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Art. 140 Codice di Procedura Civile

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1203 provvedimenti

Vizio di ultrapetizione: quando il giudice decide oltre
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito per vizio di ultrapetizione. Un contribuente aveva impugnato una cartella di pagamento eccependo la mancata notifica dell'atto di accertamento prodromico. Il giudice d'appello, però, aveva annullato l'atto per un presunto vizio di notifica della cartella stessa, motivo mai sollevato dal contribuente. La Suprema Corte ha cassato la decisione, riaffermando che il giudice deve pronunciarsi solo sulle domande proposte dalle parti, e ha rinviato la causa al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
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Definizione agevolata tributi: estinzione del giudizio
La Cassazione dichiara estinto un giudizio per dazi e IVA su importazioni grazie alla definizione agevolata tributi. La società importatrice ha pagato i tributi e aderito alla sanatoria per le sanzioni, estendendo i benefici anche alla società spedizioniera coobbligata, chiudendo così l'intera controversia.
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Notifica nulla: le ricerche sono obbligatorie
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18749/2024, ha stabilito che una notifica è nulla se, prima di dichiarare il destinatario 'irreperibile', non vengono effettuate e documentate ricerche approfondite. Nel caso specifico, un contribuente ha impugnato una pretesa fiscale sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella originaria. La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo invalida la notifica basata su un generico 'indirizzo insufficiente' senza prove di ulteriori indagini, annullando la decisione precedente e rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Notifica nulla: quando l’atto è invalido
Un contribuente riceve un'intimazione di pagamento e la contesta sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella di pagamento originale. La Corte di Cassazione ha confermato che se la notifica della cartella è una notifica nulla, l'atto è invalido. In questo caso, era stata erroneamente usata la procedura per "irreperibili assoluti" quando l'indirizzo del contribuente era noto all'ente. Di conseguenza, il contribuente ha potuto validamente contestare i vizi della cartella originaria solo dopo aver ricevuto l'intimazione successiva.
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Responsabilità agente riscossione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che non sussiste la responsabilità dell'agente riscossione per i danni derivanti da un'esecuzione forzata basata su una notifica eseguita secondo le norme vigenti all'epoca dei fatti (2005), anche se tali norme sono state successivamente dichiarate incostituzionali. La Corte ha chiarito che la colpa non può essere attribuita retroattivamente a chi ha agito in conformità con l'ordinamento giuridico allora esistente. Di conseguenza, ha cassato la sentenza d'appello che aveva condannato l'agente al risarcimento, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Presunzione legale: prelievi e versamenti bancari
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18475/2024, ha chiarito l'applicazione della presunzione legale sui movimenti bancari ingiustificati per gli imprenditori. Nel caso esaminato, un avviso di accertamento per IRPEF e IRAP, basato su indagini bancarie, era stato annullato in appello. La Suprema Corte ha cassato la decisione, riaffermando che per un imprenditore, sia i versamenti che i prelevamenti non giustificati si presumono ricavi non dichiarati, a differenza di quanto stabilito per i lavoratori autonomi. La notifica dell'avviso è stata inoltre ritenuta tempestiva grazie al principio della scissione temporale.
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Avvocato libero foro per ADER: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione perché rappresentata da un avvocato del libero foro senza una specifica e motivata delibera. La Corte ha stabilito che la nomina di un legale privato è un'eccezione alla regola del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato e la sua mancanza rende nulla la procura, invalidando l'atto processuale.
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Notifica avviso accertamento: quando è valida?
Una società impugnava una cartella di pagamento sostenendo la mancata notifica dell'avviso di accertamento prodromico. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la notifica dell'avviso di accertamento effettuata presso la vecchia sede legale a mezzo posta, perfezionatasi per compiuta giacenza, è valida se il cambio di sede non è ancora efficace ai fini fiscali. La mancata impugnazione tempestiva dell'atto preclude ogni successiva contestazione.
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Notifica art. 140 c.p.c.: quando è valida?
Una contribuente ha impugnato una cartella esattoriale sostenendo di non averla mai ricevuta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per una valida notifica art. 140 c.p.c. in caso di assenza temporanea, è sufficiente che l'ente impositore produca in giudizio l'avviso di ricevimento della raccomandata informativa (CAD), anche se non firmato dal destinatario. Tale produzione dimostra che l'atto è entrato nella sfera di conoscibilità del contribuente, perfezionando la notifica.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18001/2024, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda su una nuova legge (ius superveniens) che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio, non dimostrati nel caso di specie. La Corte ha inoltre escluso la formazione di un giudicato implicito sulla questione dell'ammissibilità.
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Impugnazione delibera: la prova della notifica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17984/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di impugnazione di delibera condominiale. In caso di contestazione, spetta al condominio, in qualità di mittente, fornire la prova certa dell'avvenuta consegna della raccomandata contenente il verbale al condomino assente. La semplice tracciatura online che riporta una dicitura ambigua non è sufficiente a far scattare la presunzione di conoscenza e, di conseguenza, il termine per l'impugnazione. La Corte ha accolto il ricorso di un condomino, cassando la decisione di merito che aveva ritenuto tardiva la sua opposizione basandosi su una prova di notifica inadeguata.
