La Corte di Cassazione ha stabilito che la contraffazione di un documento d'identità di uno Stato estero costituisce reato in Italia. Il caso riguardava un cittadino albanese condannato per aver falsificato la propria carta d'identità, pur riportando i suoi dati reali. La Corte ha rigettato la tesi del 'falso innocuo', affermando che il reato lede la fede pubblica, in quanto il documento viene falsamente attribuito a un'autorità competente. La sentenza è stata però annullata con rinvio limitatamente alla recidiva, per difetto di motivazione sulla maggiore pericolosità del reo.
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