Il Tribunale di Avellino, come giudice dell'esecuzione, ha convertito una pena detentiva di quattro mesi di arresto in una pena pecuniaria sostitutiva di 8.000 euro, calcolando un tasso di 75 euro al giorno. Il Condannato ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando che il giudice ha applicato questa tariffa senza alcuna motivazione concreta, ignorando il suo reddito annuo di soli 6.500 euro documentato dall'ISEE. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice deve determinare il valore giornaliero della sanzione (tra 5 e 2.500 euro) valutando e motivando specificamente le reali condizioni economiche e familiari del soggetto, come previsto dalla riforma Cartabia. L'ordinanza è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo motivato.
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