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Art. 1350 Codice Civile — Anno 2024

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126 provvedimenti

Altri anni per Art. 1350 Codice Civile

Competenza territoriale: clausola nel codice di rete
Una società del settore energetico ha citato in giudizio un distributore di gas per abuso di dipendenza economica. Il distributore ha eccepito l'incompetenza del tribunale adito, indicando come foro esclusivo quello della propria sede, come previsto nel suo "codice di rete". La Corte di Cassazione ha stabilito che una clausola che deroga alla normale competenza territoriale è inefficace se non contenuta in un contratto scritto e specificamente approvata per iscritto dalla controparte, anche nei settori monopolistici. La Corte ha quindi affermato la competenza del tribunale originariamente scelto dall'attrice.
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Qualificazione del contratto: nullo l’impegno di cedere
Un fratello cita in giudizio la sorella per ottenere il trasferimento del 50% della nuda proprietà di un immobile, basandosi su un accordo privato. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, rigetta la domanda. L'ordinanza chiarisce che la corretta qualificazione del contratto è cruciale: l'accordo non era una transazione, mancando una lite da comporre (res litigiosa), né una valida donazione, essendo privo della forma solenne richiesta per legge. Di conseguenza, l'impegno a trasferire l'immobile è stato dichiarato nullo.
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Scrittura privata: validità e prescrizione del credito
La Corte di Cassazione analizza la validità di una scrittura privata che stabilisce un pagamento annuale tra ex coniugi. Il caso affronta tre questioni chiave: la possibilità di verificare una firma su una fotocopia quando l'originale è depositato presso un ente pubblico, la corretta qualificazione giuridica dell'accordo (non una donazione ma una promessa di pagamento per regolare rapporti pregressi) e l'applicazione della prescrizione quinquennale ai singoli ratei di pagamento. La Corte ha stabilito che la perizia è valida se condotta sull'originale depositato e che l'accordo non necessita di atto pubblico. Ha però accolto il motivo sulla prescrizione, chiarendo che i ratei scaduti da oltre cinque anni non sono più esigibili.
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Rinnovazione tacita e PA: no al contratto di fatto
La Corte di Cassazione ha stabilito che non può esserci rinnovazione tacita di un contratto di concessione di un immobile se, alla data di scadenza, il concedente era una Pubblica Amministrazione. Il caso riguardava un ex dipendente che, dopo la scadenza del contratto per un alloggio di servizio nel 1992, aveva continuato a occupare l'immobile per decenni. La Corte ha chiarito che la necessità della forma scritta per i contratti della P.A. impedisce la formazione di un nuovo rapporto per facta concludentia, anche se l'ente è stato successivamente privatizzato. L'occupazione, pertanto, è stata considerata senza titolo.
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Servitù di passaggio: i limiti della prova testimoniale
Una società costruttrice veniva citata in giudizio per aver ecceduto i limiti di una servitù di passaggio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31778/2024, ha rigettato i ricorsi, stabilendo un principio fondamentale: la prova testimoniale non può creare o modificare una servitù (che richiede un atto scritto), ma è ammissibile per chiarire le modalità pratiche con cui le parti originarie avevano concordato di esercitarla, soprattutto se l'atto costitutivo è generico. La decisione bilancia il rigore formale con le esigenze pratiche di esecuzione del diritto.
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Condono edilizio: la Cassazione e le istanze separate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi contro un ordine di demolizione. I ricorrenti avevano presentato istanze separate di condono edilizio per singole porzioni di un unico immobile abusivo, nel tentativo di eludere i limiti volumetrici previsti dalla legge. La Corte ha stabilito che tale pratica costituisce un'elusione fraudolenta e ha ribadito che la legittimazione a richiedere la sanatoria spetta solo a chi detiene un interesse giuridicamente qualificato sull'immobile, non un mero interesse di fatto.
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