La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23850/2025, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per costi indeducibili. La Corte ha ribadito che, in caso di operazioni oggettivamente inesistenti, l'onere della prova si sposta sul contribuente qualora l'Amministrazione Finanziaria fornisca elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti. È stato inoltre chiarito che la motivazione dell'atto impositivo non deve essere contraddittoria e che l'omessa risposta a tutte le deduzioni del contribuente in fase pre-contenziosa non ne determina automaticamente la nullità.
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