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Art. 1399 Codice Civile

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125 provvedimenti

Esigibilità del credito: appalti e perizia di variante
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un consorzio edile, confermando che l'esigibilità del credito per lavori extra-contratto sorge solo con l'approvazione formale della perizia di variante da parte della stazione appaltante, e non al momento della loro esecuzione. La domanda di pagamento, presentata prima di tale approvazione, è stata ritenuta prematura. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili altri motivi del ricorso per carenza di specificità e mancato rispetto dell'onere della prova.
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Spendita del nome: quando il contratto vincola l’azienda
Una ditta di arredamento si vede negare il pagamento da una società cliente poiché il contratto era stato firmato dal legale rappresentante a titolo personale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che in assenza di obblighi di forma, la spendita del nome può essere desunta dal comportamento complessivo delle parti, come i pagamenti effettuati dalla società e la destinazione dei beni alla sua sede, vincolando così l'azienda al contratto.
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Contratto preliminare: validità e requisiti
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene su un complesso caso immobiliare, chiarendo i requisiti di validità del contratto preliminare. La vicenda riguarda alcuni consorzi che avevano agito contro una società immobiliare per ottenere il trasferimento di proprietà di lotti di terreno. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulli gli accordi per indeterminatezza dell'oggetto. La Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che per la validità del preliminare è sufficiente che l'oggetto sia determinabile, anche tramite rinvio a elementi esterni (per relationem), distinguendo nettamente tali requisiti da quelli, più stringenti, necessari per ottenere una sentenza di esecuzione in forma specifica ai sensi dell'art. 2932 c.c. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Opzione sistema contributivo: la forma è essenziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opzione per il sistema contributivo integrale deve essere esercitata dal lavoratore con una dichiarazione scritta e inviata direttamente all'Ente previdenziale. Una semplice comunicazione verbale al datore di lavoro, anche se seguita dalla corretta compilazione dei flussi UniEmens, non è sufficiente e non produce effetti. Di conseguenza, il datore di lavoro che applica il massimale contributivo senza una valida opzione commette un'illegittima autoriduzione del carico contributivo ed è tenuto a versare le differenze.
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Canoni demaniali: la Cassazione sui conguagli
Una associazione sportiva ha contestato la richiesta di pagamento di un conguaglio sui canoni demaniali per il periodo 1989-2000, sostenendo il diritto a riduzioni e l'applicabilità di un condono. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che la definitività dei canoni versati non sana gli usi non conformi della concessione, come l'ormeggio di imbarcazioni private. Inoltre, ha chiarito che il condono previsto dalla legge non si applica alle sanzioni per occupazione abusiva ma solo alle controversie sui criteri di calcolo dei canoni.
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