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Art. 1335 Codice Civile — Anno 2026

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73 provvedimenti

Altri anni per Art. 1335 Codice Civile

Notifica avviso addebito: validità senza CAD
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica avviso addebito effettuata direttamente dall'ente previdenziale tramite raccomandata postale è valida senza necessità di inviare la comunicazione di avvenuta notifica. Il perfezionamento avviene dopo dieci giorni di giacenza, applicando le norme del servizio postale ordinario.
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Notifica avviso di pagamento: quando è valida
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della notifica avviso di pagamento effettuata direttamente dall'Agenzia fiscale tramite servizio postale. Il caso riguardava un contribuente che contestava la ricezione dell'atto da parte di un soggetto terzo. I giudici hanno stabilito che, per le notifiche postali dirette, opera la presunzione di conoscenza ex art. 1335 c.c. e non è richiesto l'invio della comunicazione di avvenuta notifica (CAN), rigettando il ricorso e applicando sanzioni per lite temeraria.
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Notifica avviso di addebito: validità senza informativa
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena validità della notifica avviso di addebito eseguita direttamente dall'ente previdenziale tramite raccomandata postale. In caso di assenza temporanea del destinatario, non è necessaria la spedizione di una seconda raccomandata informativa (CAD), essendo sufficiente il deposito presso l'ufficio postale e il decorso dei dieci giorni di giacenza per il perfezionamento legale dell'atto.
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Notifica PEC PA: validità indirizzo non in INI-PEC
La Corte di Cassazione chiarisce che la Notifica PEC PA è valida anche se l'indirizzo del mittente non risulta dai pubblici registri come INI-PEC. Il caso riguarda una contribuente che ha impugnato un avviso di addebito sostenendo la nullità della notifica telematica. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'irregolarità formale del mittente non inficia l'atto se il destinatario ha comunque potuto difendersi e non vi è incertezza sulla provenienza del messaggio.
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Omessa pronuncia cartelle esattoriali e Cassazione
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento relative a più anni d'imposta. Il giudice di appello ha però emesso una decisione limitata a una sola annualità, ignorando le altre. La Suprema Corte ha ravvisato un'omessa pronuncia cartelle esattoriali, annullando la sentenza e rinviando la causa per un nuovo esame di tutti i titoli contestati.
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Notifica cartelle esattoriali: la prova del fisco
Un contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo basato su quarantadue atti, contestando la regolarità della notifica cartelle esattoriali, la prescrizione dei crediti e la carenza di motivazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la prova del perfezionamento della notifica è assolta con la produzione della relata o dell'avviso di ricevimento, senza necessità di esibire l'atto originale, e che il disconoscimento delle copie prodotte in giudizio deve essere sempre specifico e circostanziato.
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Notifica a familiare e prescrizione: la Cassazione
Una professionista ha impugnato una richiesta di pagamento per contributi previdenziali, sostenendo che il diritto fosse prescritto. L'istituto previdenziale aveva interrotto la prescrizione tramite una raccomandata consegnata a un familiare presso la residenza della professionista. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica a familiare all'indirizzo corretto è un atto valido per interrompere la prescrizione. Si applica la presunzione di conoscenza, superabile solo con la prova rigorosa di non aver potuto, senza colpa, ricevere l'atto.
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Recesso contratto agenzia: fax valido come raccomandata?
Un agente impugna il recesso dal contratto di agenzia comunicato via fax anziché con la raccomandata prevista. La Cassazione chiarisce che se il contratto stabilisce solo il mezzo di comunicazione e non la forma dell'atto, il giudice può valutare l'equipollenza dei mezzi. Il fax con esito positivo è ritenuto valido, confermando il recesso del contratto di agenzia e negando l'indennità sostitutiva del preavviso. Negata anche l'indennità meritocratica per mancata prova dei vantaggi duraturi per la mandante.
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Prova della ricezione: la raccomandata fa fede?
La Cassazione chiarisce il valore della prova della ricezione di una raccomandata in una controversia di lavoro. Dei lavoratori, illegittimamente trasferiti, avevano inviato una formale messa in mora al datore di lavoro per ottenere le retribuzioni. La Corte d'Appello aveva respinto le loro domande per mancanza della prova certa della ricezione. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che il giudice di merito ha errato nell'ignorare gli avvisi di ricevimento prodotti in giudizio, che costituiscono prova decisiva del perfezionamento della comunicazione e della presunzione di conoscenza da parte del destinatario.
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Prescrizione Contributo SSN: 5 anni e prova notifica
Un ente previdenziale richiedeva il pagamento di un contributo per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) del 2007 con una cartella notificata nel 2009. Il contribuente si opponeva, eccependo la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando la prescrizione del contributo SSN in cinque anni e chiarendo un importante principio: per dimostrare l'interruzione della prescrizione, non basta produrre la ricevuta di ritorno di una raccomandata, ma è necessario depositare anche una copia del documento inviato.
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Prescrizione cartelle: Cassazione e i termini di 5 anni
Una contribuente ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria e diverse cartelle di pagamento per tasse e tributi vari. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, cassando la sentenza d'appello. Il motivo dell'accoglimento è la mancata analisi, da parte del giudice di merito, dell'eccezione sulla prescrizione delle cartelle di pagamento per ICI e tributi camerali, che è quinquennale. I motivi relativi ai vizi di notifica sono stati invece respinti.
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Notifica all’estero: la compiuta giacenza è valida?
Un contribuente residente all'estero ha impugnato un pignoramento, contestando la validità della notifica dell'atto di intimazione. La questione centrale riguarda l'applicabilità della compiuta giacenza in un Paese straniero la cui legge postale non la prevede. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione sul tema a una pubblica udienza, ritenendola di particolare rilevanza giuridica. In via preliminare, ha ordinato al ricorrente di integrare il contraddittorio nei confronti della banca pignorata, litisconsorte necessario non citato in giudizio.
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Domande assorbite: come riproporle in appello
Un condomino impugna una delibera assembleare. Il tribunale gli dà ragione per un vizio di notifica della convocazione. La Corte d'Appello ribalta la decisione. Il condomino ricorre in Cassazione, la quale stabilisce che la Corte d'Appello ha errato nel non esaminare le altre questioni di merito, le cosiddette 'domande assorbite', che erano state correttamente riproposte. La causa viene quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su tali punti.
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