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Art. 1363 Codice Civile — Anno 2025

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659 provvedimenti

Altri anni per Art. 1363 Codice Civile

Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità, anche variabili, intrinsecamente connesse alle mansioni svolte, come l'indennità di utilizzo professionale e quella di assenza dalla residenza per un macchinista. Accogliendo il ricorso di un lavoratore contro un'azienda di trasporti, la Corte ha affermato che una paga ridotta durante le ferie costituisce un deterrente illegittimo all'esercizio di tale diritto, in linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. La sentenza d'appello, che aveva escluso tali voci, è stata annullata con rinvio.
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Contratto autonomo di garanzia: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di diritto bancario, analizzando due ricorsi collegati. La controversia riguardava la natura di un contratto autonomo di garanzia, l'efficacia di un piano di rientro per sanare la mancanza di forma scritta delle clausole sugli interessi e l'omessa pronuncia su un appello incidentale relativo al criterio del "saldo zero". La Corte ha accolto parzialmente il primo ricorso, stabilendo che una mera ricognizione di debito non può sostituire la forma scritta richiesta per i tassi d'interesse e ha censurato la corte d'appello per un errore procedurale. Il secondo ricorso è stato dichiarato inammissibile. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio.
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Retribuzione di risultato: quando è dovuta ai medici?
Un gruppo di medici specialisti ha citato in giudizio la propria Azienda Sanitaria per ottenere il pagamento dell'indennità di risultato per gli anni 2015 e 2016. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza stabilisce che, per avere diritto alla retribuzione di risultato legata a specifici obiettivi, non è sufficiente il loro raggiungimento, ma sono necessari due elementi fondamentali previsti dall'Accordo Collettivo Nazionale: la stipula di un apposito Accordo Attuativo Aziendale che definisca tali obiettivi e la costituzione di un fondo specifico per la loro remunerazione. In assenza di questi presupposti formali, il diritto al compenso non sorge.
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Contratto d’opera professionale: limiti di spesa
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso relativo al compenso per un contratto d'opera professionale stipulato tra un Comune e un architetto. L'ente pubblico contestava la richiesta di un saldo superiore all'importo inizialmente preventivato. La Corte ha dichiarato il ricorso del Comune inammissibile per motivi procedurali, in particolare per la violazione del principio di autosufficienza, senza entrare nel merito della questione sulla validità della spesa eccedente la copertura finanziaria.
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Prova del credito e motivazione contraddittoria
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione al passivo di un fallimento per tre diverse tipologie di crediti. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, annullando la decisione del Tribunale su uno dei crediti per motivazione contraddittoria. Il giudice di merito, pur riconoscendo la prova di erogazioni parziali, aveva concluso per la mancata prova del credito nella sua interezza. La Suprema Corte ha sottolineato come questo vizio logico renda nulla la decisione, rinviando il caso per un nuovo esame sulla specifica questione della prova del credito.
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Valore doganale e royalties: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per l'utilizzo di un marchio su merci importate devono essere incluse nel calcolo del valore doganale se rappresentano una 'condizione di vendita'. Ciò si verifica quando il titolare del marchio esercita un controllo significativo sul produttore dei beni. L'ordinanza chiarisce anche che lo spedizioniere, in qualità di rappresentante indiretto, ha un dovere di diligenza professionale che va oltre la mera verifica formale dei documenti, potendo essere ritenuto corresponsabile per il mancato versamento dei dazi corretti. La Corte ha cassato la decisione precedente che aveva escluso tale responsabilità, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Licenziamento per giusta causa: ricorso inammissibile
Una dirigente impugna il proprio licenziamento per giusta causa, motivato da gravi negligenze nella gestione finanziaria. Dopo la conferma della legittimità del licenziamento sia in primo grado che in appello, la lavoratrice ricorre in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che non può riesaminare i fatti quando le due sentenze precedenti sono conformi ('doppia conforme') e il ricorso si limita a proporre una diversa valutazione delle prove.
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Trasferimento d’azienda: sì all’art. 2112 c.c. nel TPL
Un ex dipendente di una società di trasporti fallita ha rivendicato il diritto alla continuità del rapporto di lavoro con la società subentrante. La Corte di Cassazione ha stabilito che si configura un trasferimento d'azienda, con applicazione dell'art. 2112 c.c., anche quando tra la vecchia e la nuova gestione privata si inserisce una gestione governativa temporanea, definita 'ponte', finalizzata a garantire la continuità del servizio pubblico. La sentenza chiarisce che tale gestione intermedia non interrompe la sequenza del trasferimento, tutelando i diritti dei lavoratori.
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Indennità agente unico: quando è dovuta anche se soppressa
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità agente unico spetta al lavoratore anche se formalmente soppressa, qualora le mansioni che la giustificavano, come la vendita di biglietti, continuino a essere svolte in modo continuativo e non meramente occasionale. La sentenza sottolinea che la continuità della prestazione lavorativa prevale sulla soppressione formale del compenso, garantendo l'irriducibilità della retribuzione.
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Indennità agente unico: spetta se le mansioni continuano
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore del settore trasporti a percepire un'indennità agente unico, anche dopo la sua formale soppressione normativa. La decisione si fonda sulla constatazione che il dipendente ha continuato a svolgere in modo continuativo le mansioni accessorie di vendita e controllo biglietti, considerate non rientranti nelle attività ordinarie da svolgersi solo occasionalmente. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro, data l'assenza di un regime di piena stabilità reale.
