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Art. 1326 Codice Civile — Anno 2026

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36 provvedimenti

Altri anni per Art. 1326 Codice Civile

Promessa in condominio: non è cortesia, è un contratto vincolante
Un ex socio di un'impresa edile si era impegnato durante un'assemblea condominiale a eliminare a proprie spese delle infiltrazioni d'acqua. Non avendo eseguito i lavori correttamente, i condomini lo hanno citato in giudizio. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sua promessa, verbalizzata e non rifiutata, non era una semplice dichiarazione di intenti, ma un vero e proprio 'contratto con obbligazioni del solo proponente' ai sensi dell'art. 1333 c.c. Questo tipo di accordo è legalmente vincolante e non richiede un'accettazione formale. Di conseguenza, l'uomo è stato condannato a risarcire i danni e a pagare le spese legali.
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Fornitura al Comune senza contratto scritto? Niente pagamento
Un'impresa edile fornisce materiali a un Comune per circa 37.000 euro senza un contratto formale. L'ente si rifiuta di pagare e la questione arriva in Cassazione. La Corte Suprema conferma che la **forma scritta contratti Pubblica Amministrazione** è un requisito essenziale per la validità dell'accordo. Non sono sufficienti scambi di lettere, l'esecuzione della fornitura o una successiva dichiarazione di un funzionario che riconosce il debito. Il contratto è nullo e l'impresa non ha diritto al pagamento. La rigidità della forma serve a garantire trasparenza e controllo sulla spesa pubblica. L'impresa perde la causa.
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Compenso Avvocato Domiciliatario: il Collega non è il debitore
Un avvocato domiciliatario ha chiesto il pagamento del proprio compenso a un collega titolare della pratica, il quale sosteneva che l'obbligo fosse del cliente finale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del domiciliatario, stabilendo che il giudice di merito ha correttamente valutato le circostanze di fatto. Poiché l'incarico professionale era stato conferito direttamente dalla società cliente a entrambi i legali, è la società stessa a dover provvedere al **pagamento compenso avvocato domiciliatario**. La sentenza chiarisce che non è sempre il collega che affida l'incarico a dover pagare, ma chi effettivamente ha stipulato il contratto di patrocinio.
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Prova della transazione: delibera interna non basta, banca condannata
Una banca, condannata a restituire oltre un milione di euro a un'azienda cliente per addebiti illegittimi, ha tentato di bloccare la restituzione sostenendo l'esistenza di un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della banca, stabilendo un principio fondamentale sulla prova della transazione. Secondo i giudici, una delibera interna della banca non è sufficiente a dimostrare l'accordo, poiché la legge richiede la forma scritta 'ad probationem', soprattutto quando la controparte nega esplicitamente la conclusione del patto. La mancanza di un documento firmato da entrambe le parti ha reso la difesa della banca inefficace, confermando la condanna alla restituzione e al pagamento delle spese legali.
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Amministrazione giudiziaria: Ordine Nullo, Pagamento Possibile
Un fornitore consegna carburante a un'azienda in amministrazione giudiziaria, ma gli ordini non seguono la procedura formale (email) imposta dagli amministratori. La Cassazione stabilisce che il contratto è inefficace, negando il pagamento basato su di esso. Tuttavia, la Corte accoglie il ricorso del fornitore su un punto cruciale: la sua richiesta subordinata di indennizzo per ingiustificato arricchimento era stata erroneamente ignorata. Il caso torna alla Corte d'Appello, che dovrà valutare se, nonostante la nullità del contratto, l'azienda cliente si sia arricchita ingiustamente a danno del fornitore e debba quindi corrispondergli un indennizzo. La sentenza distingue tra validità del contratto e diritto a non subire un danno ingiusto.
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Compenso dell’amministratore di condominio: bilancio non basta
Un professionista nominato dal Tribunale richiede il pagamento per l'attività svolta, ma i residenti si oppongono, sostenendo che il compenso dell'amministratore di condominio fosse già stato fissato implicitamente dal bilancio preventivo. La Corte d'Appello dà torto al professionista, interpretando il suo silenzio come accettazione della cifra indicata a bilancio. La Cassazione ribalta la decisione. L'approvazione del preventivo di spesa non equivale a una proposta contrattuale e il mero silenzio non significa accettazione. In assenza di un accordo esplicito, il compenso dell'amministratore di condominio nominato dal giudice deve essere stabilito secondo le tariffe professionali, gli usi o dal giudice stesso. La sentenza viene annullata con rinvio.
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Riscatto alloggio popolare: quando lo sconto annulla l’acquisto
Un inquilino ha tentato di esercitare il diritto di riscatto alloggio popolare previsto dalla Legge 560/1993. Tuttavia, invece di accettare incondizionatamente l'offerta dell'ente proprietario, ha richiesto una revisione del prezzo e l'inclusione di una pertinenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale condotta non costituisce un'accettazione valida, ma una controproposta che non vincola l'amministrazione. Di conseguenza, il contratto di compravendita non si è mai perfezionato. Parallelamente, è stata confermata la risoluzione del contratto di locazione per morosità, poiché il conduttore non ha pagato i canoni, pretendendo erroneamente di compensarli con spese anticipate per il riscaldamento centralizzato senza la prova dell'urgenza richiesta dalla legge.
