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Art. 1327 Codice Civile

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89 provvedimenti

Forma scritta contratti PA: la Cassazione decide
Una società fornitrice di dispositivi medici ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per interessi di mora. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo nullo il contratto per difetto della forma scritta contratti PA prevista dal Codice Appalti del 2006. La Cassazione ha annullato la decisione, rilevando che il giudice avrebbe dovuto prima verificare la data dei contratti: se anteriori al 2006, si sarebbe dovuta applicare una normativa precedente meno restrittiva. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Competenza per territorio: dove si fa causa per IP?
La Corte di Cassazione stabilisce la competenza per territorio in un caso di violazione di proprietà intellettuale. Un'emittente nazionale ha citato in giudizio una piattaforma satellitare per la trasmissione non autorizzata dei suoi programmi. La Suprema Corte ha chiarito che il foro competente non è quello della sede del danneggiato, ma quello in cui è avvenuto il primo atto illecito, ovvero la prima immissione del segnale. Di conseguenza, la competenza è stata attribuita al tribunale della città in cui ha sede la piattaforma satellitare, consolidando un principio chiave per le cause di questo tipo.
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Tariffa rifiuti: distinzione e validità legale
Una società di raccolta rifiuti ha contestato un'ingiunzione di pagamento per le tariffe di smaltimento, sostenendo che la tariffa stabilita dall'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) non fosse vincolante. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo la distinzione cruciale tra la tariffa rifiuti di conferimento (corrispettivo per un servizio, fissato dall'ATO) e la tariffa di igiene ambientale (TIA, un contributo di natura tributaria). La Corte ha confermato l'autorità dell'ATO nel fissare una tariffa di smaltimento vincolante per tutti gli utenti dell'impianto, indipendentemente dalla loro partecipazione all'accordo iniziale.
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Competenza territoriale: casa non è dipendenza aziendale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che l'abitazione di un dipendente che lavora da remoto non costituisce automaticamente una "dipendenza aziendale". Di conseguenza, per le controversie di lavoro, la competenza territoriale non può essere radicata nel luogo di residenza del lavoratore solo perché vi svolge la sua prestazione, ma si deve fare riferimento ai criteri ordinari come la sede dell'azienda o il luogo di stipula del contratto. La decisione chiarisce che per qualificare l'abitazione come dipendenza aziendale è necessario un collegamento funzionale significativo con l'organizzazione dell'impresa, non essendo sufficiente la mera disponibilità di strumenti come un computer.
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Imposta unica scommesse: no sanzioni per incertezza
Una società di scommesse estera ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2009. La Corte di Cassazione ha confermato la debenza del tributo, ma ha annullato le sanzioni applicate. La decisione si fonda sul principio dell'incertezza normativa oggettiva: prima della legge interpretativa del 2010, non era chiaro se i bookmaker esteri senza concessione italiana fossero soggetti passivi d'imposta, giustificando così la non applicazione delle sanzioni per quel periodo.
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Modifica contrattuale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di fornitura commerciale in cui le parti avevano prodotto due versioni diverse dello stesso contratto. La Corte ha confermato la validità della modifica contrattuale manoscritta basandosi sul comportamento successivo delle parti, come i pagamenti effettuati e l'accettazione della merce. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello per errata interpretazione di una clausola di esonero da responsabilità per ritardi, sottolineando che tale clausola non può coprire la colpa grave o il dolo del fornitore, e per omissione di pronuncia su una domanda di rimborso spese.
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Imposta unica scommesse: chi paga il conto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un operatore di scommesse estero, anche se privo di concessione italiana, è tenuto al pagamento dell'imposta unica scommesse per le giocate raccolte in Italia tramite i suoi intermediari. La Corte ha però annullato le sanzioni relative agli anni antecedenti al 2011, riconoscendo una condizione di oggettiva incertezza normativa che esclude la colpevolezza del contribuente per quel periodo.
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Contratti pubblica amministrazione: la forma scritta
Una società fornitrice ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per ottenere il pagamento di interessi su forniture. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la nullità dei rapporti contrattuali a causa della mancanza della forma scritta. La sentenza ribadisce che per i contratti pubblica amministrazione, la forma scritta è un requisito essenziale per la validità, anche quando l'ente agisce privatamente.
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Conclusione del contratto: l’ordine non firmato
Un negozio di abbigliamento ha citato in giudizio un fornitore per mancata consegna della merce. La Corte d'Appello ha stabilito che la conclusione del contratto non è mai avvenuta, poiché il modulo d'ordine inviato dal negozio, non essendo stato firmato per accettazione dal fornitore, costituiva una semplice proposta. Clausole come "salvo approvazione della casa" confermano la necessità di un'accettazione formale, escludendo che il silenzio potesse perfezionare l'accordo.
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