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Indennità agente unico: diritto anche se soppressa
La Cassazione conferma il diritto di un dipendente del settore trasporti a percepire l'indennità agente unico, anche dopo la sua formale soppressione, poiché le mansioni accessorie di vendita biglietti continuavano ad essere svolte. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, stabilendo che la continuità della prestazione giustifica la conservazione del trattamento economico equivalente, in applicazione del principio di irriducibilità della retribuzione.
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Comunicazione preventiva CIGS: obbligo anche per piloti
Un pilota in Cassa Integrazione ha perso il sussidio per non aver comunicato l'inizio di un nuovo lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato che la comunicazione preventiva CIGS è obbligatoria, anche se il nuovo impiego prevede un periodo di addestramento. L'eccezione del "periodo neutro" si applica solo se l'attività è esclusivamente finalizzata al mantenimento delle licenze, circostanza non provata nel caso di specie.
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Retribuzione per ferie: quali voci includere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13044/2025, ha stabilito che le indennità perequativa e compensativa, essendo intrinsecamente legate alle mansioni svolte, devono essere incluse nel calcolo della retribuzione per ferie. La decisione si fonda sul principio eurounitario secondo cui la retribuzione durante le ferie deve essere tale da non dissuadere il lavoratore dal godere del proprio diritto al riposo. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando le sentenze di merito che davano ragione ai dipendenti.
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Superminimo assorbibile: quando non può essere toccato
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'azienda di logistica non poteva assorbire il 'superminimo assorbibile' concesso ai dipendenti al momento del loro passaggio di livello automatico. La clausola contrattuale prevedeva l'assorbimento solo in caso di aumenti dei minimi tabellari previsti dal CCNL, e non per progressioni di carriera. La Corte ha quindi confermato il diritto dei lavoratori a mantenere il superminimo, sottolineando la necessità di un'interpretazione letterale e restrittiva delle clausole di assorbimento.
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Accordo transattivo: chi paga i contributi del datore?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un accordo transattivo, la dicitura 'somma lorda' si riferisce all'importo al lordo delle sole trattenute fiscali e previdenziali a carico del lavoratore. I contributi a carico del datore di lavoro rimangono un suo onere, a meno che non sia esplicitamente pattuito il contrario. Il caso riguardava un'opposizione a precetto in cui un'università aveva detratto anche la quota contributiva datoriale dalla somma pattuita con una dipendente in sede di conciliazione, pratica ritenuta illegittima dalla Corte.
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Inquadramento lavorativo: Cassazione su CCNL e mansioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13040/2025, ha confermato il diritto a un inquadramento lavorativo superiore per i lavoratori di magazzino che utilizzano strumenti tecnologici. La Corte ha stabilito che l'uso di scanner e palmari richiede 'normali conoscenze e adeguate capacità tecnico-pratiche', proprie del 5° livello del CCNL Commercio, e non semplici 'conoscenze pratiche' del 6° livello. La decisione si fonda anche sul principio di non contestazione, poiché l'azienda non aveva specificamente negato le mansioni descritte dai lavoratori.
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Valore in dogana: quando includere le royalties
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate da una società importatrice al titolare di un marchio devono essere incluse nel valore in dogana delle merci. Ciò avviene quando il licenziante, anche se non è il venditore diretto, esercita un controllo di fatto sull'attività dell'importatore che va oltre la mera verifica di qualità. La Corte ha chiarito che tale controllo, che può riguardare la produzione, la logistica o la distribuzione, rende il pagamento delle royalties una "condizione della vendita", giustificandone l'inclusione nella base imponibile per i dazi.
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Estinzione del giudizio: la guida alla rinuncia in Cassazione
Una società ha proposto ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello. Le controparti, due istituti bancari, hanno risposto con controricorsi e ricorsi incidentali. Successivamente, tutte le parti hanno reciprocamente rinunciato ai propri atti e hanno accettato le rinunce altrui, chiedendo l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che la rinuncia in Cassazione è efficace di per sé, ma l'accettazione è cruciale per la gestione delle spese processuali.
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Improcedibilità ricorso: deposito tardivo in Cassazione
Un'azienda di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza favorevole a un suo dipendente in materia di inquadramento professionale. Tuttavia, la Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per tardivo deposito, poiché l'atto è stato depositato oltre il termine perentorio di 20 giorni dalla notifica. La decisione sottolinea la rigidità dei termini processuali e l'impossibilità per il giudice di esaminare il merito della questione in caso di tale violazione procedurale.
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Inquadramento superiore: onere della prova in Cassazione
Un tecnico del settore telecomunicazioni ha richiesto il riconoscimento dell'inquadramento superiore, sostenendo di svolgere mansioni complesse e autonome. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile, non per il merito della questione, ma per un vizio formale: il ricorrente non ha depositato il testo integrale del contratto collettivo di riferimento, violando l'onere di specificità. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto delle regole processuali nei ricorsi, specialmente quando si discute l'interpretazione di contratti collettivi per l'inquadramento superiore.
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