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Art. 1327 Codice Civile

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89 provvedimenti

Sanzioni tributarie soci: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21177/2024, ha stabilito un principio di diritto rivoluzionario in materia di sanzioni tributarie soci. Contrariamente al precedente orientamento, la Corte ha affermato che, a seguito dell'estinzione di una società di capitali, i soci rispondono delle sanzioni tributarie secondo quanto previsto dall'art. 2495 c.c., ovvero nei limiti di quanto riscosso in base al bilancio finale di liquidazione. Il caso riguardava un avviso di accertamento per imposta unica sulle scommesse notificato agli ex soci di una società cancellata. La Suprema Corte ha ritenuto che il principio di personalità della sanzione non impedisce la sua trasmissibilità ai soci, in quanto si tratta di un fenomeno successorio patrimoniale volto a tutelare i creditori, incluso l'Erario, da manovre elusive.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e bookmaker esteri
Una società di scommesse estera ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'annualità 2008. La società operava in Italia tramite centri di trasmissione dati senza possedere una concessione statale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano è soggetto passivo d'imposta, indipendentemente dalla sede legale o dal possesso di una concessione. La decisione si fonda su precedenti pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia dell'UE, le quali hanno escluso l'esistenza di discriminazioni a danno degli operatori stranieri.
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Contratto d’opera: competenza della Sezione Cassazione
Un caso di inadempimento di un contratto d'opera per lavori su un'imbarcazione giunge in Cassazione. La Corte, prima di esaminare il merito riguardante lo scioglimento del contratto e la prova dell'inadempimento, rileva una questione di procedura. Poiché la materia del contendere è il contratto d'opera, la causa viene trasferita dalla Terza alla Seconda Sezione Civile, competente per materia, disponendo un rinvio a nuovo ruolo. La decisione finale sul ricorso è quindi posticipata.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e bookmaker esteri
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'applicazione dell'Imposta unica sulle scommesse a un bookmaker estero operante in Italia senza concessione tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il presupposto impositivo si realizza sul territorio italiano, escludendo violazioni del diritto UE e confermando la solidarietà paritetica tra bookmaker e centro locale.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20111/2024, ha respinto il ricorso di un centro trasmissione dati (CTD) contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, confermando la legittimità dell'imposta unica scommesse per gli anni 2011 e 2012. La Corte ha stabilito che anche il CTD, operante per un bookmaker estero, è soggetto passivo del tributo in quanto la sua attività di raccolta e gestione delle giocate si qualifica come 'gestione' svolta sul territorio italiano. È stata inoltre esclusa qualsiasi violazione del diritto dell'Unione Europea o dei principi costituzionali.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
Due società di scommesse estere hanno contestato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'attività svolta in Italia nel 2007 tramite un agente locale. La Corte di Cassazione ha respinto il loro ricorso, stabilendo che i bookmaker stranieri, anche se privi di concessione italiana, sono soggetti passivi d'imposta per le scommesse raccolte sul territorio nazionale. La Corte ha precisato che la parziale incostituzionalità della norma sulla responsabilità solidale dell'agente locale per gli anni antecedenti al 2011 non elimina la responsabilità principale del bookmaker.
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Prova contratto assicurativo: la Cassazione decide
Una compagnia assicurativa ha negato la copertura a diverse imprese agricole, sostenendo l'inesistenza di un contratto valido. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prova contratto assicurativo può essere fornita tramite documenti interni della compagnia, come tabulati e dati informatici, anche in assenza di una polizza formale emessa prima del sinistro. La Corte ha sottolineato che tali documenti costituiscono una valida prova scritta.
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Domanda tardiva conto corrente: le regole processuali
La Corte di Cassazione affronta il caso di una domanda tardiva in una controversia su conto corrente bancario. Diverse società avevano citato in giudizio un istituto di credito per addebiti illegittimi. In un secondo momento, i loro garanti avevano avviato una causa separata, introducendo nuove contestazioni su operazioni di sconto e anticipo. La Corte ha stabilito che la domanda relativa a tali operazioni, essendo stata introdotta tardivamente nel primo giudizio, è inammissibile. La riunione dei due procedimenti non sana le preclusioni processuali già maturate, confermando il principio dell'autonomia dei giudizi riuniti e il rigore dei termini processuali.
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Contratto consulenza finanziaria: quando è valido?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15800/2024, ha stabilito che un contratto di consulenza finanziaria atipico non necessita di forma scritta per essere valido. Il caso riguardava una società che contestava il pagamento di un compenso a una società di consulenza, negando l'esistenza di un accordo formale. La Corte ha confermato che l'esistenza del contratto e il diritto al compenso possono essere provati attraverso altri elementi, come la prova testimoniale e clausole inserite in contratti collegati, distinguendo nettamente tale attività dalla mediazione creditizia, che invece richiede requisiti formali specifici.