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Interesse ad agire: impugnazione estratto di ruolo
Un contribuente impugna una cartella di pagamento scoperta tramite estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17906/2024, dichiara l'azione inammissibile per carenza di interesse ad agire. Viene stabilito che non basta la mera conoscenza del debito, ma è necessario dimostrare un pregiudizio concreto e attuale per poter agire in giudizio, in linea con la nuova normativa e la giurisprudenza delle Sezioni Unite.
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Improcedibilità del ricorso: cosa succede in Cassazione
Una debitrice ha presentato ricorso per Cassazione contro una sentenza che aveva respinto la sua opposizione a un'esecuzione forzata. La Corte Suprema ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso poiché la ricorrente non ha depositato la relata di notificazione della sentenza impugnata, un adempimento formale indispensabile per dimostrare la tempestività dell'appello. La decisione sottolinea l'importanza cruciale delle formalità procedurali nelle impugnazioni.
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Notifica cartella pagamento: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato un avviso di intimazione sostenendo di non aver mai ricevuto la prodromica cartella di pagamento. La Cassazione, con l'ordinanza n. 16407/2024, ha confermato la nullità della notifica della cartella. La Corte ha stabilito che la pronuncia di incostituzionalità che ha modificato le regole sulla notifica cartella pagamento in caso di irreperibilità relativa del destinatario ha effetto retroattivo sui rapporti non ancora esauriti. Pertanto, la notifica effettuata senza l'invio della raccomandata informativa prevista dall'art. 140 c.p.c. è nulla, anche se avvenuta prima della sentenza della Corte Costituzionale.
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Notifica cartella esattoriale: effetti retroattivi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un agente della riscossione, confermando la nullità di una cartella esattoriale. La controversia verteva sulla validità della notifica cartella esattoriale, eseguita prima di una sentenza della Corte Costituzionale che ne ha modificato le modalità. La Cassazione ha stabilito che la pronuncia di incostituzionalità ha efficacia retroattiva e si applica a tutti i rapporti non ancora 'esauriti', come nel caso di specie, dove la validità della notifica era ancora oggetto di contenzioso. Pertanto, la notifica, eseguita senza l'invio della raccomandata informativa, è stata ritenuta nulla.
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Notifica nulla: la Consulta ha effetto retroattivo
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della notifica di una cartella esattoriale. Una contribuente aveva impugnato l'atto, di cui era venuta a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo, sostenendo di non averlo mai ricevuto. La Corte ha stabilito che la procedura di notifica era viziata, applicando retroattivamente una sentenza della Corte Costituzionale (n. 258/2012) che impone l'invio di una raccomandata informativa. Poiché la contribuente aveva impugnato l'atto, il rapporto giuridico non era "esaurito" e doveva essere giudicato secondo i principi costituzionali sopravvenuti, rendendo la notifica nulla.
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Notifica cartella esattoriale: la Cassazione decide
Una contribuente ha impugnato una cartella esattoriale di cui è venuta a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo, sostenendo di non averla mai ricevuta. L'agente di riscossione difendeva la validità della notifica, effettuata secondo le norme vigenti all'epoca, che non prevedevano l'invio di una raccomandata informativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'agente, confermando la nullità della notifica. Ha stabilito che una successiva sentenza della Corte Costituzionale, che ha reso obbligatoria la raccomandata per la notifica cartella esattoriale in caso di irreperibilità relativa, si applica retroattivamente a tutti i rapporti non ancora 'esauriti', come nel caso di specie dove la validità dell'atto era ancora in discussione in giudizio.
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Opposizione di terzo: le prove per la proprietà
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva subito il pignoramento di beni di sua proprietà, situati presso la sede di un'altra azienda debitrice. La Corte ha confermato che nell'opposizione di terzo all'esecuzione esattoriale, la prova della proprietà dei beni pignorati è soggetta a rigide limitazioni: non bastano le scritture contabili, ma è necessario un atto pubblico, una scrittura privata autenticata o una sentenza passata in giudicato con data certa anteriore all'anno del tributo. Questa interpretazione consolidata costituisce 'diritto vivente' e non può essere modificata in assenza di valide ragioni.
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Domicilio fiscale: obbligo di comunicazione per società
Un'associazione professionale ha omesso di comunicare all'Agenzia delle Entrate le variazioni della propria sede legale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15883/2024, ha stabilito che la notifica degli atti fiscali effettuata presso il vecchio indirizzo, risultante come domicilio fiscale ufficiale, è pienamente valida. La sentenza ribadisce che l'onere di comunicazione ricade sul contribuente e l'eventuale conoscenza di fatto del nuovo indirizzo da parte dell'Ufficio non invalida la procedura di notifica al domicilio fiscale registrato.
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Notifica irreperibilità assoluta: quando è nulla?
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una notifica di atti fiscali a un contribuente. La decisione si fonda sull'insufficienza delle ricerche effettuate dal messo notificatore per rintracciare il destinatario. Secondo la Corte, annotazioni generiche come 'civico sconosciuto' non bastano a giustificare una notifica per irreperibilità assoluta, che richiede un'indagine più approfondita e documentata sulla residenza del contribuente.
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