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Abuso di maggioranza: annullata delibera fraudolenta
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una delibera assembleare di una S.r.l. che tentava di revocare l'esclusione di un socio deliberata cinque anni prima. Tale manovra è stata qualificata come abuso di maggioranza, poiché l'unico scopo reale della società era evitare di pagare la liquidazione della quota al socio, stimata in oltre novecentomila euro. La Corte ha ribadito che il voto espresso con finalità fraudolente per ledere i diritti patrimoniali della minoranza viola il principio di buona fede oggettiva.
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Regolamento condominiale: tariffe e servizi gestionali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da una società di gestione contro un condominio per il pagamento di servizi legati a posti auto. La disputa riguardava l'ammontare dei corrispettivi: la società pretendeva tariffe basate su un piano economico-finanziario pubblico, mentre il condominio si opponeva invocando il **regolamento condominiale** contrattuale. I giudici di merito avevano già stabilito che, in assenza di nuovi accordi, prevale la tariffa provvisoria fissata nel regolamento e nei rogiti. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione della natura giuridica dell'opera non costituisce un fatto riesaminabile e che la doppia decisione conforme preclude nuove analisi sui fatti.
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Diritto di opzione immobili pubblici: quando sorge?
La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto di opzione immobili pubblici non sorge automaticamente da una comunicazione informativa. Nel caso esaminato, un conduttore pretendeva l'acquisto agevolato basandosi su una lettera del 1999, ma i giudici hanno stabilito che senza una formale offerta di vendita con indicazione del prezzo non sussiste alcun obbligo a contrarre per l'ente proprietario.
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Recesso socio srl: guida alla revoca e impugnazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che nel recesso socio srl vige il principio della libertà di forma, essendo un atto unilaterale. La Corte ha stabilito che un socio può revocare tacitamente la propria volontà di recedere votando contro la delibera di presa d'atto del recesso stesso. La decisione conferma che tale delibera, se invalida, è solo annullabile e non può essere impugnata dai soci che hanno espresso voto favorevole.
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Prescrizione crediti professionali: guida al caso
Un professionista ha richiesto il pagamento di consulenze svolte per un'azienda sanitaria, ma la richiesta è stata respinta per intervenuta prescrizione crediti professionali. La Cassazione ha confermato che tali compensi hanno natura retributiva e sono soggetti al termine quinquennale. È stata inoltre analizzata la corretta liquidazione delle spese legali in base ai parametri forensi.
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Motivazione apparente: annullato sequestro preventivo
La Cassazione annulla un sequestro preventivo per motivazione apparente. Il Tribunale del riesame non aveva adeguatamente spiegato perché la proprietà di un bene non fosse passata all'acquirente, ignorando le norme sulla conclusione del contratto e la mancanza di una valida clausola di riserva della proprietà.
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Variazione tassi buoni postali: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della variazione tassi buoni postali in senso peggiorativo, disposta con decreto ministeriale. La Corte ha stabilito che la modifica si applica automaticamente ai contratti in essere per eterointegrazione, ritenendo sufficiente la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Il ricorso dei risparmiatori, che chiedevano il pagamento delle differenze basate sui tassi originari, è stato dichiarato inammissibile.
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Ricorso improcedibile: l’errore che costa caro
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso improcedibile a causa di un grave vizio di forma. Il ricorrente, condannato in appello per il mancato pagamento di opere d'arte aggiudicate in asta, non ha depositato la copia della sentenza impugnata con la relativa relata di notifica. Questa omissione ha reso l'appello invalido, confermando la condanna al risarcimento e comportando ulteriori sanzioni pecuniarie per il ricorrente.
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Compenso avvocato forma scritta: la Cassazione decide
Un avvocato ha citato in giudizio una società cliente per il pagamento di onorari professionali, sostenendo l'esistenza di un accordo basato su un preventivo. Il tribunale di primo grado ha liquidato una somma inferiore, basata sulle tariffe standard. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del legale, confermando un principio fondamentale: l'accordo sul compenso avvocato deve avere la forma scritta a pena di nullità. L'accettazione tacita o per fatti concludenti da parte del cliente non è sufficiente a validare il patto. La Corte ha inoltre negato la richiesta di interessi moratori e rivalutazione monetaria.
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