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Art. 1335 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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34 provvedimenti

Altri anni per Art. 1335 Codice Civile

Disdetta contratto agrario: notifica all’erede
La Corte di Cassazione esamina un caso relativo alla validità della disdetta di un contratto agrario inviata all'indirizzo del conduttore originario, deceduto anni prima. A fronte delle doglianze degli eredi, che sostengono l'irritualità della comunicazione, la Corte ha ritenuto la questione di particolare importanza giuridica ('rilievo nomofilattico') e ha rinviato la decisione a una pubblica udienza, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Leasing immobiliare: diritti in caso di vizi
La Corte di Cassazione interviene su un caso di leasing immobiliare, stabilendo principi chiave sui diritti dell'utilizzatore. Una società aveva contestato il contratto per vizi dell'immobile (altezza inferiore e mancanza di agibilità) e per un canone basato su un valore di acquisto gonfiato. La Corte ha respinto le censure sul calcolo del canone, ma ha accolto quelle relative ai vizi, affermando che un giudice non può negare una consulenza tecnica e poi rigettare la domanda per mancanza di prova. Ha inoltre stabilito che la risoluzione del contratto per inadempimento non è automatica se questo è giustificato da vizi del bene.
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Copertura assicurativa: quando inizia davvero?
Un'azienda subisce un incendio dopo la data di decorrenza della polizza ma prima del pagamento del premio. La Corte di Cassazione nega l'indennizzo, stabilendo che la copertura assicurativa è sospesa fino al versamento del premio, come previsto dall'art. 1901 c.c. La semplice indicazione di una data retroattiva non costituisce una deroga a tale principio, che deve essere pattuita per iscritto in modo inequivocabile.
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Responsabilità da custodia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33147/2024, ha rigettato il ricorso dei proprietari di un appartamento ritenuti responsabili per danni da infiltrazioni all'immobile sottostante. La Corte ha confermato la loro responsabilità da custodia, chiarendo che l'accertamento della proprietà del tubo che ha causato la perdita è una valutazione di fatto insindacabile in sede di legittimità. Inoltre, ha stabilito che la mediazione non era obbligatoria per la domanda iniziale tra privati e che la successiva chiamata in causa del condominio non ha reso la domanda improcedibile.
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Efficacia probatoria estratti conto: la Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un debitore contro un decreto ingiuntivo. La sentenza chiarisce l'efficacia probatoria degli estratti conto, specificando che nel giudizio di opposizione il creditore può integrare le prove. Inoltre, per contestare validamente gli estratti conto, non è sufficiente un disconoscimento generico della fotocopia, ma è necessaria una contestazione specifica sulla veridicità delle singole operazioni registrate.
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Prova ricezione raccomandata: l’onere è del mittente
Una società garante si opponeva a un'ingiunzione di pagamento, sostenendo che il diritto del creditore fosse estinto per decorrenza dei termini. Il creditore affermava di aver inviato una raccomandata, ma senza produrre l'avviso di ricevimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di contestazione, la prova della ricezione della raccomandata spetta al mittente. La sola dimostrazione della spedizione non è sufficiente per attivare la presunzione di conoscenza. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Participatio fraudis: rapporto coniugale e presunzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una moglie che aveva acquistato un immobile dalla società del marito. La Corte ha confermato che il rapporto di coniugio costituisce una forte presunzione di 'participatio fraudis', ovvero della consapevolezza dell'acquirente di arrecare un danno ai creditori del venditore. È stato inoltre respinto un motivo procedurale relativo a una notifica via PEC, ritenuta valida nonostante il mancato recapito per un problema alla casella del destinatario.
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Disdetta contratto agrario: la presunzione di conoscenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla disdetta di un contratto agrario inviata agli eredi del conduttore originario. La comunicazione era stata recapitata presso l'ultimo domicilio del defunto e ritirata da una delle eredi non direttamente coinvolta nella conduzione del fondo. La Corte ha ritenuto la disdetta valida, applicando la presunzione di conoscenza ai sensi dell'art. 1335 c.c. Tale presunzione è stata rafforzata da una successiva lettera in cui gli eredi conduttori facevano esplicito riferimento alla disdetta ricevuta, dimostrando di esserne a conoscenza. Il ricorso degli eredi è stato rigettato anche per vizi procedurali, confermando la cessazione del contratto.
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Querela di falso: firma falsa su avviso ricevimento
La Corte di Cassazione ha confermato che la firma su un avviso di ricevimento di una raccomandata ha valore di atto pubblico. Pertanto, per contestarne l'autenticità è necessario avviare una querela di falso. Nel caso specifico, un contribuente ha disconosciuto la firma su una notifica di accertamento fiscale. La consulenza tecnica ha confermato la falsità della firma, portando all'annullamento dell'atto. La Corte ha ribadito che il fornitore del servizio postale è responsabile per l'operato del suo agente, che agisce come pubblico ufficiale con l'obbligo di identificare il ricevente.
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Rifiuto riconsegna immobile: la Cassazione decide
Un locatore si rifiutava di accettare la restituzione di un immobile commerciale dopo il recesso del conduttore, adducendo danni alla proprietà. La Corte di Cassazione ha confermato che il rifiuto di riconsegna dell'immobile era illegittimo. Il locatore avrebbe dovuto accettare la riconsegna e agire separatamente per i danni, per i quali non aveva fornito prove adeguate. La sentenza stabilisce che il locatore non può usare il rifiuto per prolungare il rapporto contrattuale o richiedere ulteriori canoni.
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Onere della prova e busta incompleta: la Cassazione
Una società sportiva si è vista negare un finanziamento agevolato perché, secondo l'ente erogatore, la documentazione inviata l'ultimo giorno utile era incompleta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, chiarendo un punto fondamentale sull'onere della prova: se il destinatario ammette di aver ricevuto il plico ma ne contesta il contenuto parziale, spetta al mittente dimostrare di aver inviato tutti i documenti necessari. La presunzione di conoscenza non copre il contenuto della comunicazione, ma solo la sua ricezione.
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Risoluzione contratto di leasing: sorte del subaffitto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un subconduttore che occupava un immobile dopo la risoluzione del contratto di leasing principale. La Corte ha ribadito che il contratto di sublocazione è un rapporto derivato e la sua sorte dipende da quella del contratto principale. Pertanto, con la risoluzione contratto di leasing, anche il subaffitto cessa di avere efficacia, e il subconduttore è tenuto al rilascio dell'immobile, non potendo opporre il proprio titolo al concedente.
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Reticenza assicurato: quando perdi la copertura
Un dirigente amministrativo, citato per danno erariale, si è visto negare la copertura assicurativa. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la reticenza dell'assicurato su indagini a suo carico al momento della stipula del contratto fa perdere il diritto all'indennizzo. La sentenza chiarisce anche le regole procedurali per l'impugnazione in caso di domande alternative contro più parti.
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Notifica pignoramento: valida senza raccomandata?
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica pignoramento eseguita mediante consegna diretta del verbale a un dipendente della società debitrice presso la sua sede. L'opposizione presentata dalla società è stata dichiarata inammissibile perché tardiva, in quanto il termine decorreva dalla data di tale consegna. La Corte ha chiarito che, in base all'art. 145 c.p.c., questa modalità perfeziona la notifica senza la necessità di inviare una successiva raccomandata informativa, come invece sostenuto dalla ricorrente.
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