle: la Cassazione decide
Una società costruttrice, esonerata dal pagamento delle spese condominiali per le unità invendute in base al regolamento, impugna una delibera che le addebita tali costi. La Corte di Cassazione, richiamando un principio delle Sezioni Unite, stabilisce che non si tratta di delibere condominiali nulle, bensì annullabili. La delibera, infatti, non mirava a modificare permanentemente i criteri di ripartizione, ma rappresentava una loro erronea applicazione al caso specifico. Di conseguenza, l'impugnazione, avvenuta oltre il termine di 30 giorni, è stata respinta come tardiva.
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Subappalto Lavori Pubblici: Chi Prova la Validità?
Una società ottiene un decreto ingiuntivo per lavori di manutenzione del verde, qualificati come subappalto lavori pubblici. La società appaltatrice si oppone, eccependo la nullità del contratto per mancanza di autorizzazione. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, stabilisce che l'onere di provare la validità del contratto (dimostrando il rispetto dei limiti di valore o il possesso dell'autorizzazione) spetta alla società subappaltatrice che agisce per il pagamento, non all'appaltatore che eccepisce la nullità.
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Licenziamento per rifiuto trasferimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20508/2024, ha confermato la legittimità del licenziamento di una dipendente che si era rifiutata di prendere servizio dopo un trasferimento. Il caso, caratterizzato da un complesso iter giudiziario, chiarisce che se una sentenza che ordina la riammissione in servizio viene annullata, anche gli atti successivi, come un trasferimento, perdono efficacia. Di conseguenza, il datore di lavoro è tenuto a riammettere il lavoratore nella sede originaria. L'ingiustificato rifiuto di accettare un successivo e legittimo trasferimento costituisce giusta causa di licenziamento.
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Controllo indiretto società pubblica: le regole
In un caso di somministrazione illecita di manodopera, la Cassazione ha stabilito che le regole sul reclutamento pubblico si applicano anche in caso di controllo indiretto società pubblica. La Corte ha chiarito che se un ente pubblico controlla una società che a sua volta ne controlla un'altra, anche quest'ultima è soggetta a specifici obblighi. La sentenza di merito è stata annullata con rinvio per accertare la presenza degli ulteriori requisiti di legge.
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Clausola di giurisdizione: rinvio alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato alle Sezioni Unite la decisione su una controversia relativa a una clausola di giurisdizione in un contratto di leasing nautico tra una società italiana e una banca francese. Il caso verte sulla validità della clausola che designa un foro francese esclusivo, contestata dalla società italiana per vizi di forma e consenso. La Corte d'Appello aveva confermato la giurisdizione francese, ma la questione, per sua natura, è stata ritenuta di competenza delle Sezioni Unite.
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Consegna Aliud Pro Alio: la Cassazione chiarisce
Un'azienda edile ha contestato una fornitura di pedane in legno, ritenendole inadatte all'uso pattuito e invocando la cosiddetta consegna aliud pro alio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: se il bene consegnato appartiene allo stesso genere di quello ordinato, anche se di qualità inferiore o con caratteristiche diverse, si tratta di un vizio e non di una consegna di 'qualcosa per qualcos'altro'. L'ordinanza chiarisce che per la risoluzione generale del contratto è necessaria una diversità radicale del bene, non solo qualitativa. La Corte ha inoltre confermato che le fatture accompagnatorie, se firmate dal destinatario, costituiscono piena prova del contratto.
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Indipendenza attestatore: stop a incarichi pregressi
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indipendenza dell'attestatore in un concordato preventivo è un requisito inderogabile. Anche una singola prestazione professionale retribuita, svolta per il debitore nei cinque anni precedenti, fa venir meno tale requisito, invalidando la relazione e compromettendo la procedura, indipendentemente dalla natura occasionale dell'incarico.
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Opposizione del debitore: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opposizione del debitore a un pignoramento è inammissibile se si fonda sull'affermazione che i beni appartengono a un terzo. In un caso riguardante la cointestazione di prodotti postali tra madre e figlio, la Corte ha annullato la sentenza d'appello, chiarendo che solo il terzo proprietario può agire in giudizio per tutelare i propri diritti. Il debitore, infatti, manca di legittimazione ad agire per difendere un diritto altrui.
