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Art. 1326 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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68 provvedimenti

Altri anni per Art. 1326 Codice Civile

Risoluzione contratto di locazione: guida completa
Un'impresa conduttrice, dopo aver lasciato un immobile commerciale, si oppone al pagamento di un'indennità per mancato preavviso, sostenendo che la risoluzione del contratto di locazione sia avvenuta per mutuo consenso. A prova di ciò, adduce la riconsegna delle chiavi e una dichiarazione di risoluzione che la società locatrice aveva presentato all'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, dichiara il ricorso inammissibile. Stabilisce che né la riconsegna delle chiavi (atto "neutro"), né la comunicazione al fisco (liberamente valutabile dal giudice e con finalità fiscali) costituiscono prove inequivocabili di un accordo risolutorio, ribadendo che la Corte non può riesaminare nel merito i fatti della causa.
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Contratto autonomo di garanzia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso riguardante un contratto di garanzia, chiarendo la distinzione fondamentale tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia. La Corte ha stabilito che la sola clausola 'a prima richiesta' non è sufficiente a qualificare un contratto come autonomo; è necessaria la clausola 'senza eccezioni'. Inoltre, ha cassato la decisione di merito per aver erroneamente ritenuto concluso un accordo nonostante la mancata corrispondenza tra proposta e accettazione su punti essenziali.
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Ricorso inammissibile e specificità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente comunale contro una compagnia assicurativa, a causa di gravi carenze procedurali. L'ente contestava la liberazione di una polizza fideiussoria, ma il suo appello è stato respinto per mancanza di specificità, per aver introdotto questioni nuove e per non aver adeguatamente criticato la sentenza di secondo grado. Questa decisione sottolinea il rigore formale necessario per la presentazione di un ricorso inammissibile e le conseguenze di un'azione legale temeraria.
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Deroga art. 1957 c.c.: i limiti del giudice di rinvio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, annulla per la seconda volta una decisione della Corte d'Appello, ribadendo i rigidi limiti imposti al giudice di rinvio. Il caso riguarda una fideiussione e la presunta deroga all'art. 1957 c.c., che libera il garante se il creditore non agisce entro sei mesi. La Suprema Corte stabilisce che il giudice di rinvio non può cercare nuove clausole contrattuali per giustificare una deroga già esclusa in un precedente giudizio di cassazione, ma deve attenersi strettamente al principio di diritto enunciato e ai fatti già accertati.
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Diritto indisponibile TIA2: Appello sempre ammesso
Una società di gestione ambientale si oppone a una sentenza del Giudice di Pace che aveva annullato una richiesta di pagamento per la Tariffa Integrata Ambientale (TIA2). La Corte di Cassazione stabilisce che il diritto alla riscossione della TIA2 è un diritto indisponibile. Di conseguenza, le cause in materia devono sempre essere decise secondo diritto e non secondo equità, rendendo la sentenza del Giudice di Pace sempre appellabile, a prescindere dal valore della controversia. L'appello, precedentemente dichiarato inammissibile dal Tribunale, viene quindi ritenuto legittimo.
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Diritti Indisponibili: TIA2 e limiti dell’appello
Una società di gestione ambientale ricorre in Cassazione dopo che il suo appello contro una sentenza del Giudice di Pace è stato dichiarato inammissibile. Il caso riguardava un credito per la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA2) di valore inferiore a 1.100 euro. La Corte Suprema ha stabilito che, nonostante la natura privatistica della TIA2, il diritto alla sua riscossione costituisce uno dei diritti indisponibili. Di conseguenza, la causa non può essere decisa secondo equità, ma solo secondo diritto, rendendo la sentenza del Giudice di Pace sempre appellabile, a prescindere dal valore. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato il caso al Tribunale per l'esame del merito.
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Contratti pubblica amministrazione: la forma scritta
Una società fornitrice ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per ottenere il pagamento di interessi su forniture. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la nullità dei rapporti contrattuali a causa della mancanza della forma scritta. La sentenza ribadisce che per i contratti pubblica amministrazione, la forma scritta è un requisito essenziale per la validità, anche quando l'ente agisce privatamente.
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Scrittura privata: quando passa la proprietà?
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di compravendita immobiliare tramite scrittura privata, il trasferimento della proprietà avviene al momento della firma dell'accordo, non dalla data della successiva sentenza che ne accerta l'autenticità. Questa sentenza ha natura dichiarativa e non costitutiva, con effetto retroattivo. Di conseguenza, l'acquirente è tenuto al pagamento delle imposte sull'immobile fin dalla data della scrittura privata. L'eventuale pagamento di tali imposte da parte del venditore costituisce un arricchimento senza causa per l'acquirente, dando diritto al rimborso.
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