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Imposta unica scommesse: obblighi per operatori esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando l'obbligo di versamento dell'imposta unica scommesse per l'attività di raccolta gioco effettuata in Italia tramite centri di trasmissione dati, anche in assenza di concessione statale. La Corte ha stabilito che tale imposizione non viola il diritto dell'Unione Europea e non costituisce una forma di discriminazione, basando la decisione sulla territorialità dell'attività e richiamando precedenti pronunce della Corte di Giustizia e della Corte Costituzionale. È stata inoltre confermata la natura di solidarietà paritetica tra il bookmaker estero e il gestore del centro raccolta scommesse.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua soggezione all'imposta unica sulle scommesse per gli anni 2011-2012. La sentenza stabilisce che la raccolta di gioco sul territorio italiano è sufficiente a radicare il presupposto territoriale dell'imposta e conferma la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il centro di trasmissione dati locale, ritenendo la normativa conforme al diritto dell'Unione Europea.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua responsabilità solidale con un centro trasmissione dati (CTD) italiano per il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse. La Corte ha stabilito che la normativa, che impone il tributo anche a operatori privi di concessione, non viola il diritto dell'Unione Europea né i principi di non discriminazione o legittimo affidamento. La sentenza chiarisce che chiunque gestisca la raccolta di scommesse sul territorio italiano è soggetto passivo d'imposta, indipendentemente dalla sede o dalla presenza di una concessione statale.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società estera di scommesse, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2007. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta anche da operatori esteri privi di concessione che raccolgono scommesse in Italia tramite centri di trasmissione dati (CTD). È stata ribadita la solidarietà paritetica nel pagamento del tributo tra il bookmaker e il CTD, e l'assenza di contrasto con i principi del diritto dell'Unione Europea in materia di libera prestazione di servizi e non discriminazione.
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Nullità contratto bancario: chi può farla valere?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di opposizione allo stato passivo fallimentare. Un creditore contestava l'ammissione di un credito bancario, sostenendo la nullità del contratto bancario per mancanza della firma dell'istituto di credito. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che, secondo un orientamento consolidato, la mancata sottoscrizione da parte della banca non determina la nullità del contratto quando la volontà di quest'ultima di vincolarsi è inequivocabile, come nel caso dell'effettiva erogazione del finanziamento. La pronuncia ribadisce la natura funzionale, e non meramente strutturale, del requisito della forma scritta a protezione del cliente.
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Imposta Unica Scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema dell'imposta unica scommesse, analizzando la responsabilità di un bookmaker estero e del suo centro di trasmissione dati (CTD) per le annualità 2010, 2011 e 2012. La Corte ha accolto parzialmente i ricorsi, annullando l'imposta e le sanzioni per il CTD per il 2010, in linea con una precedente sentenza della Corte Costituzionale. Per il bookmaker, ha annullato solo le sanzioni relative al 2010 a causa di un'oggettiva incertezza normativa, confermando però l'imposta. Per gli anni 2011 e 2012, la responsabilità di entrambi i soggetti è stata pienamente confermata, ritenendo legittima la pretesa fiscale.
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Obbligo di pagamento: la Cassazione fa chiarezza
Una società di gestione eventi contestava un obbligo di pagamento per servizi di viabilità forniti da un Comune, basandosi sull'interpretazione di una convenzione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8934/2024, ha accolto uno dei motivi di ricorso della società, rilevando un errore procedurale della Corte d'Appello nel qualificare come 'domanda nuova' una semplice riduzione della richiesta originaria. La sentenza è stata cassata con rinvio, stabilendo importanti principi sull'interpretazione contrattuale e sui limiti delle domande in appello.
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Forma scritta del contratto: quando non è richiesta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7782/2024, ha rigettato il ricorso di una società di fornitura idrica contro un ente di edilizia residenziale pubblica. La controversia verteva sulla necessità della forma scritta del contratto di somministrazione. La Corte ha confermato la decisione d'appello che annullava un decreto ingiuntivo per assenza di un contratto scritto, ritenendo i motivi di ricorso inammissibili per ragioni procedurali, tra cui la presentazione di argomenti nuovi in sede di legittimità e il difetto di autosufficienza.
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Imposta unica scommesse: obblighi del bookmaker estero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7578/2024, ha stabilito che un bookmaker estero, operante in Italia tramite Centri Trasmissione Dati (CTD) senza concessione statale, è tenuto al pagamento dell'imposta unica sulle scommesse anche per il periodo d'imposta 2008. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker sussiste a prescindere da quella del CTD e che la dichiarazione di incostituzionalità parziale della normativa di riferimento non ha eliminato l'obbligo fiscale in capo all'organizzatore delle scommesse.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7533/2024, ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando il suo obbligo di versare l'imposta unica sulle scommesse per le giocate raccolte in Italia nel 2008 tramite un centro trasmissione dati. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker estero sussiste indipendentemente da quella del centro locale e che la normativa fiscale italiana non viola i principi del diritto dell'Unione Europea sulla libera prestazione di servizi, in quanto non è discriminatoria.
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Imposta unica scommesse: Cassazione conferma la tassa
Una società di scommesse estera ha contestato l'applicazione dell'imposta unica scommesse per l'attività di raccolta gioco svolta in Italia tramite centri affiliati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'imposta è dovuta da chiunque operi sul territorio nazionale, anche senza concessione statale. La decisione si fonda su precedenti pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia UE, escludendo profili di discriminazione o violazione del diritto europeo.
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