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Onere della prova: vendita senza prezzo e decreto
La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sull'onere della prova nell'opposizione a decreto ingiuntivo. In un caso riguardante la vendita di un cavallo, la Corte d'Appello aveva accertato che il contratto era a titolo gratuito, ma non aveva revocato il decreto ingiuntivo per il pagamento del prezzo. La Cassazione ha corretto questo errore, stabilendo che se il creditore non dimostra il suo diritto al pagamento, perché la vendita è risultata senza corrispettivo, il decreto deve essere revocato. L'onere della prova del credito spetta sempre a chi agisce per il pagamento.
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Prova contratto assicurativo: la Cassazione decide
Una compagnia assicurativa ha negato la copertura a diverse imprese agricole, sostenendo l'inesistenza di un contratto valido. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prova contratto assicurativo può essere fornita tramite documenti interni della compagnia, come tabulati e dati informatici, anche in assenza di una polizza formale emessa prima del sinistro. La Corte ha sottolineato che tali documenti costituiscono una valida prova scritta.
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Assegno posdatato: quando è promessa di pagamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19186/2024, ha stabilito che un assegno posdatato, sebbene emesso nell'ambito di un patto di garanzia nullo, conserva la sua validità come promessa di pagamento ai sensi dell'art. 1988 c.c. Questo comporta un'inversione dell'onere della prova: spetta al debitore che ha emesso il titolo dimostrare l'inesistenza del debito sottostante, e non al creditore provarne l'esistenza. Nel caso di specie, un socio di una società aveva emesso assegni personali per garantire un debito commerciale della società stessa. La Corte ha rigettato il ricorso del socio, confermando che, non avendo egli fornito prova contraria, gli assegni costituivano un valido titolo per la richiesta di pagamento.
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Divieto di licenziamento: quando è nullo in appalto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19185/2024, ha stabilito che il divieto di licenziamento introdotto durante la pandemia COVID-19 si applica anche nei casi di cambio appalto. Se il lavoratore rifiuta legittimamente l'assunzione da parte della nuova impresa a causa di condizioni contrattuali peggiorative, il licenziamento intimato dall'azienda uscente è nullo. La Corte ha chiarito che l'eccezione alla norma emergenziale richiede un'effettiva riassunzione e non una semplice proposta di lavoro, tutelando così il lavoratore da un peggioramento del trattamento economico e normativo.
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Nullità contratto locazione: l’appello inammissibile
Un inquilino ricorre in Cassazione sostenendo la nullità del contratto di locazione per inesistenza dell'immobile. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per motivi procedurali, evidenziando come le eccezioni debbano essere sollevate correttamente nei gradi di merito e il ricorso debba rispettare il principio di specificità.
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Ricorso inammissibile mutuo: motivi e Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due mutuatari contro una decisione relativa a un contratto di mutuo. L'analisi del caso si concentra sulla distinzione tra questioni di diritto e di fatto, ribadendo che la valutazione delle prove, come il piano di ammortamento o l'applicazione di tassi usurari, spetta al giudice di merito. Il ricorso inammissibile mutuo conferma che la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Contratto preliminare multiproprietà: requisiti validità
Una società acquirente impugnava un contratto preliminare di multiproprietà sostenendone la nullità per indeterminatezza dell'oggetto. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18878/2024, ha rigettato il ricorso, chiarendo che per un contratto preliminare multiproprietà tra imprese non si applicano le tutele del consumatore. La validità dell'oggetto è garantita se, pur non essendo esplicitata la quota millesimale, essa è chiaramente determinabile dagli elementi presenti nel contratto, come l'indicazione delle suite e dei periodi di godimento.
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Contratto preliminare nullo: quando il prezzo è vago
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto preliminare di compravendita immobiliare a causa di una clausola sul prezzo ritenuta indeterminata. La clausola legava il prezzo alla futura cubatura edificabile, non definita al momento della stipula. La Corte ha stabilito che un contratto preliminare nullo non può essere risolto per inadempimento e ha respinto la tesi della malafede dei venditori, poiché la clausola era stata concordata da entrambe le parti.
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